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Accensione termosifoni a Roma, date e orari: tutte le regole per l’inverno 2025-2026

A differenza del Nord Italia, dove i riscaldamenti sono già in funzione, a Roma bisognerà attendere il 15 novembre
Di Simone Fabi
Riscaldamento termosifoni
Riscaldamento termosifoni

Con l’inverno alle porte, molti romani si interrogano su quando potranno finalmente attivare i riscaldamenti nelle proprie case. La risposta arriva dal sindaco Roberto Gualtieri, che ha firmato l’ordinanza n. 147 del 30 ottobre 2025. Questo documento stabilisce le date e gli orari di funzionamento per gli impianti termici nel territorio capitolino, introducendo regole che mirano sia alla tutela ambientale sia al risparmio energetico.

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Quando si accendono i termosifoni a Roma?

A differenza del Nord Italia, dove i riscaldamenti sono già in funzione, a Roma bisognerà attendere il 15 novembre. Da questa data sarà possibile accendere i termosifoni fino all’8 aprile 2026. L’ordinanza prevede un massimo di undici ore giornaliere di attività per le abitazioni private, comprese tra le 5 del mattino e le 11 di sera. Gli uffici dell’amministrazione comunale avranno una limitazione a dieci ore.

Motivazioni dietro le nuove regolamentazioni

L’ordinanza del sindaco Gualtieri non è solo un elenco di date e orari. Alla base delle nuove direttive c’è una forte attenzione alla qualità dell’aria. Gli impianti termici rappresentano infatti una delle principali fonti di inquinamento atmosferico nella Capitale. Inoltre, si inseriscono in un più ampio impegno per il contenimento dei consumi energetici, elemento chiave nel Patto dei sindaci per il clima e l’energia.

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Temperature consentite negli edifici

I limiti di temperatura stabiliti dall’ordinanza vedono una riduzione rispetto ai parametri fissati dal Dpr n. 74 del 2013: negli edifici dedicati ad attività industriali o artigianali la temperatura massima sarà di 17°C con una tolleranza di due gradi. Per tutti gli altri edifici si potrà arrivare a un massimo di 19°C sempre con due gradi di tolleranza.

Eccezioni previste dall’ordinanza

Esistono tuttavia delle deroghe significative: strutture sanitarie, case di riposo, scuole materne e nidi potranno accendere i riscaldamenti senza restrizioni legate agli orari o al periodo. Anche piscine e saune rientrano tra queste eccezioni, così come sedi diplomatiche non situate in condomini ed edifici destinati ad attività produttive con esigenze tecnologiche particolari.

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Reazioni della cittadinanza e delle associazioni

L’annuncio dell’ordinanza ha già sollevato discussioni tra i cittadini romani e le associazioni ambientaliste. Se da un lato alcuni apprezzano l’impegno verso la sostenibilità ambientale, dall’altro c’è chi critica le restrizioni come troppo rigide rispetto al clima della città eterna.

Conclusioni sull’impatto futuro

Con la nuova regolamentazione dei riscaldamenti a Roma si cerca di bilanciare esigenze pratiche e obiettivi ecologici più ampi. Solo il tempo dirà se l’approccio adottato riuscirà a soddisfare tutte le parti coinvolte mantenendo alta la qualità della vita nella Capitale.

 
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