Anagni e Colleferro, nuovi impianti di esplosivi: la Valle del Sacco verso la militarizzazione

Le associazioni locali hanno espresso preoccupazione per l’aumento della presenza industriale legata alla produzione bellica
Di Redazione
Panorama della Valle del Sacco
Valle del Sacco, panorama

Nella Valle del Sacco prende forma un nuovo polo dedicato alla produzione di materiali destinati all’industria militare. Ad Anagni, in provincia di Frosinone, lo stabilimento Knds Ammo Italy avvierà una nuova linea per la produzione di nitrogelatina, componente utilizzato per esplosivi e propellenti, mentre il sito di Colleferro, in provincia di Roma, sarà il centro dove questi materiali verranno impiegati per munizioni e sistemi d’arma. Il progetto prevede nuovi capannoni, modifiche industriali su decine di ettari e un cambio significativo della funzione dell’area.

Knds Ammo Italy amplia le attività negli stabilimenti di Anagni e Colleferro

Knds Ammo Italy, realtà industriale con sede a Colleferro e parte del gruppo franco-tedesco KNDS, sta accelerando il proprio sviluppo nel settore del munizionamento. La società, già attiva nella produzione militare, punta ad aumentare la capacità produttiva attraverso il potenziamento degli impianti presenti nel Lazio.

Il sito di Colleferro si estende su circa 100 ettari ed è dedicato al munizionamento. Quello di Anagni occupa circa 50 ettari e finora era stato utilizzato principalmente per attività di demilitarizzazione, con disinnesco di materiali, recupero e trattamento di ordigni. La nuova destinazione industriale prevede invece la produzione di nitrogelatina, una sostanza impiegata come base per propellenti a doppia e tripla base destinati all’uso militare.

Il progetto riguarda un’area di circa 35 ettari ad Anagni, dove sono previsti undici nuovi capannoni, dieci nuovi punti di emissione in atmosfera e interventi edilizi che comprendono la cementificazione di circa 20 mila metri quadrati. Una parte dell’area interessata si trova vicino a una zona boscata e in un territorio già segnato da criticità ambientali legate alla lunga storia industriale della Valle del Sacco.

La nuova produzione di nitrogelatina cambia il ruolo dello stabilimento

La nuova attività prevede una produzione stimata di circa 150 chilogrammi all’ora di gelatina contenente il 60% di nitroglicerina. Il materiale verrà trasferito successivamente verso Colleferro, dove sarà utilizzato come materia prima per la realizzazione di propellenti destinati a munizioni e sistemi missilistici.

Il passaggio da attività di disinnesco alla produzione diretta di materiale esplosivo rappresenta una trasformazione rilevante per il sito di Anagni. La lavorazione della nitroglicerina richiede l’impiego di acidi concentrati, processi chimici con forte sviluppo di calore, consumi energetici elevati e sistemi di controllo particolarmente rigorosi.

Il processo produttivo comporta anche emissioni di ossidi di azoto e altri composti acidi, oltre alla gestione di acque reflue che possono contenere residui nitrati e tracce di nitroglicerina. In un territorio già inserito nelle aree interessate da interventi di bonifica ambientale, il tema della gestione industriale assume un rilievo particolare.

Sicurezza industriale e vicinanza alle aree abitate

Lo stabilimento di Anagni rientra nella categoria degli impianti soggetti alla direttiva Seveso per la presenza di sostanze pericolose. L’area si trova vicino a infrastrutture viarie e ferroviarie importanti, compresa l’autostrada A1 e collegamenti ferroviari ad alta capacità.

Le abitazioni più vicine distano circa 900 metri dal futuro impianto produttivo. Il territorio circostante comprende inoltre attività agricole, strade di collegamento e altre strutture presenti lungo la Valle del Sacco.

Le associazioni locali hanno espresso preoccupazione per l’aumento della presenza industriale legata alla produzione bellica e per il trasferimento del materiale esplosivo lungo il collegamento stradale che unisce Anagni a Colleferro. L’area interessata dal progetto ricade anche in una zona sottoposta a vincoli legati alla presenza del fiume Sacco e alle caratteristiche idrogeologiche del territorio.

Il riarmo europeo accelera gli investimenti nella produzione militare

L’espansione degli impianti italiani si inserisce nel programma europeo destinato ad aumentare la capacità produttiva di munizioni ed esplosivi. Negli ultimi anni il settore della difesa ha ricevuto nuovi investimenti pubblici e privati con l’obiettivo di rafforzare le filiere industriali dedicate agli armamenti.

Knds, gruppo controllato dagli interessi industriali francesi e tedeschi, rappresenta uno dei principali attori europei nel comparto terrestre della difesa. La filiale italiana ha registrato negli ultimi anni un ruolo crescente nelle esportazioni militari e nelle collaborazioni tecnologiche internazionali.

L’attività industriale si accompagna anche a rapporti con il mondo universitario e della ricerca ingegneristica, con iniziative rivolte alla formazione di nuovi professionisti nel settore della difesa.

La Valle del Sacco amplia il fronte degli stabilimenti militari

Il progetto di Anagni non rappresenta l’unico intervento dedicato alla produzione di materiali militari nel territorio laziale. A Fontana Liri, in provincia di Frosinone, è in corso il potenziamento dello stabilimento militare destinato alla produzione di nitrocellulosa e altri componenti per propellenti.

La struttura, situata vicino al centro abitato e al fiume Liri, aveva ridotto le proprie attività negli anni passati. Il nuovo programma prevede il ritorno della produzione di nitrocellulosa con una capacità potenziale indicata fino a migliaia di tonnellate annue.

Nel giugno 2026 un’esplosione all’interno del polverificio “Propellenti” ha richiamato l’attenzione dei residenti della zona. L’episodio, legato a un piccolo serbatoio contenente diluente, non ha provocato feriti.

Con i nuovi investimenti ad Anagni, Colleferro e Fontana Liri, la Valle del Sacco vede quindi una progressiva trasformazione del proprio tessuto industriale. Un territorio già segnato da decenni di attività produttive si trova ora al centro di una nuova fase legata alla crescita della filiera militare europea.

 
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