L’inchiesta sulla rapina da circa 190 mila euro consumata ad Anagni, in provincia di Frosinone, nel tardo pomeriggio del 29 maggio, compie un nuovo passo con l‘arresto del presunto basista. Nella mattinata del 22 luglio un 25enne del posto, dipendente dell’imprenditore derubato e senza precedenti penali, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli accertamenti lo indicano come la persona che avrebbe avuto un ruolo determinante nella pianificazione del colpo e nella sua realizzazione, mentre proseguono le ricerche dei preziosi sottratti e mai recuperati.
Rapina ad Anagni, individuato il presunto organizzatore interno dell’azienda
L’ordinanza eseguita dai militari rappresenta l’ultimo sviluppo di un‘attività investigativa iniziata subito dopo l’assalto ai danni dell’imprenditore, residente nella periferia di Anagni. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Frosinone sulla base degli elementi raccolti durante gli accertamenti, ritenuti gravi e concordanti.
L’indagato, secondo l’ipotesi accusatoria, non avrebbe ricoperto un ruolo marginale. Avrebbe infatti ideato il piano, fornendo un contributo sia nella preparazione sia durante le fasi operative dell’azione criminale. Un elemento che, se confermato nel prosieguo del procedimento, delineerebbe una conoscenza approfondita delle abitudini della vittima, maturata proprio grazie al rapporto di lavoro esistente con l’imprenditore.
Come avvenne il colpo da 190 mila euro ai danni dell’imprenditore
La rapina risale alla sera del 29 maggio. L’imprenditore stava rientrando a casa a bordo della propria auto quando venne fermato poco distante dall’abitazione. Due giovani gli intimarono l’alt mostrando un falso tesserino e qualificandosi come appartenenti alle Forze di Polizia, un espediente studiato per indurre la vittima a fermarsi senza sospetti.
Dopo aver bloccato il veicolo, i rapinatori avrebbero minacciato l’uomo con un’arma, ritenuta verosimilmente una pistola, costringendolo a consegnare gli oggetti di maggior valore che aveva con sé. Il bottino fu particolarmente consistente: orologi e gioielli di lusso per un valore stimato intorno ai 190 mila euro. Fra gli oggetti sottratti figurano un Rolex d’oro, due collane, un orecchino e un anello con brillanti.
L’episodio destò grande attenzione per l’entità del valore economico dei preziosi e per le modalità con cui venne eseguito il colpo, caratterizzato da una preparazione accurata e da una conoscenza precisa degli spostamenti dell’imprenditore.
Gli arresti precedenti e il lavoro investigativo
Il nuovo arresto arriva a circa un mese di distanza da quello dei due presunti esecutori materiali della rapina. All’alba del 23 giugno erano infatti finiti in manette due giovani di 22 e 24 anni, rintracciati rispettivamente nei comuni di Casalvieri e Atina al termine di un’operazione coordinata che aveva visto l’impiego di un ampio dispositivo sul territorio.
L’attività investigativa si è sviluppata partendo dall’allarme lanciato da un passante subito dopo il fatto. Da quel momento gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti dei responsabili attraverso un’approfondita analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza pubblici e privati presenti lungo il percorso compiuto dall’imprenditore, dall’azienda situata a Colleferro fino alla sua abitazione.
L’incrocio dei dati raccolti ha consentito di delineare il quadro investigativo che ha portato prima all’individuazione dei presunti autori materiali e successivamente all’identificazione del giovane ritenuto il basista dell’intera operazione.
Perquisizioni senza esito e indagini ancora aperte sulla refurtiva
Contestualmente all’esecuzione della misura cautelare sono state effettuate perquisizioni sia nell’abitazione del 25enne ad Anagni sia nel suo ufficio all’interno dell’azienda della provincia romana dove presta servizio. L’obiettivo era recuperare almeno una parte dei preziosi sottratti durante la rapina.
Le ricerche, tuttavia, non hanno consentito di rinvenire la refurtiva. Gli oggetti di valore rimangono quindi irreperibili e rappresentano ancora uno degli aspetti centrali dell’attività investigativa, destinata a proseguire per ricostruire l’intera destinazione del bottino e verificare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti.
Al termine delle formalità, il giovane è stato trasferito nella Casa circondariale di Frosinone, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la posizione dell’indagato sarà valutata nel corso dell’iter previsto dalla legge, mentre gli accertamenti proseguono con l’obiettivo di completare il quadro dei fatti e recuperare i beni sottratti durante una delle rapine più rilevanti avvenute negli ultimi mesi nel territorio anagnino.
