Amavamo Felice Pulici, gentiluomo impareggiabile che ha onorato lo sport

Tutti amavamo Felice Pulici, per quell'aria un po' così che aveva lui, da gentiluomo, innamorato di Roma e della Lazio. Uomo simbolo, immagine stessa di tutto quello che di buono può esserci nel gioco del calcio e nei valori che uno sport bellissimo come il football può trasmettere. Non è necessaria la retorica nel ricordo di chi non ha mai fatto retorica. Esemplare la sua carriera da calciatore e quella da dirigente. Tutto nella Lazio il meglio del Pulici professionista, tutto nella Lazio e nella sua famiglia, il meglio del Pulici uomo. Anche nel difficile periodo in cui Felice collaborò nella Lazio del presidente Lotito, il suo lavoro fu prezioso e insostituibile, soprattutto nella cucitura dei rapporti, allora complicatissimi, con il tifo biancoceleste. Non fu riconoscente quella società con il campione di Sovìco, che si giocò parte della salute a causa delle amarezze.

La Lazio… Amore limpido quello di Felice, senza ombre, senza veli. Tutto amore, tutta dedizione, tutto servizio, tutto se stesso. E i tifosi lo hanno ricambiato, attribuendogli sempre una stima speciale, senza condizioni. Ma è nella famiglia il capolavoro del portierone. Dare così tanto alla Lazio e riuscire a fare altrettanto con la famiglia, è stata la sua vittoria più importante. Con la moglie e i figli, sempre uniti, una squadra sola. Quella che per molti è solo una formula che promette “Nella gioia e nel dolore”, per la sua famiglia è prassi. Negli ultimi mesi, con la salute che veniva meno, nella discrezione più assoluta, i suoi lo hanno sostenuto con un amore totale, che di sicuro ha reso più lievi le sue sofferenze.

Gli amici si dicono fortunati ad averlo conosciuto.

I funerali saranno celebrati martedì 18 Dicembre alle ore 14 nella Basilica del Sacro Cuore del Cristo Re, in viale Mazzini, 32 a Roma.

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