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Amarezza all’Olimpico, i rigori condannano Baroni: Lazio 3-4 Bodo/Glimt

Di Patrizio Trecca
Curva Nord in attesa del calcio d'inizio contro il Bodo Glimt

Non sono bastati i 32 tiri prodotti dalla compagine guidata da Baroni nella serata magica dell’Olimpico. Sugli spalti c’è stata la solita dimostrazione spettacolare della Nord, con una coreografia da brividi che però è servita a poco. La Lazio non ha saputo concretizzare al meglio le occasioni create nei novanta minuti e, dopo aver illuso con un netto 3-0 a dieci minuti dalla fine dei supplementari, si è fatta infilare da Helmersen per il 3-1 che ha sancito l’esito nefasto: calci di rigore e tre errori dal dischetto.

Primo Tempo

Primo tempo frizzante all’Olimpico nella sfida di ritorno tra Lazio e Bodo/Glimt. I biancocelesti chiudono i primi 45 minuti in vantaggio 1-0 grazie a una perla di Taty Castellanos, che al 21’ sorprende tutti con un colpo di tacco su assist perfetto di Gustav Isaksen. Un gol che vale da solo il prezzo del biglietto.

La Lazio parte forte, aggressiva e pericolosa fin dai primi minuti, soprattutto con Isaksen, che crea scompiglio sulla fascia destra e mette più volte in difficoltà la retroguardia norvegese. Pedro, Zaccagni e lo stesso Castellanos si alternano nel tentare la conclusione, ma trovano un Nikita Haikin molto reattivo tra i pali.

Il Bodo prova a rispondere con qualche sortita in avanti e una punizione velenosa di Patrick Berg al 45+3′, disinnescata da uno straordinario Mandas. Il portiere greco è protagonista anche su un colpo di testa di Blomberg, respinto con riflessi felini.

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La Lazio crea tanto e nel finale di tempo sfiora il raddoppio con Zaccagni, che colpisce la traversa di testa da pochi passi. C’è rammarico per le occasioni non concretizzate, ma anche fiducia per quanto mostrato.

Si va al riposo con i biancocelesti meritatamente avanti, padroni del gioco e con l’obiettivo chiaro: chiudere i conti nella ripresa.

Secondo Tempo

Secondo tempo pazzesco all’Olimpico, con la Lazio che si butta in avanti con ferocia alla ricerca del secondo gol, quello che le serviva per pareggiare i conti con il Bodo/Glimt. I biancocelesti costruiscono una quantità impressionante di occasioni, ma vengono continuamente murati da uno straordinario Haikin, che para l’impossibile: si oppone a Castellanos, a Isaksen in due circostanze, e nega anche a Pedro e Zaccagni la gioia del gol con interventi prodigiosi.

Al 63′, Pedro si divora una chance clamorosa a pochi metri dalla porta, fermato ancora una volta dal portiere norvegese. Poco dopo, Castellanos spreca da posizione favorevole e Lazzari calcia alle stelle dopo una bella combinazione centrale. La Lazio domina, assedia, costringe il Bodo a restare chiuso nella propria area, ma manca sempre la zampata decisiva.

Dopo una serie infinita di calci d’angolo (ben sei nel giro di dieci minuti), finalmente al 93’ arriva il gol del 2-0: Romagnoli prolunga di testa sul corner e Noslin, tutto solo, insacca sotto porta. È l’esplosione dell’Olimpico. Ma non è ancora finita.

Al 96′, Hauge va vicino a rovinare la festa biancoceleste con un rasoterra che sfiora il palo sinistro. Al 97′, il triplice fischio di Siebert manda tutti ai supplementari. Una Lazio arrembante ha rimesso tutto in equilibrio. Ma la qualificazione è ancora tutta da decidere.

Supplementari

La Lazio tocca l’apice del dramma all’Olimpico. Dopo 120 minuti di assedio, cuore e frenesia, la squadra di Baroni si ritrova ancora in bilico. Il secondo tempo supplementare si apre con una chance colossale per Berg, che sfiora il palo. Poi Boulaye Dia, al 100’, riporta il parziale sul 3-0 con un colpo di testa comodo su assist di Guendouzi: lo stadio esplode, sembra fatta.

