Il lungo periodo di irreperibilità si è chiuso nel centro di Viareggio, dove un ventisettenne di origini napoletane, gravemente indiziato di 42 episodi di estorsione e truffa aggravata ai danni di persone anziane, è stato arrestato dopo un’indagine avviata a Roma. L’uomo, ricercato dal giugno 2025, avrebbe ricoperto il ruolo di “telefonista” in un’organizzazione capace di colpire vittime in diverse province italiane con il metodo delle false emergenze familiari.
Come è stato rintracciato il presunto telefonista ricercato da oltre un anno
L’arresto è avvenuto mentre il ventisettenne passeggiava con i familiari in viale Regina Margherita, nel centro di Viareggio. Alla vista di una pattuglia della Polizia di Stato, avrebbe tentato di allontanarsi correndo verso il molo. Quel comportamento ha attirato l’attenzione degli agenti, che lo hanno raggiunto poco dopo. Durante i controlli, l’uomo avrebbe fornito generalità non corrispondenti alla propria identità, ma gli accertamenti hanno consentito di identificarlo con certezza. Una volta bloccato, avrebbe ammesso di essersi dato alla fuga perché consapevole di essere ricercato.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata emessa dal Tribunale di Roma nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina. Dopo l’arresto, il ventisettenne è stato trasferito nella Casa circondariale di Lucca.
L’indagine partita dalla denuncia di un’anziana e il sistema delle telefonate
Le investigazioni hanno preso avvio all’inizio del 2023 in seguito alla denuncia presentata da una donna di 81 anni, residente nel territorio romano. La vittima era stata contattata con il collaudato stratagemma del falso nipote e del presunto operatore postale. Convinta che la figlia rischiasse gravi conseguenze giudiziarie, aveva consegnato 14 mila euro in contanti e circa 200 grammi di oro.
Da quell’episodio è iniziata un’attività investigativa articolata, sviluppata per diversi mesi attraverso intercettazioni telefoniche, analisi dei tabulati, immagini di videosorveglianza e servizi di osservazione. Gli elementi raccolti hanno permesso agli investigatori di ricostruire il funzionamento del gruppo e il ruolo attribuito al ventisettenne.
Secondo l’impostazione accusatoria, il presunto telefonista selezionava le possibili vittime consultando vecchi elenchi telefonici cartacei provenienti da varie province italiane. L’obiettivo era individuare persone anziane, ritenute più esposte ai raggiri. Durante le chiamate venivano prospettate situazioni di forte allarme, come incidenti, fermi da parte delle forze dell’ordine o presunti procedimenti giudiziari imminenti a carico di figli e nipoti. Il timore per i propri familiari spingeva molte persone a consegnare denaro, gioielli e oggetti preziosi agli incaricati del ritiro.
I 42 episodi contestati e il valore del denaro sottratto
Gli episodi contestati sarebbero stati commessi in Lazio, Toscana e Campania, coinvolgendo numerosi comuni, fra cui Roma, Monterotondo, Albinia, Salerno, Cava de’ Tirreni, Bagnaia, Meta di Sorrento, Aversa, Portici, Castellammare di Stabia, Qualiano e San Felice a Cancello.
L’ammontare complessivo dei beni sottratti è stimato in oltre 300 mila euro, comprendendo contanti, gioielli e oggetti in oro. Durante la prima fase dell’indagine erano già finite in arresto tre persone sorprese mentre ritiravano il denaro presso le abitazioni delle vittime. Nel corso delle perquisizioni eseguite nell’abitazione del ventisettenne a Napoli erano stati inoltre sequestrati elenchi telefonici, dispositivi mobili, 10 mila euro in contanti e alcuni orologi di pregio, ritenuti utili per approfondire il quadro investigativo.
Le ricerche dopo la latitanza e gli accorgimenti per evitare il rintraccio
Dopo l’emissione della misura cautelare, il ventisettenne si era reso irreperibile, circostanza che aveva portato alla dichiarazione di latitanza nel giugno 2025. Per oltre un anno gli investigatori hanno proseguito le ricerche seguendo numerose piste.
L’attività ha unito strumenti tecnologici e verifiche tradizionali. Gli approfondimenti hanno riguardato movimenti bancari, dispositivi informatici, utenze telefoniche e altri elementi utili a ricostruire gli spostamenti del ricercato. Parallelamente sono stati effettuati controlli sul territorio, perquisizioni e servizi di osservazione che hanno consentito di restringere progressivamente il campo fino al rintraccio in Versilia.
L’inchiesta rappresenta uno dei procedimenti più rilevanti sviluppati negli ultimi anni contro le truffe agli anziani realizzate mediante telefonate costruite per creare paura e urgenza. Le contestazioni mosse al ventisettenne dovranno ora essere valutate nel prosieguo del procedimento. In questa fase processuale, infatti, l’indagato è da ritenersi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
