Ancora una volta, un cane domestico si trasforma in un killer silenzioso. La piccola bambina di 9 mesi di Acerra non ce l’ha fatta: il pitbull di famiglia l’ha sbranata, infliggendole ferite mortali mentre il padre dormiva. Una tragedia che si sarebbe potuta evitare, e che ripropone un copione visto troppe volte.
La frase rassicurante “Il mio cane è tranquillo, non fa male a nessuno” non basta più. Anche i genitori della piccola lo dicevano a chi li metteva in guardia sulla pericolosità del loro cane. Eppure, quel cane ha ucciso. Perché qualsiasi cane, anche il più dolce e abituato alla famiglia, può avere una reazione improvvisa e incontrollabile.
Non è più accettabile che si continui a minimizzare i rischi. È ora di imporre un patentino obbligatorio per chi possiede cani di media e grossa taglia, e l’obbligo della museruola quando sono fuori casa. Perché la sicurezza viene prima di tutto, e perché nessuna famiglia dovrebbe mai più piangere un figlio per una leggerezza evitabile.
L’illusione del “mio cane è buono”
Ogni volta che si verifica un’aggressione mortale da parte di un cane, la reazione dei proprietari è sempre la stessa:
“Era buono, non ha mai fatto male a nessuno”
“Non capiamo cosa sia successo”
“Non aveva mai dato segnali di aggressività”
Eppure, è successo ancora.
Anche i genitori della bambina di Acerra erano convinti che il loro pitbull fosse tranquillo, tanto da lasciarlo in casa con una neonata senza particolari precauzioni. Ma la realtà è che qualsiasi cane, anche il più affettuoso, resta un animale con istinti e impulsi che possono essere imprevedibili.
Troppi casi simili: il problema è la cattiva gestione
Negli ultimi anni, in Italia si sono verificati numerosi episodi mortali causati dai cani di famiglia:
Palermo, 2023 – Una bambina di un anno e mezzo viene uccisa dal pitbull di casa.
Frosinone, 2022 – Un bambino di 10 anni viene sbranato dal rottweiler della famiglia.
Torino, 2021 – Un uomo viene assalito e ucciso dai due dogo argentini adottati da pochi mesi.
Non si tratta di cani randagi o aggressivi per natura, ma di animali domestici cresciuti in famiglia. Il problema non è il cane, ma la cattiva gestione da parte dei proprietari, spesso impreparati e incapaci di prevedere le situazioni di rischio.
La falsa convinzione che “i cani sono come i bambini”
Uno degli errori più comuni che commettono molti proprietari è umanizzare il proprio cane, credendo che abbia la stessa capacità di ragionare di un essere umano.
Un cane non capisce il concetto di bene e male e reagisce agli stimoli in modo istintivo. Può scattare per paura, dolore, stress o protezione del territorio.
Un pitbull, un rottweiler o un pastore tedesco non è un labrador e non può essere trattato con leggerezza. Sono cani forti, con una mordace potente e un istinto protettivo che può diventare pericoloso se mal gestito.
Le soluzioni: patentino e museruola obbligatoria
Per evitare altre tragedie, serve un cambiamento legislativo immediato.
Patentino obbligatorio per i proprietari di cani di grossa taglia
Test teorico-pratico obbligatorio per chi possiede razze con forza superiore alla media.
Obbligo di corsi di educazione cinofila per imparare a gestire il cane in sicurezza.
Controlli veterinari e comportamentali periodici per garantire che il cane sia socializzato correttamente.
Divieto di adozione per chi non supera il test o ha precedenti per maltrattamento.
In Svizzera, Germania e Spagna, queste regole sono già in vigore. In Italia, invece, chiunque può comprare o adottare un pitbull senza alcun controllo, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Museruola obbligatoria per tutti i cani fuori casa
Oggi, la museruola è obbligatoria solo per alcune razze e in casi specifici. Ma questo non basta.
Ogni cane, di qualsiasi taglia, dovrebbe indossare la museruola in luoghi pubblici.
Un cane con la museruola non può mordere nessuno.
Se il cane è ben educato, non soffrirà nel portarla per brevi periodi.
Troppi proprietari si sentono offesi all’idea di mettere la museruola al proprio cane. Ma la realtà è che non si tratta di un’umiliazione, ma di un atto di responsabilità verso gli altri e verso il proprio animale.
La morte della bambina di Acerra è una tragedia che poteva e doveva essere evitata.
Basta con la presunzione che “il mio cane è buono”, con la superficialità nella gestione di cani potenti e con le scuse dopo che una vita è stata spezzata.
Chi ama i cani deve dimostrare di essere un proprietario responsabile. E se non si è in grado di gestire un cane in sicurezza, meglio non prenderne uno. Ora tocca allo Stato imporre regole precise per proteggere persone e animali. Non possiamo aspettare la prossima vittima prima di agire.