Artena, che Palio sarà per contrada Maiotini? Ce lo dice Giuseppe Bucci

Si avvicina l’inizio del Palio delle Contrade, la ventisettesima edizione. Dieci giorni di festa, dieci giorni di tradizione, otto giorni di giochi, dieci contrade in gara, all’incirca 1500 persone impegnate, tra atleti, preparatori e componenti degli staff. Non solo una manifestazione estiva: il Palio delle Contrade è tradizione, cultura, ma anche aggregazione. Circa centocinquanta tra bambini/e, ragazzi/e e adulti per contrada, ogni giorno per due mesi, forse anche di più, si ritrovano nei campi prove per preparare al meglio la manifestazione.

Conosciamo meglio le contrade partecipanti intervistando i presidenti dei comitati, in ordine di stand, Giuseppe Bucci della contrada Maiotini, casata Borgia.

Nei tempi passati la zona di Maiotini collegava il paese con la maggior estensione di terreno coltivabile, “Valle deglio Sammuco”, “Pianezze”, “Puzziglio” e “Formale”; quindi era una zona di transito per tutti coloro che dovevano accedere ai fondi agricoli, vedi le molte strade che dal paese portavano in suddetti luoghi: via Madonna della Vittoria, la Maddalena, Pomario, via delle Cercoie e via deglio Schiavo. Di conseguenza la mattina e la sera questa zona era attraversata da contadini, boari, pastori e da donne che andavano a portare la colazione o il pranzo durante il periodo della semina e dei raccolti. Il comitato di Maiotini è nato nell’anno 1975 e si dedicava a fare il carnevale, la festa dello Sport e manifestazioni canore estive, che hanno visto la partecipazione di cantanti famosi quali: Pupo, Enrico Ruggeri, Niccolò Fabi e Umberto Tozzi.

Piatto tipico della contrada Maiotini da poter gustare durante i dieci giorni del Palio: gnocchi di patate al sugo di galletti.

Presidente, come è andato questo anno in contrada?

“Male. Una contrada fredda, che non partecipa. Le ‘persone’ si sono dileguate in altre contrade, una mancanza di rispetto per chi fa sacrifici e lavora per tutto l’anno. Sono scoraggiato e deluso. La nota positiva viene dal comitato, piccolo ma solido. A loro vanno i miei complimenti per i sacrifici che stanno sostenendo. Tornando alla contrada: manca l’orgoglio di essere di Maiotini”. 

Come sta preparando la contrada a questo Palio 2018?

“Nei migliori modi, Devo fare i complimenti ai ragazzi che stanno facendo sacrifici enormi, atleti che fanno due, tre giochi. Problemi che, essendo una grande contrada, non dovremmo avere. Se continuiamo cosi il prossimo anno non so se avremo la forza e il coraggio di andare avanti”.

Come vede gli atleti?

“Scoraggiati. Non hanno lo stesso appoggio degli altri anni, anche se ce la stanno mettendo tutta. Sono convinto che la loro bella figura la faranno: stanno affrontando le difficoltà con il cuore”.  

Quali sono le intenzioni della contrada?

“L’intenzione della contrada è quella di ripartire, formare un nuovo gruppo di persone. Da poco sono stato rieletto presidente e, insieme al capitano Pietro Firorentini, vogliamo ripartire da un progetto nuovo che ci consenta di fare qualcosa di meglio. Anche se in questo momento siamo enormemente demoralizzati. Mi auguro che a brave si avvicineranno altre persone a darci una mano, perché altrimenti non so se ce la facciamo”.

Che messaggio vuole mandare alla contrada?

“Confrontiamoci e vediamo dove sta il problema. Vi invito ad avvicinarvi al nuovo gruppo di Maiotini. Ricompattiamo questa contrada. Siamo tanti e forti: Maiotini è una bellissima contrada, ma, purtroppo, il nostro problema è quello di essere divisi un po’ dappertutto. Tanti atleti si trovano a gareggiare per altre contrade e non so il perché. Non è ne bello ne carino: non è più il Palio delle Contrade. Torno a ripetere: chiedo alle persone di Maiotini di riavvicinarsi alla contrada, di non credere alle voci  che affermano che c’è una cerchia di persone che comanda, da noi non comanda nessuno; tutti per uno, uno per tutti. Come presidente non mi fermo davanti a niente. Affronteremo questo Palio a testa alta, con persone meritevoli  che sono la forza del gruppo”.

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