Il Colosseo ha riaperto questa mattina, sabato 26 settembre, dopo tre giorni di chiusura, ma l’indagine sulla morte di Andrea Moretti, l’operaio di 22 anni precipitato per circa dieci metri mentre lavorava al nuovo impianto di illuminazione dell’Anfiteatro Flavio, entra adesso nella fase più delicata.
La tragedia è avvenuta nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 settembre, mentre il giovane, specializzato nei lavori in fune e in quota, era impegnato all’interno del monumento, tra il secondo e il terzo anello. A dare l’allarme furono i colleghi dopo aver sentito il rumore della caduta. I sanitari del 118 tentarono di rianimarlo, senza riuscire a salvarlo.
A tre giorni dall’incidente, il quadro investigativo è molto più definito rispetto alle prime ore. La Procura di Roma ha iscritto sette persone nel registro degli indagati nell’ambito del fascicolo aperto per omicidio colposo con riferimento alla violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le iscrizioni consentiranno agli interessati di nominare propri consulenti e partecipare agli accertamenti tecnici irripetibili, a cominciare dall’autopsia.
Andrea Moretti, il punto decisivo dell’indagine: perché la fune non era agganciata?
Il particolare sul quale si concentra maggiormente l’attenzione degli investigatori riguarda l’attrezzatura utilizzata quella notte. Andrea Moretti è stato trovato con caschetto e imbracatura, mentre la fune di sicurezza risultava integra ma non collegata all’imbracatura nel momento in cui è stato recuperato.
Questo dato, da solo, non consente però di stabilire che cosa sia accaduto. Gli inquirenti devono capire se il giovane non avesse ancora assicurato la fune, l’avesse temporaneamente sganciata durante una manovra oppure se si sia verificato un problema tecnico all’attrezzatura. Proprio per questo sarà effettuata una consulenza specifica sui dispositivi utilizzati dal ventiduenne.
Le immagini delle telecamere di videosorveglianza interne al Colosseo sono già state acquisite, ma almeno allo stato attuale non permetterebbero di stabilire con certezza il passaggio determinante che precede la caduta. Restano quindi aperte diverse possibilità, compresa quella di un errore durante le operazioni oppure di un malfunzionamento dell’attrezzatura.
Andrea lavorava da solo in quel punto: saranno sentiti il cognato e un altro operaio
Un altro aspetto considerato rilevante riguarda l’organizzazione concreta del lavoro durante il turno notturno. Andrea Moretti si trovava in quota su un versante del monumento, mentre il cognato e un altro operaio erano impegnati dall’altra parte.
Gli investigatori vogliono ricostruire con precisione se il ventiduenne fosse effettivamente solo durante quella particolare operazione, quali fossero le procedure previste per i lavori in fune e quale sistema di assistenza e controllo dovesse essere garantito da terra.
Il cognato della vittima e l’altro lavoratore saranno ascoltati nell’ambito degli approfondimenti. Le loro testimonianze potranno servire a ricostruire gli ultimi minuti prima della caduta, i movimenti compiuti da Andrea e le modalità con cui quella fase del lavoro veniva eseguita.
Sotto esame anche appalto, subappalto e documenti sulla sicurezza
L’inchiesta non riguarda soltanto la dinamica materiale della caduta. I carabinieri stanno esaminando anche la documentazione relativa ai lavori per il nuovo impianto di illuminazione, compresi appalti, subappalti e responsabilità previste all’interno del cantiere.
La società per la quale lavorava Moretti è un’impresa del Teramano specializzata, tra l’altro, in interventi in quota e nella manutenzione di beni culturali. I lavori all’interno dell’Anfiteatro erano eseguiti nell’ambito di un subappalto. Gli investigatori stanno quindi ricostruendo ruoli e competenze dei responsabili dell’impresa, delle figure incaricate della sicurezza e dell’esecuzione dell’intervento.
È su questo terreno che dovrà essere stabilito se tutte le procedure previste per un’attività particolarmente delicata come quella svolta in quota fossero state predisposte e rispettate.
L’iscrizione delle sette persone nel registro degli indagati non equivale naturalmente a un accertamento di responsabilità: in questa fase serve anche a garantire loro la possibilità di partecipare, attraverso i propri consulenti, agli esami tecnici che potrebbero non essere ripetibili successivamente.
Lunedì l’incarico per l’autopsia
Un passaggio importante è previsto per lunedì 28 settembre, quando dovrebbe essere conferito l’incarico per l’autopsia all’Istituto di Medicina Legale della Sapienza.
L’esame servirà innanzitutto a definire le conseguenze della caduta e potrà essere incrociato con le risultanze delle perizie sull’attrezzatura, delle immagini di videosorveglianza e delle testimonianze raccolte.
La famiglia di Andrea Moretti attende soprattutto una risposta sulla dinamica dell’incidente: capire come un giovane operaio esperto nei lavori in quota abbia potuto precipitare mentre era impegnato in un intervento all’interno di uno dei monumenti più sorvegliati e conosciuti al mondo.
Il Colosseo riapre dopo tre giorni di chiusura
Parallelamente all’inchiesta, sabato 26 settembre il Parco archeologico del Colosseo ha riaperto regolarmente al pubblico dalle 8.30.
La chiusura era stata decisa il 23 settembre in segno di lutto e successivamente prorogata anche nelle giornate del 24 e del 25 settembre. Il provvedimento aveva interessato il Colosseo e gli altri siti del Parco, compresa la Domus Aurea.
Prima della riapertura, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha incontrato insieme al direttore del Parco archeologico Simone Quilici circa duecento lavoratori della struttura, segnati dalla morte del giovane. Al termine dell’incontro è stata confermata la ripresa delle visite.
Sul sito ufficiale del Parco è stata quindi comunicata la regolare apertura a partire da sabato 26 settembre.
Dopo la morte di Andrea Moretti si apre anche il confronto sulla sicurezza
La tragedia ha inevitabilmente riacceso il confronto sulle condizioni di sicurezza nei lavori affidati attraverso appalti e subappalti nei luoghi della cultura.
La Cgil Roma e Lazio e la Fillea Cgil Roma e Lazio hanno annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo. Per lunedì è inoltre prevista un’assemblea dei lavoratori del Colosseo, comprendendo personale del Ministero, dipendenti delle società esterne e maestranze degli appalti.
Il punto centrale, tuttavia, resta quello sul quale stanno lavorando gli investigatori: che cosa è accaduto nei pochi istanti precedenti alla caduta di Andrea Moretti e se esistessero condizioni in grado di impedirla.
La risposta passerà dall’autopsia, dalla perizia sulla fune e sull’imbracatura, dall’analisi della documentazione sulla sicurezza, dagli interrogatori dei lavoratori presenti e dalla ricostruzione della catena di responsabilità nel cantiere.
Il Colosseo, intanto, è tornato ad accogliere i visitatori. L’inchiesta sulla morte del ventiduenne è invece appena entrata nella sua fase più importante.
