Alisya e Sarah sparite nel nulla: Minturno aspetta risposte sulle due sorelle minorenni

Il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli ha rivolto alle due minorenni un appello diretto, invitandole a tornare e facendo capire che la città è pronta ad accoglierle e ad aiutarle
Di Simone Fabi
Alisya e Sarah, le sorelline di Alfedena
Alisya e Sarah, le sorelline di Alfedena

La scomparsa di Alisya e Sarah, le due sorelle di Minturno sparite dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte fra il 6 e il 7 giugno, resta al centro di un lavoro investigativo serrato. Il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha chiarito un passaggio decisivo: non ci sono indagati e il fidanzato della sedicenne è stato ascoltato di nuovo come persona informata dei fatti.

Sorelle di Minturno scomparse, perché è stato risentito il fidanzato di Alisya

Il nuovo ascolto di Youssef, il ragazzo legato sentimentalmente ad Alisya, non rappresenta una svolta giudiziaria nel senso di una contestazione formale. È un atto di approfondimento, inserito nella ricostruzione degli ultimi movimenti delle due minorenni e dei contatti avuti prima dell’allontanamento. Il procuratore ha spiegato di aver avuto necessità di risentire il giovane e altre persone presenti nel contesto della casa famiglia, compresi ospiti ed educatori.

Il passaggio è rilevante perché, in casi simili, ogni relazione personale, ogni colloquio recente, ogni spostamento può aiutare a ricomporre la sequenza delle ore precedenti alla scomparsa. Non basta sapere da dove siano partite le ragazze. Serve capire con chi abbiano parlato, cosa abbiano programmato, se avessero immaginato un percorso, un appoggio, una destinazione. Per questo sono stati ascoltati anche due amici di Youssef, persone che vivono con lui da quando il ragazzo ha lasciato la struttura.

La precisazione più netta riguarda il quadro investigativo: tutti sono stati sentiti come persone informate dei fatti. Significa che il lavoro procede sulla raccolta di elementi, non su accuse già formulate. In una vicenda che coinvolge due minorenni, una di 16 anni e una di 12, questa distinzione è essenziale anche per evitare letture affrettate.

Minturno, una comunità in trepidante attesa

A Minturno la scomparsa di Alisya e Sarah non è vissuta come una notizia lontana, arrivata dall’Abruzzo, ma come una ferita che riguarda da vicino il sud pontino. Le due sorelle sono originarie della città in provincia di Latina, dove vivono la madre e alcuni parenti, dove restano legami familiari, ricordi, conoscenze e una rete di persone che in questi giorni segue ogni aggiornamento con apprensione crescente. Il nome di Minturno è entrato subito nella mappa delle ricerche perché proprio lì si è guardato nelle prime ore, immaginando che le ragazze potessero aver cercato un ritorno verso luoghi conosciuti o verso volti familiari.

Il sindaco Gerardo Stefanelli ha rivolto alle due minorenni un appello diretto, invitandole a tornare e facendo capire che la città è pronta ad accoglierle e ad aiutarle. È una reazione che racconta il rapporto del territorio con questa vicenda: non solo paura, ma anche bisogno di protezione, partecipazione, attesa. A Minturno, Scauri e nel resto del comprensorio la domanda resta la stessa da giorni: dove sono finite Alisya e Sarah, e chi può sapere qualcosa parli ora.

Verifiche a Civitella Alfedena e Villetta Barrea: i luoghi degli ultimi movimenti

La giornata di accertamenti ha portato il magistrato a muoversi direttamente nei luoghi della scomparsa. Prima Civitella Alfedena, poi Villetta Barrea, nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, dove si concentrano le verifiche sulle ore successive all’allontanamento. Il sopralluogo nella casa famiglia ha permesso di rivedere gli spazi, le possibili vie d’uscita, i tempi compatibili con la notte in cui le due sorelle hanno fatto perdere le proprie tracce.

Un altro passaggio riguarda il bar dove Alisya e Sarah si sarebbero intrattenute l’ultima volta prima di sparire. Anche questo luogo entra nella mappa degli accertamenti, perché può offrire indicazioni sulle persone incontrate, sugli orari, sugli eventuali movimenti successivi. In una zona fatta di piccoli centri, strade interne, aree boschive e collegamenti non sempre immediati, la ricostruzione del percorso diventa complessa.

