Venerdì 24 Febbraio 2017 ore 02:58
INTERVISTE PALOMBARA SABINA
Da ospedale psichiatrico al REMS: cosa cambia a Palombara Sabina
Intervista alla dott.ssa Annalisa Frappetta:"Cambierà soltanto la gestione, che sara' della Regione e non dello Stato"
Ospedale di Palombara Sabina

Intervista rilasciata a "Radio Manzo" della dott.ssa Annalisa Frappetta. Cosa sono i REMS ( ex OPG) e quali sono, e se ci sono, reali pericoli individuali per la popolazione.

Con lo smantellamento dei vecchi OPG a favore del’allestimento di nuove strutture chiamate REMS, i cittadini di Palombara Sabina in questi giorni stanno protestando  per opporsi all’apertura di una di queste nuove strutture nell’ex ospedale Santissimo Salvatore. Ma che cosa sono gli OPG Dott.ssa Frappetta, e qual è la loro storia all’interno della giuristizione italiana? 

“Gli OPG sono una categoria di istituti sorta in Italia a  metà degli anni settanta e andando a sostituire i vecchi manicomi criminali. Nonostante la denominazione  “ospedale psichiatrico” possa trarre in inganno, gli OPG sono strutture giudiziarie dipendenti dall'amministrazione penitenziaria e quindi dal Ministero della Giustizia . Sono strutture entrate a far parte del sistema penale italiano nell’aprile 1976, e il ricovero in esse è attualmente previsto dall'articolo 222 del nostro codice.”

Come mai gli OPG italiani sono in via di smantellamento e chiusura?

“Il decreto legge 22 dicembre 2011, n. 211, successivamente convertito in legge 17 febbraio 2012, n. 9, aveva disposto  la chiusura delle strutture OPG per la data del 31 marzo 2013. Tale norma fu adottata dopo un'indagine parlamentare che accertò le condizioni di estremo degrado degli istituti e la generalizzata carenza di quegli interventi di cura che avevano motivato l'internamento. I requisiti di tali strutture furono stabiliti con D. M. emanato dal Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro della giustizia, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.”

L’Opg è dunque da considerarsi una struttura di detenzione o di cura?

“Gli Opg sono da considerarsi, per loro stessa natura, delle strutture istituzionali che debbono contemplare nel loro assetto strutturale e organizzativo sia l’aspetto relativo alla cura che quello relativo alla detenzione. Certamente, con le dovute differenze relative alle varie realtà sociali e regionali in cui tali istituti sono situati, l’organizzazione degli Opg è sempre apparsa comunque accomunata ovunque dalla comune difficoltà di essere un servizio di reale natura e priorità sanitaria, seppur immesso in una cornice carceraria; trovandosi di fatto un po’ come  l'asino di Buridano, ossia impossibilitati, o quasi , a scegliere tra due contraddittorie soluzioni:

a) Essere ospedale, mantenendo comunque un difficile connubio tra personale e filosofie diverse (Agenti ed Operatori Sanitari, Cura e Custodia, Controllo e Trattamento) e nel frattempo divenire, paradossalmente, una realtà "anacronistica" dopo la Legge 180 e quindi ancor più facilmente criticabile e negabile;

b) Essere Carcere, rinunciando ad ogni velleità di organizzazione di realtà e priorità trattamentali, subire totalmente l'organizzazione penitenziaria limitandosi ad assicurare, con le componenti mediche, un servizio di consulenza e di cura che non si pre-occupa della effettiva gestione "sanitaria" della struttura.

La chiusura degli Ospedali Psichiatrici, di fatto, ha avuto sugli Opg un effetto paradosso,  poiché   ha fatto si che si ha eliminasse comunque il punto di riferimento, normativo ed organizzativo, cui adeguarsi; rendendo ancora più drammatica la contraddizione di queste strutture, impossibilitate a divenire sempre più realtà ospedaliere per pazienti psichiatrici, in quanto modello ormai obsoleto e superato, e attirate invece sempre di più dalla “galassia carceraria”.

In aggiunta a tale attanagliante dilemma se ne ravvisa ulteriormente un altro, in quanto, pur essendo tali strutture ignorate dal circuito della psichiatria territoriale del S.S.N., è comunque necessario raccogliere le esigenze primarie che emergono dalla richiesta, più o meno esplicita, connessa al mandato affidato alla struttura: non solo custodia dell'internato, ritenuto pericoloso socialmente, ma anche trattamento teso a risolvere la condizione clinica psichiatrica che ha generato la condotta antisociale, e riabilitazione della persona. Ciò vuol dire che è necessario organizzare e strutturare un vero e proprio servizio non condizionato dal binomio Giudizio-Internamento.”

 

Chi va in OPG?

“Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari attualmente accolgono diverse tipologie di pazienti con diverse posizioni giuridiche. Vi sono prosciolti per vizio totale di mente e dichiarati socialmente pericolosi; condannati che durante l'esecuzione della pena sono colpiti da infermità psichica; condannati, ma con vizio parziale di mente, dichiarati socialmente pericolosi e che devono eseguire un periodo di Casa di Cura e Custodia, eventualmente in aggiunta alla pena detentiva; imputati, detenuti in ogni grado del giudizio e condannati che vengono sottoposti ad osservazione psichiatrica per un periodo non superiore a 30 giorni; imputati ai quali sia stata applicata una misura di sicurezza provvisoria in considerazione della loro presunta pericolosità sociale e in attesa di un giudizio definitivo; imputati sottoposti a perizia psichiatrica e infine imputati colpiti durante il giudizio da malattia mentale tale che essi non siano più in grado di attendere utilmente al procedimento e l’iter processuale.”

