Giovedì 18 Aprile 2019 ore 22:22
CRONACA RIETI
Trasporti, Cotral: i Pendolari Reatini continuano a protestare
"Eccezion fatta per il Prefetto di Rieti, le istituzioni tacciono. Si tratta di un silenzio assordante e colpevole"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Pendolari Reatini:

Non ci sono più parole per raccontare quello che ogni giorno patiscono i pendolari reatini. Siamo stanchi di utilizzare frasi educate,  intrise di diplomazia e di rispetto per chi dovrebbe leggerle  e agire di conseguenza. Avremmo voglia di urlare tutti i peggiori epiteti verso le istituzioni coinvolte in questo colpevole e scandaloso silenzio, eccezion  atta per Sua Eccellenza il Prefetto di Rieti, l’unica figura istituzionale che ha cercato a più riprese di dare una scossa all’ambiente reatino, ma con scarsi risultati.

Non serve certo istituire un presidio presso la stazione ferroviaria o un punto vendita Co.Tra.L (peraltro servizi dovuti in una cittadina di 45mila abitanti) per scrollarsi di dosso pesanti responsabilità che una giunta comunale come quella di Rieti ha in questa vicenda. Sentiamo che la Regione Lazio è in procinto di avviare un programma d’integrazione ferro-gomma come da programma elettorale della giunta Zingaretti, piano che dovrebbe rappresentare la panacea per tutti i mali, ma in realtà passeremo dal viaggiare in un carro bestiame su gomma ad un vagone bestiame su ferro, perché anche i treni della fl1 sono al limite delle loro capacità già ora.

Un silenzio assordante, quasi una totale indifferenza alle grida disperate dei pendolari e alle nostre richieste rimaste inascoltate. Da 3 giorni l’odissea straziante di persone, uomini e donne, anziani e bambini OBBLIGATI a spostarsi e a viaggiare sui mezzi Co.Tra.L, ha raggiunto livelli grotteschi.

Ma sono giorni critici che giungono alla fine di 3 anni nei quali si sono denunciate situazioni analoghe sistematicamente ma dove NESSUNO, né il Comune di Rieti, né la Regione Lazio, né la Procura di  Rieti, ma soprattutto la politica che in questi ultimi tempi ci rappresenta come territorio a tutti i livelli sia all’interno della Regione Lazio sia all’interno del Governo Nazionale, ha mai detto o fatto qualcosa per avviare un’indagine ed appurare chi sia il colpevole di questa ignobile e scandalosa situazione, per invertire questa  tendenza al disastro nella gestione del servizio di trasporto extraurbano regionale.

Ieri pomeriggio 94 persone, elemento trascritto nel verbale che la Polizia Stradale ha elevato all’azienda Co.Tra.L. per non aver garantito le condizioni minime di sicurezza a bordo di un pullman in servizio sulla Roma-Rieti, ribadiamo 94 persone viaggiavano stipate come animali sopra un pullman che, carta di circolazione alla mano, può trasportare dalle 50 alle 60 persone sedute e dalle 16 alle20 persone in piedi secondo il modello di vettura. Quindi si era ben oltre questi limiti! E così il giorno prima e il giorno prima ancora corse soppresse o non partite per guasti, gente che saliva ammassandosi all’interno dei pochi pullman rimasti che alla fine sono stati fermati dalle decisioni di autisti che viaggiando in queste bestiali condizioni, rischiano in prima persona la sospensione se non addirittura il ritiro della patente per non aver osservato le normative di sicurezza imposte per il servizio di trasporto di persone, mettendo a repentaglio la loro incolumità e quella soprattutto dei pendolari.

C’e’ bisogno che le istituzioni tutte intervengano prima che qualcuno si faccia male o si senta male a bordo dei pullman,  quando non rischi di rimanere intrappolato in una vettura che si incendia. Non aspettiamo la notizia da prima pagina, perché in quell’occasione, nonostante quello che affermi l’AD  della Co.Tra.L  circa l’intenzione di denunciare i pendolari per interruzione di servizio pubblico, saremmo tutti noi invece a sporgere denuncia contro l’azienda Co.Tra.L, chi la dirige e l’amministra e chi la controlla. E tutti coloro che saranno rimasti in silenzio fino ad allora saranno complici di questi misfatti.

CHIEDIAMO CHE SI INTERVENGA AL PIU PRESTO SENZA INDUGI E SENZA TENTENNAMENTI. C’E’ IN GIOCO IL  LAVORO, LO STUDIO SE NON ADDIRITTURA LA VITA DI MIGLIAIA DI PERSONE.


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