L’area del Parco nazionale d’Abruzzo impone una lettura concreta del territorio. Non si tratta di un contesto urbano con flussi continui e telecamere a ogni angolo. I passaggi possono essere pochi, le immagini meno nitide, gli spostamenti più difficili da intercettare. Proprio per questo gli investigatori stanno lavorando su più livelli: testimonianze, sopralluoghi, videosorveglianza, orari e possibili contatti.

Le tre auto riprese dalle telecamere e il nodo delle immagini

Uno dei punti chiariti dal procuratore riguarda le auto inquadrate nella notte della sparizione. Nella fascia oraria compatibile con l’allontanamento, le telecamere avrebbero ripreso tre veicoli, non un numero indefinito o sproporzionato. La precisazione serve a delimitare il campo degli accertamenti e a riportare l’attenzione su un dato preciso.

Il problema resta la qualità delle immagini. La scarsa illuminazione e la definizione non sufficiente delle riprese rendono difficile, almeno in questa fase, risalire alle targhe. È un limite tecnico importante, perché l’identificazione dei veicoli potrebbe aiutare a capire se le ragazze si siano allontanate da sole, se abbiano ricevuto un passaggio o se una delle auto non abbia alcun legame con la vicenda.

La videosorveglianza può diventare decisiva quando offre dettagli chiari. Quando invece restituisce sagome, fari, passaggi rapidi e immagini poco leggibili, il lavoro richiede confronti, incroci, verifiche successive. Ogni fotogramma va collocato nell’orario giusto, su una strada precisa, con una direzione di marcia compatibile con i possibili spostamenti delle sorelle.

Il fermaglio ritrovato e gli elementi ancora da verificare

Al momento, l’unico elemento materiale emerso resta un fermaglio per capelli attribuito alla sorella più piccola. Anche su questo dettaglio, però, non ci sono certezze definitive. Il padre avrebbe escluso che l’oggetto appartenga alla figlia. Si tratta quindi di un reperto da valutare con prudenza, senza trasformarlo in una prova risolutiva.

In indagini di questo tipo, un oggetto ritrovato può avere valore soltanto se collegato con sicurezza alla persona scomparsa, al luogo e al momento dell’allontanamento. Diversamente rischia di generare piste fragili. La cautela degli investigatori, in questo senso, appare legata alla necessità di separare ciò che è verificabile da ciò che resta soltanto possibile.

La scomparsa di Alisya e Sarah continua a tenere insieme due piani: l’urgenza di ritrovare due minorenni e il bisogno di ricostruire senza errori le ore decisive. La dodicenne e la sedicenne sono sparite da una struttura di accoglienza in piena notte, in un territorio non semplice da controllare e con elementi ancora parziali. Le attività di ascolto e i sopralluoghi servono proprio a ridurre le zone d’ombra.

Nessun indagato: cosa significa in questa fase delle ricerche

La frase del procuratore, “nessun indagato”, ha un valore preciso. Non chiude gli accertamenti, non riduce la gravità della scomparsa e non esclude nuove verifiche. Indica però che, allo stato attuale, chi è stato sentito ha fornito informazioni utili alla ricostruzione dei fatti senza essere destinatario di contestazioni.

Il nuovo ascolto del fidanzato di Alisya va letto in questa cornice. Il magistrato ha avuto necessità di risentirlo, come accade quando una dichiarazione deve essere completata, chiarita o confrontata con altri elementi raccolti. Lo stesso vale per gli ospiti e gli educatori della casa famiglia, figure che possono contribuire a definire il clima dei giorni precedenti, eventuali segnali, frasi, intenzioni espresse dalle ragazze.

La vicenda delle sorelle di Minturno resta aperta. Gli accertamenti nel territorio abruzzese, il controllo delle immagini, l’ascolto delle persone vicine alle minorenni e l’analisi degli ultimi luoghi frequentati compongono un lavoro delicato. Ogni dettaglio può avere un peso, purché venga verificato. Per ora, la certezza investigativa comunicata è una: nessuno risulta indagato, mentre prosegue la ricerca di risposte sulla notte in cui Alisya e Sarah sono scomparse.

 
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Cronaca

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