Anno giudiziario a Roma: violenza sulle donne, frodi online e antisemitismo

Alla Corte d’Appello di Roma Meliadò e Amato: codice rosso al 20%, maltrattamenti in crescita, allarme cyber e odio antiebraico
Di Lina Gelsi
Polizia di Stato
Polizia di Stato

Il bilancio dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto di Roma restituisce una fotografia nitida di fragilità sociali e nuove forme di aggressività: violenza contro le donne, reati informatici in forte evoluzione, episodi di intolleranza antiebraica. Nel quadro delineato dal presidente della Corte d’Appello, Giuseppe Meliadò, e dal procuratore generale Giuseppe Amato, i numeri diventano bussola politica e istituzionale, perché indicano dove l’urgenza non è solo repressiva ma anche culturale e preventiva.

Violenza contro le donne: il “codice rosso” pesa sempre di più

Al centro degli interventi, con richiami espliciti anche alla tragedia di Anguillara, c’è la violenza di genere come sintomo di una tensione collettiva che si scarica sui legami più vicini. Meliadò ha parlato di una rabbia sociale che “assimila le persone a cose”, e su questa chiave di lettura si innestano i dati. I delitti rientranti nel perimetro del “codice rosso” rappresentano il 20% delle notizie di reato arrivate in Procura. Di questo blocco, il 60% riguarda violenze sessuali: nel 2025 risultano indagate 79 persone. Sul piano delle misure cautelari, 19 provvedimenti hanno riguardato indagati per violenza sessuale, 24 per stalking, 80 per maltrattamenti in famiglia.

Femminicidi in calo, ma il dato resta insopportabile

Amato ha sottolineato un elemento di discontinuità: la riduzione dei femminicidi rispetto al 2024, passati da 91 a 73. La lettura resta severa: numeri che non possono essere normalizzati, ma che aprono alla speranza di un andamento capace di consolidarsi, se accompagnato da strumenti efficaci e continuità istituzionale. In questa prospettiva, l’anno giudiziario non è un rito formale: è un luogo di responsabilità pubblica dove si misura anche la tenuta delle politiche di tutela e dei servizi sul territorio.

Maltrattamenti domestici: l’incremento in dieci anni

Se i femminicidi segnano un calo, il fronte dei maltrattamenti dentro casa continua ad allargarsi. Nell’ultimo anno le persone indagate per violenze domestiche sono 619 (609 l’anno precedente). Il salto più duro emerge nel confronto con il 2015: dieci anni fa i casi erano 254. Una crescita che chiama in causa l’emersione delle denunce, la maggiore consapevolezza, ma anche una persistenza del fenomeno che le sole risposte giudiziarie non riescono a comprimere senza un lavoro parallelo su educazione, protezione e presa in carico.

Reati informatici: fake news e deepfake porn cambiano lo scenario

L’altro capitolo che segna il cambio d’epoca riguarda la criminalità digitale. Amato ha avvertito che questi delitti sono “il presente e, purtroppo, del futuro”, citando l’aumento delle frodi informatiche e richiamando un rischio specifico: la combinazione fra fake news e video deepfake porn, capaci di potenziare la portata offensiva delle condotte di revenge porn, soprattutto in età minorile. Il tema investe la scuola, le famiglie, le piattaforme, e impone un salto di qualità anche nella capacità investigativa e nella formazione tecnica di chi opera nel sistema giustizia.

Intolleranza antiebraica: 18 episodi segnalati a Roma

Nel discorso del procuratore generale compare anche un dato che tocca direttamente il clima civile della Capitale: 18 episodi, segnalati a Roma, riconducibili a derive violente e a intolleranza razziale collegate all’antisemitismo, spesso giustificate con il pretesto del conflitto israelo-palestinese. È stato ricordato anche un incendio doloso in un centro commerciale, accompagnato da scritte riferite a bersagli collegati agli Stati Uniti, indicati come sostenitori di Israele. In questo contesto, Amato ha rilevato un incremento delle denunce per propaganda e istigazione a delinquere per discriminazione razziale: un indicatore che riguarda l’ordine pubblico, ma anche il linguaggio che circola nello spazio digitale e urbano.

 
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