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27 Novembre 2022

Pubblicato il

“1524”, il Ristorante del Rungghof a Cornaiano, sulla strada del vino

di Mariagloria Fontana
Circondato da vigneti, frutteti tutt’intorno e un fitto bosco si trova il "1524", il ristorante dell’Hotel Rungghof, proprio sulla Strada del Vino

Circondato da vigneti, frutteti tutt’intorno e un fitto bosco, si trova il ‘’1524’’, il ristorante dell’Hotel Rungghof, proprio sulla Strada del Vino, in Alto Adige. A Cornaiano, pochi chilometri da Bolzano, un posto ideale per escursioni, passeggiate e tour in bici. La cucina gourmet del 1524 è affidata alla ricerca e alla creatività dello chef Manuel Ebner, premiato con due cappelli dalla guida gastronomica Gault Millau. Il Rungghof è stato edificato nel 1524 come residenza della famiglia Runnger, un’antica dinastia di viticoltori appassionata di commercio di vini addirittura dal 1330. ‘’ Rungg’’ fa riferimento al termine latino “runcare” che significa dissodare. La casa fu acquistata nel 1917 dalla famiglia Mauracher che trasformò il podere in una locanda negli anni ’30, consegnando le basi per l’odierno hotel Rungghof

A trainare verso il futuro il Rungghof ci pensa Manuel Ebner, figlio dei proprietari giovane e capace chef con una lunga esperienza, formatosi, tra gli altri, con lo chef stellato Herbert Hintner.

La sua proposta gastronomica rielabora la tradizione e il passato attraverso i prodotti del territorio con uno sguardo però anche più ampio; quello che ne viene fuori è una cucina creativa e contemporanea. Una delle passioni dello chef sono le erbe aromatiche che cura minuziosamente nel suo orto. La location rispecchia l’idea di cucina di Ebner, lui stesso ha concepito mentalmente l’immagine di un ristorante moderno ma accogliente, confortevole, in cui si sente subito il calore dell’ospitalità. Il design è curato, minimale, elegante, splendido, con le grandi vetrate a vista sui vigneti, le sedute comode, ampie, di un bel tessuto rosato, il legno del parquet e dei soffitti. Il grande bancone bar che ci accoglie, in posizione centrale, domina lo spazio che si estende come un grande loft quasi newyorchese ma dall’atmosfera calda italiana, con le luci soffuse.

La squisita accoglienza della maitre Patrizia Planer ci introduce al nostro tavolo per la cena. Arrivano del burro salato, del burro al carbone vegetale affumicato, pane al carbone vegetale pane alle olive, pane al pomodoro, pane e, naturalmente, il pane “croccante” e tipico dell’Alto Adige, lo “Schüttelbrot”.

Il benvenuto dello chef consiste in una gustosa Zuppetta al pomodoro ghiacciato con caprino fresco, capperi e pane toscano, un ottimo pungolo per abituare il palato a quello che verrà nel corso della serata e ci viene servito Comitissa Martini Lorenz Brut del 2013.

Iniziamo con un delizioso carpaccio di Capesante, menta e pomodoro, fresco e gustoso.

Lo degustiamo con uno Chardonnay St. Valentin del 2015, Cantina San Michele-Appiano che ha quasi un gusto di vaniglia.

E poi una tenerissima Tartar di manzo con muschio, finferli marinati, caprino, trifoglio, torba e tartufo nero estivo che accompagniamo con un calice di Riesling Harrer del 2016, Cantina Colterenzio, ha, infatti, un buon equilibrio tra acidità e mineralità e, dunque, tiene bene la carne.

Tutti i vini che degustiamo durante la cena, ottimi, provengono dal territorio circostante, dalle cantine della strada del vino dell’Alto Adige che non ha niente da invidiare alla strada del vino in Toscana.

I Maccheroni con pomodoro, parmigiano e basilico, sono il paradigma di come la tradizione più semplice possa essere rivisitata nell’impiattamento e nel gusto, in un primo piatto da far trasecolare il commensale, tanto che il tavalo accanto ne ordina uno per ciascuno dei suoi convitati.

Degustiamo un Kerner del 2016, Kofererhof proveniente dalla Valle d’Isarco, dal gusto molto fresco.

I Tortelli di baccalà, ortica e vongole sono il piatto col quale chiunque avesse la fortuna di recarsi al 1524, potrebbe scoprire questo eccellente chef. L’equilibrio, l’armonia dei sapori, tutto convive per far gustare al palato un primo piatto straordinario.

Beviamo un Sauvignon Mantele del 2016, Cantina Nalles Magrè, ottima mineralità e freschezza che ben si addicono al piatto.

Il Filetto di vitello con lattuga trocadero, pomodoro confit, scorzanera e lattuga di mare è sapido e dalla carne molto morbida.

Il Rombo con finocchio selvatico, zafferano e asparagi di mare, ha un profumo delicato e un sapore gustoso.

Accompagniamo entrambi i secondi con un Pinot Nero Trattmann Riserva del 2015, Cantina Cornaiano.

Questi vini hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo e va rilevato che al Ristorante 1524 tendono a selezionare le cantine del territorio per valorizzare i prodotti locali.

Per concludere, arrivano i dessert. Il Gelato di patate, albicocca, cioccolato bianco e cannella potrebbe sembrare un azzardo e, invece, si rivela vincente con la sua freschezza e il suo connubio tra elementi solo apparentemente in contrasto.

Beviamo un calice di Quintessenz Passito del 2014, Cantina Caldero, che come ci racconta la maitre Patrizia Planer, è la più grande cantina dell’Alto Adige, essendo oggi una cooperativa vinicola che conta 700 famiglie, che curano un totale di quasi 490 ettari di vigneti.

Pesca, lampone e vaniglia è un dolce più tradizionale e ritroviamo i sapori dell’estate, della casa e della famiglia che avvolgono il nostro palato.

Degustiamo un bicchiere di Pasithea Rosa del 2015, Cantina Colterenzio.

Un’esperienza di cucina moderna che trae le sue radici dal passato con intermezzi di fantasia e ricerca, non disdegnando anche misure e porzioni atte a far gioire i commensali, questa è la proposta gourmet del sorprendente Manuel Ebner e del suo bellissimo ristorante 1524, vero monumento innalzato in onore della cucina e del vino, un luogo che è come un altare offerto al dio Bacco in mezzo ai vigneti della strada del vino. Un paradiso da non perdere. Una nota finale la dedichiamo allo spirito di accoglienza che aleggia al Rungghof e che ci ha veramente conquistati. Un altro punto a favore di questa meta enogastronomica che non dimenticheremo.

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