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Anagni, Frosinone: furto di rame da 160mila euro ma sono traditi da un pneumatico bucato

Dietro un semplice furto di rame si cela in realtà un meccanismo ben oliato, che sfrutta le vulnerabilità di cantieri temporanei e la carenza di sorveglianza notturna
a cura di Lina Gelsi
Polizia, volante notte
Volante della Polizia (Immagine di repertorio)

Anagni, provincia di Frosinone. Gli agenti della Sottosezione della Polizia Stradale di Frosinone si sono imbattuti in un furgone che sembrava abbandonato in un piazzale industriale alla periferia della città. Il mezzo, un vecchio furgone commerciale con evidenti segni di sovraccarico, aveva uno pneumatico a terra. Un dettaglio che, a prima vista, poteva sembrare trascurabile. Eppure è stato proprio quel piccolo particolare a innescare una delle operazioni più significative delle ultime settimane nella lotta al traffico illecito di rame.

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I poliziotti, insospettiti dalla situazione e dalla collocazione insolita del veicolo, hanno deciso di procedere con un controllo. All’interno del vano di carico hanno scoperto qualcosa che non si aspettavano: una vera e propria montagna di rame, accatastata in modo disordinato, per un totale di 4.160 chilogrammi. Tanto era il peso da compromettere la struttura del mezzo, provocando la foratura dello pneumatico e rendendo inevitabile l’abbandono temporaneo del carico da parte dei responsabili.

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L’appostamento e l’arrivo dei sospetti

Con l’assenza di conducente o passeggeri, gli agenti hanno subito intuito che non poteva trattarsi di un semplice trasporto regolare. Quel carico, soprannominato da anni “oro rosso” per via del valore di mercato e della crescente richiesta sul mercato nero, doveva per forza essere stato sottratto illegalmente. L’intuizione ha spinto i poliziotti a organizzare un appostamento, silenzioso ma attento, durato diverse ore.

La pazienza ha dato i suoi frutti: nel cuore della notte, tre uomini si sono avvicinati al veicolo, evidentemente intenzionati a recuperare il prezioso bottino. Gli agenti sono intervenuti con tempestività, bloccando i sospetti e traendoli in arresto. Nessuna resistenza, solo volti colti di sorpresa, segno che forse non si aspettavano una reazione così rapida.

Le indagini: un colpo ai danni dell’industria farmaceutica

I successivi accertamenti hanno fatto emergere uno scenario ben più ampio. Il rame era stato trafugato da un cantiere temporaneo allestito presso uno stabilimento industriale legato alla produzione farmaceutica, un settore strategico per l’intera economia della provincia. La ditta incaricata dei lavori di manutenzione elettrica aveva denunciato il furto solo poche ore prima. Il valore stimato del materiale sottratto si aggira attorno ai 160.000 euro.

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Dietro l’apparenza di un semplice furto di materiale si cela in realtà un meccanismo ben oliato, che sfrutta le vulnerabilità di cantieri temporanei, la carenza di sorveglianza notturna e, non di rado, la conoscenza dettagliata degli impianti. Questo tipo di reati, infatti, è spesso collegato a reti organizzate che operano in più province, approfittando dell’alta rivendibilità del rame sul mercato illegale, sia in Italia che all’estero.

Un fenomeno in crescita nella provincia

Negli ultimi anni, i furti di rame sono diventati una piaga per molte aziende del territorio ciociaro. Non si tratta più solo di episodi sporadici: è un fenomeno strutturato, con dinamiche precise e obiettivi selezionati con cura. La zona industriale di Anagni, con la sua concentrazione di imprese medio-grandi, è una delle aree più colpite. Ogni cavo sottratto non rappresenta solo un danno economico, ma interrompe linee produttive, ritarda consegne e mette a rischio posti di lavoro.

Da parte della Polizia di Stato, l’attenzione resta alta. Le operazioni si moltiplicano, anche grazie alla collaborazione con le aziende, che sempre più spesso si dotano di sistemi di sorveglianza avanzati. Tuttavia, gli investigatori sottolineano che la prevenzione resta fondamentale: una rete di segnalazioni tempestive e la sensibilità degli operatori del territorio sono gli strumenti più efficaci per contrastare un fenomeno che, troppo spesso, passa sotto traccia.

 
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