Lunedì 22 Luglio 2019 ore 08:53
IMPRESA STORICA
Claudio Ranieri, il tecnico romano della favola Leicester
La favola Leicester si conclude con un lieto fine. Il tecnico sessantaquattrenne romano conquista la Premier League, suo primo titolo nazionale, entrando nella storia

Era il 13 luglio dello scorso anno, un giorno normale come gli altri, ma non per tutti. Durante quella mattina un tweet dal profilo ufficiale della società Leicester metteva fine ai rumors di mercato annunciando il suo nuovo tecnico, Claudio Ranieri. Arriva quasi in punta di piedi l’allenatore, ma deciso a prendere in mano una squadra, una piccola squadra di una piccola città che l’anno prima si era salvata alla penultima giornata vincendo 7 delle ultime 9 partite, bastava un passo falso per finire in Championship, la nostra serie B. Nonostante la galoppata finale che sancisce la permanenza in Premier, però, l’allenatore Nigel Pearson viene allontanato per uno scandalo sessuale, i cui protagonisti erano alcuni giocatori durante una tournée in Thailandia. È un segno del destino, quel giorno inizia la favola Leicester, arriva Claudio Ranieri che i giornali inglesi non accolgono nel migliore dei modi. Dipinto come una grande persona, ma come un mediocre allenatore, un allenatore esonerato dalla Grecia perché aveva perso contro le Isole Far Oer, una scelta banale e sbagliata. Un gentleman, ma non un allenatore adatto al Leicester che difficilmente avrebbe ottenuto la salvezza. Tutti, a parte qualche rara eccezione, lo davano per spacciato. Con il suo solito aplomb lui non risponde alle critiche, ma giorno dopo giorno “er Fettina”, dispregiativo affibbiatogli solo perché aveva un nonno macellaio nel quartiere Testaccio di Roma, lavora sulla rosa sui movimenti tattici e crea un gruppo unito e formidabile con grande umiltà e passione.

Se il 13 luglio è, forse, il primo capitolo della storia, l’8 agosto è il secondo quello che presenta Ranieri ai tifosi dei Foxes sul campo, non dietro una scrivania o la copertina di un giornale. La “squadra di scarti con un allenatore mediocre” schianta 4-2 il Sunderland portandosi già dopo soli 25 minuti sul 3-0. Quei dilettanti, quegli scarti e quei semi-professionisti piano piano sgomitano, si fanno largo tra le più grandi formazioni in Europa: i due Manchester, Liverpool, Arsenal, Chelsea, Tottenham. Ranieri predica calma e affina sempre di più gli schemi di una squadra che blinda la difesa e sfrutta le ripartenze innescate dalla velocità di Vardy e la fantasia di Mahrez, anche loro due “scarti”. Dopo 15 giornate, incredibilmente i Foxes sono primi, arrivano le prime conferme che questa è una piccola squadra che può arrivare lontano, ma le big dietro non si arrendono. Il club macina gioco e risultati sempre guidati, quasi telecomandati, da un Ranieri che in panchina detta i movimenti e gli schemi. I tifosi del Leicester aumentano, non c’è più solo quella piccola città a sostenere il club inglese, ma l’Europa intera, il mondo intero che crede nel miracolo, nel sogno giornata dopo giornata. Il tecnico romano, adesso ricoperto di elogi, scherza con i giornalisti e continua a fare punti sul campo arrivando anche a scommettere una pizza con i giocatori per subire meno gol. La favola continua e il Leicester conquista per la prima volta nella sua storia l’accesso alla Champions League tra le lacrime di un Ranieri commosso a fine match per il traguardo raggiunto. Manca l’ultimo capitolo, il finale a sorpresa, quello che ti fa piangere, ma anche sorridere, quello che ti consentirà un giorno di sederti su una poltrona e raccontare questo meraviglioso evento ai tuoi nipoti. E come un segno del destino, Ranieri e la sua squadra vanno a giocarsi il titolo all’Old Trafford, il “Teatro dei sogni”, primo stadio inglese in cui il tecnico mise i piedi da allenatore, all’esordio con il Chelsea nel 2000. Il match contro lo United termina 1-1, non basta per esultare dopo i 90 minuti, ma poco più di 24 ore dopo il Tottenham si fa rimontare a Stamford Bridge, neanche a dirlo dal Chelsea e la festa può esplodere. Con due giornate d’anticipo, il Leicester è per la prima volta campione d’Inghilterra, mai vinto un campionato in 132 anni di storia, nella bacheca dei Foxes solo tre Coppe di Lega inglese e una Community Shield. Primo campionato anche per mister Ranieri che non aveva mai trionfato in un campionato ne in trent’anni di carriera da tecnico, esperienza cominciata nelle categorie interregionali, ne da calciatore. Le strade d’Inghilterra si tingono di Blu, Davide ha sconfitto Golia, anzi ne ha sconfitti più di uno.

Impossibile non emozionarsi, impossibile non gioire di un cammino simile, di questa impresa sportiva anche un po’ italiana. Un’impresa che ricorda quella compiuta da Brian Clough, con il Nottingham Forest che nel 1978 vinse il campionato d’Inghilterra da neopromosso, ma soprattutto due Coppe dei Campioni consecutive (1978/79, 1979/80). Da ieri Ranieri e il Leicester sono nella storia, tutti ne parlano, tutti festeggiano, tutti li ringraziano perché per una notte, per un giorno o forse anche per una settimana, i problemi della vita vanno in secondo piano; oggi ha vinto lo sport, oggi si torna o si rimane bambini per capire che nella vita non sempre vincono i più forti, vince chi ha più fame, trionfa chi ha più coraggio.


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