Quanti sono attualmente gli OPG in Italia? E quali sono le patologie psichiatriche più frequentemente riscontrate al loro interno?

“L'attuale numero di soggetti presenti negli OPG assomma a poco più di 1200 e la composizione delle patologie è stata ben riassunta in uno studio condotto su un campione di circa 150 internati presenti nell'OPG di Montelupo Fiorentino. Da quello studio è emerso che il 45% della popolazione degli Opg è rappresentata da soggetti schizofrenici o psicotici gravi; il 15% circa da etilisti con deterioramento; un altro 15% da soggetti con insufficienza mentale con disturbi psicotici; il 25% circa è rappresentato da soggetti con Disturbi di Personalità. Infine è emersa una categoria residuale nella quale rientra Il rimanente 5%, caratterizzato da personalità che non soddisfano i criteri diagnostici per un inquadramento in categorie diagnostiche specifiche.”

Qual è  la strutturazione interna degli OPG e quali sono le attività in essi svolte?

“La strutturazione interna attuale degli OPG è essenzialmente caratterizzata da una suddivisione in vari reparti ai quali vengono assegnati i soggetti ricoverati nell'istituto (internati o detenuti ), in base a criteri di natura giuridica e/o sanitaria. Le attività svolte sono i colloqui psichiatrici e le visite internistiche periodiche settimanali dei singoli internati, al fine di un iniziale inquadramento diagnostico; l’individuazione del trattamento psicofarmacologico ed internistico più indicato per il singolo internato; la gestione degli episodi di riacutizzazione del quadro psicopatologico mediante più stretta osservazione psichiatrica, interventi psicofarmacologici d'urgenza e/o contenzione fisica; la gestione delle emergenze e dei vari problemi medici mediante interventi di guardia medica ed anche specialistici con l'ausilio delle strutture dell'Unità Sanitaria Locale convenzionate con l'OPG; e poi anche la gestione ed l’assistenza dei pazienti con disabilità fisiche.”

Dalla chiusura degli OPG verranno istituiti i REMS. Questo è quanto dovrebbe accadere proprio a Palombara Sabina, all’interno dell’ex ospedale Santissimo Salvatore. Dott.ssa Frappetta cosa cambierà con il passaggio dagli OPG ai REMS?

“E’ vero…. dalla chiusura degli OPG nasceranno le nuove strutture REMS, acronimo di “Residenze per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza Sanitaria. Tuttavia, sia che vengano istituite delle nuove strutture o che permangano le vecchie, come dovrebbe avvenire nel comune di Palombara Sabina per l'appunto, dove dovrebbe essere l’ex ospedale Santissimo Salvatore  a essere convertito in struttura REMS, di fatto poco cambierebbe. Nel senso che, se di facciata i nuovi edifici dovrebbero essere più simili a cliniche terapeutiche di educazione e riabilitazione degli internati, più contenuti nella disponibilità dei posti letto, tuttavia nella realtà queste strutture saranno istituzionali esattamente come le precedenti (OPG), poiché comunque garantire, oltre agli aspetti di cura e di trattamento, anche quelli penitenziari e relativi alla sicurezza di custodia. L’ unico aspetto che di fatto cambierà sostanzialmente  con la transizione dagli OPG ai REMS sarà il passaggio della gestione da parte dello Stato alle Regione, nonché il passaggio da programmi statali a programmi frammentati regionalmente. Di fatto, però,  i REMS saranno dei mini OPG, in termini di posti letto, in piena regola.”

Il malcontento e le proteste della cittadinanza di Palombara Sabina, per l’apertura di un REMS nel loro territorio comunale, nasce da un sentimento di preoccupazione e paura per la vicinanza che tale struttura avrebbe al centro nevralgico della cittadina, soprattutto agli edifici della scuola primaria e dell’infanzia.  Secondo lei Dott.ssa Frappetta, da specialista clinico che si occupa quotidianamente di psicopatologia , e quindi da conoscitrice della complessità delle realtà clinico-psichiatriche, ci potrebbe essere un reale pericolo per la sicurezza individuale e delle collettività a fondare la protesta dei residenti di Palombara oppure no?

 “La  fondatezza o meno della protesta dei cittadini di Palombara non sta a me qui e in questa sede decretarla….soprattutto non conoscendo io in prima persona i dettagli della realtà territoriale e soprattutto quelli organizzativi rispetto alla struttura REMS che vi dovrebbe sorgere. Tuttavia, quello che sicuramente posso dire da clinico, e sarebbe inutile negarlo, è che così come è stato per gli OPG fino ad oggi, anche per quanto riguarderà i nuovi REMS si tratterà comunque di strutture, di reparti che, a causa delle loro peculiari connotazioni, si caratterizzeranno per la presenza di elevati livelli di tensione emotiva che richiederanno una stato di allerta del personale sanitario sicuramente più intenso di quello che si potrebbe avere per altre tipologie di strutture residenziali o comunitarie, questo è innegabile”. 

 

Dott.ssa Annalisa Frappetta , Psicologa e Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia Clinica 

 


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