Roccasecca celebra la propria storia e prova nello stesso tempo a proiettarla fuori dai confini del territorio. Nel pomeriggio di sabato 3 ottobre Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, ha ricevuto l’Onorificenza “San Tommaso d’Aquino”, il riconoscimento con cui la città rende omaggio alle personalità che contribuiscono alla diffusione della cultura italiana e alla valorizzazione del pensiero e della figura del grande filosofo e teologo nato a Roccasecca.
Ma la notizia destinata probabilmente ad avere l’effetto più importante per la città è arrivata durante la stessa manifestazione: Cazzullo ha annunciato al pubblico la volontà di tornare a Roccasecca per realizzare una puntata della sua trasmissione dedicata proprio a San Tommaso d’Aquino.
Un annuncio che assegna all’incontro un significato ulteriore. Per Roccasecca significa infatti poter raccontare a una platea nazionale il legame con una delle figure centrali del pensiero occidentale, trasformando una memoria storica di straordinario valore in un elemento concreto di promozione culturale del territorio.
L’Onorificenza “San Tommaso d’Aquino” ad Aldo Cazzullo
La cerimonia si è svolta nel cuore della città, alla presenza di cittadini, amministratori e ospiti. Il riconoscimento conferito a Cazzullo nasce dalla volontà del Comune di premiare personalità capaci, attraverso il proprio lavoro, di avvicinare il grande pubblico alla storia e alla cultura.
Il giornalista ha costruito negli anni una parte significativa della propria attività editoriale e televisiva proprio intorno al racconto delle grandi figure italiane, utilizzando un linguaggio divulgativo senza rinunciare alla ricostruzione storica.
Durante l’appuntamento di Roccasecca il confronto ha attraversato epoche e protagonisti differenti: San Tommaso d’Aquino, Dante, San Francesco e la grande stagione culturale del Medioevo, fino al Rinascimento e alla formazione di quella identità italiana che Cazzullo ha raccontato in numerosi libri e interventi pubblici.
Sacco: «La memoria non deve essere nostalgia, deve diventare futuro»
Il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco ha legato il conferimento dell’onorificenza alla capacità di Cazzullo di rendere accessibile il patrimonio culturale italiano.
«Conferire questa onorificenza ad Aldo Cazzullo significa riconoscere il valore di chi riesce a riportare la grande cultura italiana fuori dai luoghi riservati agli specialisti e a restituirla alle persone», ha dichiarato il primo cittadino.
Sacco ha poi richiamato direttamente il rapporto fra Roccasecca e San Tommaso d’Aquino, sottolineando come l’eredità del Santo non possa essere considerata esclusivamente un elemento del passato.
«Roccasecca ha il privilegio di essere la città che ha dato i natali a San Tommaso d’Aquino. Un patrimonio che non deve essere vissuto soltanto come memoria, ma come responsabilità e come opportunità. La memoria non deve essere nostalgia: deve diventare futuro».
Una prospettiva che riguarda inevitabilmente anche la capacità del territorio di costruire intorno alla figura di San Tommaso un percorso culturale, turistico e identitario più ampio.
Piccoli comuni e aree interne, la cultura come risorsa
L’appuntamento con Cazzullo è diventato così anche un’occasione per parlare del ruolo dei piccoli comuni italiani.
«L’Italia non è fatta soltanto dalle grandi città. È fatta anche di borghi, castelli, chiese, cammini», ha ricordato Sacco, indicando nella tutela di questi luoghi una parte essenziale della conservazione dell’identità nazionale.
Il tema riguarda da vicino Roccasecca e più in generale numerosi centri della provincia di Frosinone, territori nei quali la presenza di un patrimonio storico rilevante può diventare un elemento di sviluppo se accompagnata da una strategia capace di collegare cultura, turismo e promozione territoriale.
In questo senso, la possibile realizzazione di una puntata televisiva dedicata a San Tommaso e a Roccasecca rappresenterebbe una vetrina nazionale difficilmente paragonabile alle normali iniziative di promozione locale.
San Tommaso e San Francesco nel giorno dell’ottavo centenario
La manifestazione del 3 ottobre ha assunto anche un particolare valore simbolico perché organizzata nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta nella notte fra il 3 e il 4 ottobre 1226.
Il programma prevedeva infatti un intervento di Cazzullo dedicato anche ai libri Francesco. Il primo italiano e Quando l’Italia rinacque. Il nostro Rinascimento.
Il collegamento fra San Francesco e San Tommaso ha consentito di allargare il racconto alla straordinaria stagione culturale e religiosa del Medioevo italiano, periodo nel quale maturarono figure che avrebbero esercitato un’influenza profonda sulla storia europea.
Chianta: «La cultura deve incontrare le persone»
L’assessore alla Cultura Valentina Chianta ha spiegato la scelta di portare l’iniziativa direttamente nel centro della città.
«Abbiamo voluto fortemente questo appuntamento perché crediamo in una cultura capace di uscire dai luoghi tradizionalmente ad essa riservati e di incontrare le persone».
Secondo Chianta, la presenza di Cazzullo permette inoltre di avvicinare alla storia un pubblico che difficilmente parteciperebbe a un incontro strettamente accademico.
«Attraverso i suoi libri e il suo lavoro riesce a raccontare la storia rendendola viva e comprensibile, mettendola in relazione con il presente».
Particolare attenzione è stata rivolta anche ai giovani, indicati dall’amministrazione come uno dei principali destinatari di iniziative di questo tipo.
L’annuncio di Cazzullo: una puntata televisiva dedicata a San Tommaso
È però l’annuncio arrivato nel corso dell’incontro a spostare lo sguardo sui prossimi mesi.
Aldo Cazzullo ha comunicato l’intenzione di tornare a Roccasecca per realizzare una puntata della propria trasmissione dedicata a San Tommaso d’Aquino. L’indicazione è stata riportata al termine dell’evento e rappresenta, per il Comune, una possibilità importante per far conoscere la città e il suo patrimonio a un pubblico molto più vasto.
Roccasecca conserva infatti un legame identitario fortissimo con Tommaso d’Aquino, ma la portata internazionale della sua figura rimane ancora largamente superiore alla notorietà dei luoghi nei quali nacque e trascorse parte della propria vita.
Una trasmissione nazionale potrebbe contribuire a ridurre questa distanza, mostrando non soltanto il personaggio storico, ma anche il territorio nel quale affondano le sue origini.
Ed è probabilmente questo il risultato più concreto lasciato dal pomeriggio con Cazzullo: la conferma che la storia custodita da un piccolo comune può diventare uno strumento contemporaneo di conoscenza e promozione, a condizione di saperla raccontare con continuità e a un pubblico sempre più ampio.
