Arpino, “Borgo del Futuro”. Progetto per contrastare l’esodo dei residenti

Un progetto di rigenerazione urbana che ha l’obiettivo di contrastare l’esodo dei residenti verso le grandi città

Arpino, progetto del futuro

Città di Arpino

La città di Arpino, in provincia di Frosinone, città candidata a Capitale Italiana della Cultura 2021, pone le basi per il ‘Borgo del Futuro’. Un progetto di rigenerazione urbana che ha l’obiettivo di contrastare l’esodo dei residenti verso le grandi città.

Il progetto, affidato all’architetto Luca Calselli, è stato accolto con favore dall’amministrazione provinciale di Frosinone e dai 91 comuni in essa compresi.

Anche diversi comuni della Città Metropolitana di Roma Capitale e della Provincia di Latina hanno aderito all’idea di Arpino, “Borgo del Futuro” e la sostengono.

Stop all’abbandono dei borghi


“Riteniamo che, nel dopo coronavirus, assisteremo ad un sensibile rallentamento del fenomeno dell’abbandono dei borghi“, dichiara Luca Calselli.

“A ciò dovrà corrispondere una immediata risposta, da parte della pubblica amministrazione”, continua l’architetto. “Una risposta che dovrà essere visionaria e che possa rendere davvero attrattivi i borghi, le città minori, le aree rurali.

Altrimenti il fenomeno ripartirà. Su questo già stavamo lavorando e, oggi, riteniamo ancora più urgente e necessario lavorare”, conclude Calselli.

Il consigliere Casinelli, aggiunge: “Le politiche culturali di un territorio possono essere interpretate e attuate anche in funzione servente il suo sviluppo turistico, economico-occupazionale.

Sulla spinta della candidatura a Capitale Italiana della cultura per l’anno 2021, ad Arpino si sta immaginando una “cultura” di ampio respiro, capace di improntare di sé tutti i settori della vita amministrativa, dall’urbanistica al generale assetto del territorio, dall’economia al welfare”.

Figli illustri di Arpino

Arpino ha dato i natali al più celebre oratore dell’antica Roma, ma non solo. Il comune è uno dei centri più antichi e rilevanti sul piano culturale e artistico della provincia di Frosinone. Diversi sono i suoi figli illustri.

Caio Mario nacque nel 157 a.C. ad Arpino, precisamente nella frazione che ancora oggi porta il suo nome: Casamari (oggi frazione di Veroli). Un militare e politico romano, per sette volte console della Repubblica romana. 

Marco Tullio Cicerone nacque nel 106 a.C. in territorio di Arpino, da famiglia equestre nella villa paterna, e sempre si considerò un puro Arpinate. Fu una delle figure più rilevanti di tutta l’antichità romana.

Cicerone ha sempre espresso un attaccamento viscerale alla sua terra di origine. In particolare quando ricorda quale affetto leghi gli arpinati fra di loro e con quale partecipazione seguano le sue vicende politiche. 

Caravaggio nella bottega di Cesari

Il 14 febbraio 1568 nasceva ad Arpino Giuseppe Cesari detto “Il Cavalier d’Arpino“. Il grande artista arpinate ebbe nella sua bottega per circa 8 mesi anche l’allievo Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

Nelle chiese di Arpino è possibile ammirare numerose opere del Cesari e la sua casa natale è situata proprio all’ingresso della cittadina.

Con il Papà Clemente VIII il Cavalier d’Arpino ebbe il momento più fecondo e rilevante della sua vita artistica.

Tra tante altre opere, dipinse il ciclo di affreschi della Sala dei Conservatori in Campidoglio e l’Ascensione di Cristo in S.Giovanni in Laterano.

Sopra i suoi cartoni furono condotti i mosaici della Cupola di S. Pietro e in S. Maria Maggiore affrescò la cappella Paolina.

Lo storico dell’arte Joachim Von Sandrart detto il Vecchio scrive che il Caravaggio morì ad Arpino per febbre.

Carlo Conti, nacque nel 1796 ad Arpino. Musicista, tra i più celebri teorici musicali della sua epoca, fu amico di Gioacchino Rossini e Saverio Mercadante e maestro di Vincenzo Bellini.

Il progetto’Borgo del Futuro’ entro l’estate sarà presentato al pubblico e alla stampa.

(Com/Mel/ Dire) 

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