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Andrea torna a camminare: un intervento innovativo al San Raffaele

Luigi Albano, neurochirurgo e ricercatore del San Raffaele è autore dello studio che descrive nel dettaglio quello che definisce "l'incredibile recupero" di Andrea
Di Alessandra Monti
Medico in corsia di ospedale

Un giorno storico per Andrea

Non è stato un percorso semplice quello di Andrea. A soli 33 anni, un incidente sul lavoro lo aveva costretto su una sedia a rotelle. Per quattro lunghi anni la sua vita quotidiana era stata stravolta da quelle gravi lesioni al midollo spinale che gli impedivano anche di stare in piedi. La svolta è arrivata grazie all’intervento eseguito presso l’ospedale San Raffaele di Milano, che ha finalmente permesso ad Andrea di muovere i primi passi nuovamente.

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Il team multidisciplinare del San Raffaele

L’operazione non è stata frutto del caso ma di una ricerca approfondita e coordinata. Lo studio dietro questo straordinario risultato è stato pubblicato sulla rivista ‘Med – Cell Press’. Un team composto da esperti di diverse discipline ha collaborato per approfondire la comprensione delle dinamiche legate alle lesioni spinali e per ideare nuove tecniche chirurgiche. E’ un team di medici, fisioterapisti e ricercatori dell’Irccs ospedale San Raffaele e dell’università Vita-Salute San Raffaele si è unito ai bioingegneri della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sotto la guida di Silvestro Micera.

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Il contributo del neurochirurgo Luigi Albano

Uno dei protagonisti dello studio è stato Luigi Albano, neurochirurgo e ricercatore del San Raffaele. È lui il primo autore dello studio che descrive nel dettaglio quello che definisce “l’incredibile recupero” di Andrea. La lesione midollare traumatica a livello toracico basso (T11-T12) aveva immobilizzato Andrea, estendendosi fino al cono midollare, la porzione terminale del midollo spinale.

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Ictus giovanile: un allarme crescente

Nel contesto più ampio della ricerca medica emergono anche altri segnali d’allarme. L’aumento dei casi di ictus tra i giovani è preoccupante. Fattori come l’abuso di alcol e droghe sembrano giocare un ruolo significativo. Gli esperti richiamano l’attenzione sull’importanza degli screening preventivi tra gli under 35 per contenere questo fenomeno in crescita.

 
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Cronaca

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