Anagni (Fr) si prepara a ospitare uno degli appuntamenti più attesi della 33ª edizione del Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale: venerdì 28 agosto, alle ore 21, Aldo Cazzullo e Angelo Branduardi porteranno in Piazza Innocenzo III lo spettacolo “Francesco”, dedicato alla vita, alla spiritualità e all’eredità culturale di San Francesco d’Assisi. Una serata pensata per far dialogare parole, musica e immagini in uno degli scenari medievali più suggestivi della città.
Cazzullo e Branduardi insieme sul palco di Piazza Innocenzo III
L’appuntamento nasce dall’incontro di due linguaggi profondamente diversi e complementari. Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, accompagnerà il pubblico nella storia di Francesco, ricostruendone episodi, scelte e momenti decisivi. Angelo Branduardi darà invece una dimensione musicale alla figura del santo, partendo dalla forza poetica delle sue parole. Al pianoforte sarà presente Fabio Valdemarin.
La serata anagnina assume un significato particolare anche per il contesto storico in cui si inserisce. Nel 2026 ricorre infatti l’ottavo centenario della morte di San Francesco, una figura destinata a occupare un posto centrale nella storia religiosa, culturale e artistica dell’Italia. Il programma dello spettacolo guarda quindi alla ricorrenza attraverso una narrazione capace di attraversare secoli di storia senza limitarsi alla dimensione devozionale.
Il racconto prende forma attraverso alcuni degli episodi più conosciuti della vita francescana: la conversione, la scelta della povertà, la spoliazione, il rapporto con il papato, la nascita dell’ordine e il viaggio verso il mondo musulmano. Un percorso che comprende anche l’incontro con il sultano e il rapporto di Francesco con una realtà politica e religiosa molto diversa da quella dell’Italia medievale.
Dalla vita del santo al Cantico delle Creature
Una parte centrale dello spettacolo sarà dedicata a Francesco poeta. Il riferimento principale è il “Cantico delle Creature”, testo destinato a diventare uno dei grandi patrimoni della letteratura italiana delle origini. La sua forza risiede anche nella dimensione sonora della lingua, elemento che rende naturale il passaggio dalla parola alla musica.
Branduardi ha sottolineato proprio questo aspetto, ricordando come le creazioni poetiche di Francesco fossero concepite per essere recitate, suonate e cantate. Da qui nasce una componente essenziale di “Francesco”: la musica non accompagna semplicemente il racconto, ma contribuisce a restituire il carattere vivo della parola francescana.
Il percorso arriva poi ai grandi protagonisti della tradizione legata a Francesco. Nel racconto compaiono figure come Sant’Antonio e Padre Pio, insieme a personalità che hanno contribuito a costruire nei secoli l’immaginario francescano. Vengono richiamati anche i terziari, con riferimenti a Dante e Cristoforo Colombo, fino alla scelta del nome Francesco da parte del primo pontefice ad assumere questo nome.
Anagni diventa il palcoscenico della storia medievale
La scelta di Piazza Innocenzo III aggiunge allo spettacolo un elemento scenografico difficilmente separabile dal contenuto della serata. Il centro storico di Anagni conserva infatti testimonianze architettoniche e artistiche legate al Medioevo e permette al pubblico di assistere alla rappresentazione in un ambiente che richiama direttamente l’epoca raccontata.
È proprio questo rapporto con la storia ad avere convinto Cazzullo ad accettare con entusiasmo l’invito ad Anagni. Lo scrittore ha definito la città uno dei luoghi più belli d’Italia, richiamando anche la straordinaria qualità del patrimonio artistico medievale custodito nel territorio. Nel suo intervento ha citato la Cappella Sistina del Medioevo, espressione utilizzata per evidenziare il valore delle testimonianze artistiche anagnine.
Per Cazzullo, Anagni rappresenta inoltre un luogo particolarmente adatto a raccontare Francesco perché collocato nel cuore dell’Italia centrale, dentro quel paesaggio fatto di campagne, borghi antichi e piccoli centri che appartiene alla storia stessa del santo. La dimensione geografica diventa così parte della narrazione: Francesco viene raccontato non come una figura lontana, confinata ai libri di storia, ma come un protagonista nato e vissuto in un territorio ancora riconoscibile nella sua identità culturale.
Un racconto che unisce storia, poesia e musica
“Francesco” è costruito come uno spettacolo capace di seguire più piani narrativi. C’è il santo della tradizione popolare, quello del lupo, della predica agli uccelli e delle stimmate. C’è il Francesco storico, alle prese con la propria conversione, con la Chiesa del suo tempo e con la nascita di un movimento destinato a lasciare un’impronta profonda nella storia europea.
C’è infine il poeta, autore di parole capaci di superare il proprio tempo e di arrivare fino al presente. La sovrapposizione di questi livelli permette di restituire una figura complessa, nella quale spiritualità, cultura, arte e storia si incontrano.
Il progetto, prodotto da Corvino Produzioni e Lungomare, porta così ad Anagni uno spettacolo già costruito intorno alla figura del santo patrono d’Italia. La presenza contemporanea di Cazzullo e Branduardi amplia ulteriormente il registro della rappresentazione: il racconto storico trova nella musica una seconda forma espressiva e la poesia francescana diventa materia scenica.
Il 28 agosto l’appuntamento con il Festival di Anagni
L’appuntamento è fissato per venerdì 28 agosto alle ore 21 in Piazza Innocenzo III. La cornice medievale sarà parte integrante della serata, con il pubblico immerso nel cuore storico di Anagni mentre sul palco prenderà forma il racconto di una figura che ha segnato profondamente l’identità religiosa e culturale italiana.
Per il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni si tratta di un appuntamento di particolare rilievo all’interno della 33ª edizione. La presenza di un giornalista e scrittore come Cazzullo accanto a un musicista come Branduardi porta sul palco due percorsi artistici differenti, riuniti da una figura capace di parlare alla cultura italiana attraverso otto secoli di storia.
Il risultato atteso è una serata costruita sul rapporto diretto con il pubblico, con la parola di Cazzullo, la musica di Branduardi e il pianoforte di Valdemarin a ricomporre una storia che continua a interrogare il presente. Ad Anagni, il 28 agosto, San Francesco tornerà così protagonista di un racconto teatrale ambientato nel cuore di una città che conserva ancora oggi il volto dell’epoca in cui quella storia affonda le proprie radici.
