Domenica 21 Aprile 2019 ore 03:01
AMBIENTE
Giappone e balene: è caccia senza tregua
L’Institue of Cetacean Research, aveva annunciato la partenza della flotta giapponese per l'8 gennaio scorso
Balene sul ponte della imbarcazione giapponese Nisshin Maru

Le imbarcazioni, avevano detto, salperanno per intraprendere attività di ricerca non letale sulle popolazioni di balene di quelle aree.

Ricerca non letale? Da sempre il governo giapponese si distingue per la buona dose di fantasia che lo ha portato fino a ieri giustificare nelle maniere più fantasiose la caccia ai cetacei come risolutiva per la scienza del mondo animale ma, stavolta, con il conio della “Ricerca non letale” la nomination al Golden Globe è assicurata.

Assolutamente incurante dei verdetti della Corte Federale Australiana e della Corte di Giustizia Internazionale che si erano pronunciati contro la ripresa delle uccisioni, il governo del Sol Levante ha già annunciato i progetti di ripresa della caccia per la stagione 2015/2016.

Il Capitano Peter Hammarstedt di Sea Shepherd, l’organizzazione di Paul Watson che si occupa della salvaguardia degli oceani, è intervenuto sulla questione:l’attività di baleneria non legale del governo giapponese, ha detto, è una iniziativa che costituisce una farsa e deve essere considerata nel contesto di una cospirazione criminale di più grandi dimensioni.  Appare evidente, infatti, che i dati raccolti durante questa stagione che sta per aprirsi saranno utilizzati al fine di uccidere le balene. Il programma non letale del Giappone, ha proseguito, è equivalente all’iniziativa di rapinatori di banche che studiano l’obiettivo prima di intervenire. Si tratta del ladro che sottrae al mondo le creature più maestose del Pianeta”.

La caccia alle balene, nel secolo scorso, aveva portato quasi all’estinzione i colossi del mare. Gli ultimi anni, con la presa di coscienza di diversi Paesi che avevano appeso gli arpioni al chiodo, le balene aveva dato timidi segnali di ripresa. Solo Giappone e pochi altri avevano continuato a solcare gli oceani mascherando le uccisioni dietro chissà quali scopi di ricerca legati alla scienza. Magari la medesima Ricerca che faceva trovare, poi,  pezzi di carne di balena nel banco frigo dei supermercati.

(Si ringrazia Sea Shepherd Global.  Foto di Tim Watters: tre balenottere minori morte sul ponte della imbarcazione giapponese Nisshin Maru. 5 gennaio 2014)


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