Addio ai caselli in autostrada: con il free flow si paga senza fermarsi

Il free flow elimina le barriere: telecamere e sensori leggono targa e veicolo. Ecco come si paga il pedaggio e cosa deve sapere chi viaggia
Di Lina Gelsi
Casello autostradale Telepass

Il casello autostradale potrebbe progressivamente perdere quel ruolo che per decenni lo ha reso il simbolo stesso delle strade a pedaggio. Il cambiamento ha un nome, free flow, e consente alle auto di proseguire senza fermarsi davanti a una barriera: portali elettronici installati sopra la carreggiata rilevano il passaggio del veicolo e permettono di calcolare l’importo dovuto. In Italia il sistema è già una realtà su alcune infrastrutture e il suo utilizzo sta mostrando concretamente come potrebbe cambiare il pagamento dell’autostrada.

Come funziona il free flow e perché non serve più fermarsi al casello

Il principio è semplice. L’automobilista entra nel tratto soggetto a pedaggio e continua il viaggio alla normale velocità consentita. Non deve ritirare il biglietto, non deve cercare una corsia disponibile alla barriera e non deve rallentare per effettuare il pagamento.

Sopra la carreggiata sono installati portali dotati di apparecchiature in grado di identificare e classificare il veicolo. Il sistema riconosce la targa oppure dialoga con l’eventuale dispositivo elettronico utilizzato dall’automobilista. Il transito viene quindi associato al mezzo e all’itinerario percorso, consentendo di determinare il pedaggio.

È questo il passaggio che modifica radicalmente l’esperienza conosciuta dagli automobilisti italiani. La riscossione non avviene necessariamente nel momento in cui si esce dall’autostrada: può diventare un’operazione digitale collegata al passaggio del veicolo.

Il vantaggio più evidente riguarda la circolazione. Le barriere impongono rallentamenti, canalizzano le auto nelle corsie e nei momenti di maggiore afflusso possono favorire la formazione di code. Con il flusso libero il veicolo continua invece la marcia e l’operazione di riscossione viene separata fisicamente dalla guida.

Pedaggio senza barriere: chi ha il telepedaggio non deve cambiare abitudini

Per chi dispone di un dispositivo di telepedaggio il passaggio al free flow è particolarmente semplice. Il sistema riconosce il veicolo e l’importo viene gestito attraverso il servizio utilizzato dal cliente, senza richiedere una sosta o un pagamento manuale immediato.

La differenza diventa più importante per chi viaggia senza apparato elettronico. L’assenza del casello, infatti, non significa affatto che il tratto sia gratuito.

Il veicolo viene comunque registrato attraverso la targa e il conducente deve successivamente provvedere al pagamento utilizzando le modalità previste dal concessionario della strada percorsa.

È proprio questo l’aspetto sul quale gli automobilisti dovranno prestare maggiore attenzione. Per decenni il casello ha ricordato materialmente che bisognava pagare. Con il free flow quella barriera scompare e l’adempimento può essere rinviato, ma resta obbligatorio.

Free flow senza Telepass: attenzione ai 15 giorni per pagare

Sulle infrastrutture italiane dove il sistema è già utilizzato, come l’Autostrada Pedemontana Lombarda e le sezioni interessate della A33 Asti-Cuneo, chi non dispone di un servizio di telepedaggio può saldare il transito attraverso gli strumenti messi a disposizione dalle rispettive concessionarie.

Un riferimento importante è il termine dei 15 giorni dal passaggio, previsto nei sistemi oggi operativi considerati. Sulla A33, per esempio, i transiti diventano disponibili successivamente al viaggio e possono essere pagati attraverso i canali digitali previsti, anche associando la propria targa.

La regola pratica per l’automobilista è quindi molto diversa da quella del casello tradizionale: passare sotto un portale free flow e non vedere una barriera non equivale ad aver già pagato.

Chi possiede un dispositivo compatibile può affidarsi all’addebito elettronico. Chi ne è privo deve invece ricordarsi di verificare il transito e saldarlo nei termini stabiliti.

Una dimenticanza può trasformare una modalità pensata per rendere più semplice il viaggio in un problema successivo di mancato pagamento.

Dove il sistema senza caselli è già utilizzato in Italia

L’Italia conosce già da anni questa tecnologia grazie all’Autostrada Pedemontana Lombarda, realizzata senza i tradizionali caselli lungo le tratte servite dal sistema free flow.

Più recentemente la stessa modalità è entrata nell’organizzazione della A33 Asti-Cuneo. Sul tronco interessato sono attivi portali elettronici che rilevano il passaggio e consentono l’esazione senza fermare i veicoli. Non tutta la A33, però, funziona nello stesso modo: alcune sezioni continuano a utilizzare modalità di riscossione tradizionali.

Questo dettaglio è importante perché, almeno nella situazione attuale, parlare di “addio ai caselli italiani” in senso generale sarebbe prematuro. La rete nazionale continua ad avere in larga parte stazioni di entrata e uscita, biglietti, piste automatiche e corsie dedicate al telepedaggio.

Il free flow rappresenta però un modello già concretamente applicato, capace di modificare il rapporto stesso fra automobilista, strada e riscossione del pedaggio.

Autostrade del futuro, la targa diventa il nuovo biglietto

La trasformazione più interessante riguarda proprio la targa. Nel sistema tradizionale il viaggio viene associato principalmente al biglietto ritirato all’ingresso oppure al dispositivo elettronico presente sul veicolo. Nel free flow la targa può diventare l’elemento che consente di ricostruire il passaggio e attribuire il relativo importo.

Telecamere, sensori e apparati elettronici svolgono in pochi istanti un’operazione che una volta richiedeva una barriera fisica.

Per il conducente significa maggiore continuità di marcia. Significa però anche acquisire una nuova abitudine: conoscere il sistema utilizzato sulla strada che si sta percorrendo.

Il futuro del pedaggio autostradale potrebbe quindi essere sempre meno legato alla sbarra che si alza davanti al parabrezza e sempre più alla gestione automatizzata del transito. Il free flow è già entrato nella rete italiana. Adesso la vera novità per milioni di automobilisti sarà imparare una regola molto semplice: il casello può sparire, il pedaggio resta.

 
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