02 Marzo 2021

Pubblicato il

Ad Anzio il sindaco “revoca” verbalmente le deleghe

di Redazione

Sembrerebbe nel caos la giunta comunale di Anzio: la "revoca" delle deleghe agli assessori da parte del sindaco sarebbe avvenuta verbalmente, non con atto scritto

Appare sempre più caotica l’amministrazione comunale guidata da De Angelis tra le dimissioni, poi rientrate, dell’assessore ai lavori pubblici Ranucci e lo pseudo ritiro delle deleghe agli assessori da parte del sindaco. Andiamo, tuttavia, per gradi per districarci in questa matassa ingarbugliata che ha visto, inoltre, protagonisti anche il segretario di Fratelli d’Italia, Marco Tilli e la capogruppo del PD Lina Giannino; Tilli, infatti, aveva qualche giorno addietro ribadito l’appoggio di FdI al sindaco affermandone l’ottimo lavoro concretizzatosi nel raggiungimento di numerosi obiettivi nel corso del suo mandato e invitandolo a proseguire nel suo lavoro; fin qui tutto secondo copione se non fosse che, subito dopo, si apprende del ritiro delle deleghe, precedentemente conferite agli assessori, da parte di De Angelis.

Già questa circostanza lascia perplessi poiché sembrerebbe che al sindaco dell’appoggio di FdI, presente nella sua compagine di governo con propri assessori, non interessi nulla se immediatamente dopo le dichiarazioni del segretario ha provveduto a dar corpo ad un atto indubbiamente già premeditato; a meno che non abbia deciso all’istante in un attimo di lucida e istantanea capacità decisionale.

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Il problema che si pone, però, è un altro cioè quello evidenziato dalla capogruppo del PD secondo la quale De Angelis avrebbe messo in atto la sua azione nei confronti dei suoi assessori in modo formalmente e burocraticamente anomalo; le deleghe, infatti, non sarebbero state revocate ma sospese – secondo quanto riferisce e denuncia  la Giannino – e non con un provvedimento scritto bensì verbalmente lasciando gli assessori formalmente al loro posto ma, nello stesso tempo, nella assoluta incertezza in merito ai loro atti, al potere di poterli assumere e alla validità degli stessi; insomma, un caos completo nel quale tutti sembrano rimasti interdetti, amministratori e cittadini, maggioranza e opposizione, un caos nel quale e dal quale farà fatica lo stesso sindaco ad uscirne senza cedere parte della credibilità di cui gode agli occhi di chi lo sostiene.

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Come si sentiranno gli assessori, i cui compiti amministrativi sono già di per sé gravosi, è facile immaginarlo soprattutto in considerazione della circostanza che la delega è un atto che presuppone un rapporto di fiducia tra sindaco e assessore. Aspetteremo di conoscere quali saranno le motivazioni del sindaco per un simile atto e, ancor più, vedremo quali saranno i motivi addotti per il reintegro degli stessi assessori o di alcuni di essi; tuttavia, è il caso di richiamare le parole di Berlinguer, “i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela” pertanto “cercate di promettere un po' meno di quello che pensate di realizzare se vinceste le elezioni” come diceva De Gasperi; magari tenendo sempre a mente il pensiero di due grandi uomini politici si potrebbe rischiare di sbagliare di meno nell’amministrare la cosa pubblica.

 
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