Ma il Bodo non muore mai. Al 109’ Helmersen, lasciato colpevolmente solo in area, accorcia le distanze incornando alla perfezione il cross di Maatta. È il 3-1, e l’incubo supplementari si trasforma in angoscia.

La Lazio continua a creare: Vecino al 116’ spreca un’occasione enorme, solo davanti alla porta manda alto di testa. Due minuti dopo è ancora Dia a provarci da centro area, ma Haikin respinge con sicurezza. Nel finale, Helmersen si fa cacciare: doppia ammonizione al 120’, norvegesi in dieci.

Non basta. Non bastano 32 tiri, una valanga di corner, una supremazia tecnica e fisica durata quasi tutta la gara. Il Bodo/Glimt resta aggrappato alla sfida, e la Lazio, sprecona e sfortunata, ora si gioca tutto dal dischetto. Il verdetto arriverà ai calci di rigore.

La serie dei rigori è un concentrato di tensione pura. Per la Lazio segnano Guendouzi e Boulaye Dia, mentre sbagliano Castellanos, Noslin e Tchaouna. Per il Bodo/Glimt trasformano con successo Brede Moe, Sondre Sorli e Sondre Fet, mentre falliscono Patrick Berg e Jens Hauge. Alla fine, sono i norvegesi ad esultare: la Lazio viene eliminata e, al netto di una grande prestazione, ci sono tanti interrogativi sulla scelta dei rigoristi da parte di Baroni.

Pagelle

Mandas – 7: Incolpevole sul gol subito, si fa valere ai rigori neutralizzando la prima conclusione del Bodo/Glimt. Serata solida tra i pali.

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Lazzari – 6: Partita nel complesso ordinata, anche se qualche sbavatura in fase difensiva rischia di complicare le cose. Presenza costante sull’out di destra.

Gila – 6,5: Lucido, attento e puntuale nelle chiusure. Non concede nulla e gioca con sicurezza per oltre 120 minuti.

Romagnoli – 7: Prestazione solida come quella del compagno di reparto. La spizzata che porta al gol di Noslin è da difensore esperto e decisivo.

Marusic – 6,5: Tiene botta in difesa e non disdegna qualche sortita offensiva.
Dal 68’ Tavares – 6: Entra bene e partecipa all’azione del raddoppio, ma deve arrendersi nuovamente per infortunio.
Dal 94’ Hysaj – 5: Entra per gestire ma sbaglia troppo. Sull’1-3 si perde Helmersen e resta a terra, senza contrastare.

Rovella – 6,5: Alterna buone giocate a qualche errore evitabile, ma garantisce equilibrio.
Dal 84’ Vecino – 6: Combattivo e generoso, si fa sentire fisicamente, anche se il colpo risolutivo non arriva.

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Guendouzi – 7: Infallibile ai rigori, instancabile nei 120’. Uomo ovunque, tiene in piedi il centrocampo e ispira i compagni.

Isaksen – 6,5: Primo tempo devastante, poi cala alla distanza.
Dal 84’ Tchaouna – 5: Entra con foga ma sbaglia molto. Il rigore tirato malissimo pesa tanto.

Pedro – 6,5: Vivace, ispirato, sfiora un gran gol e crea superiorità.
Dal 68’ Dia – 7: Uno dei migliori: segna il terzo gol e trasforma il rigore. Personalità e freddezza.

Zaccagni – 6,5: Pressato e spesso raddoppiato, ma riesce quasi sempre a rendersi pericoloso.
Dal 88’ Noslin – 6: Firma un gol pesantissimo, poi affossa la serata con un rigore sbagliato malamente.

Castellanos – 7: Realizza una perla di tacco, lotta e si sacrifica per la squadra. Ma sul rigore è un errore annunciato, visibilmente claudicante e stremato.

Baroni – 5: Imbriglia bene il Bodo per 90 minuti, ma nei supplementari e ai rigori manca lucidità. Lascia tirare Castellanos esausto con i crampi e non sfrutta nomi più affidabili dal dischetto. Scelte discutibili.

 
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Sport

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