Lunedì 19 Agosto 2019 ore 19:56
Philippe Daverio: "Non è l'Islam il problema ma sono gli arabi"
"Praticamente l'arabo non è integrabile, è come mescolare l'olio con l'acqua, la Francia ci riesce con tutti ma non con gli arabi"

L'ha detto alla radio, stamattina nel corso della trasmissione "Roma ore 10", su Tele Radio Più, Philippe Daverio, che ha commentato l'attentato della notte scorsa a Nizza, un attentato che ha prodotto 84 vittime e più di 200 feriti:

"Non è l'Islam il problema ma sono gli arabi, non è un fatto religioso ma è un fatto razziale, dare la responsabilità a tutto l'Islam non è solo moralmente sbagliato ma è anche un'idea che non dà una soluzione al problema. L'Islam praticato dai popoli della Persia era assolutamente tollerante. Pensiamo anche a Baghdad dei tempi de "Le Mille e una notte"... La questione è il mondo arabo, è un fatto etnico, è un fatto legato in gran parte a delle tradizioni tribali, ma non il mondo arabo per motivi razziali ma il mondo arabo per motivi della arretratezza sociale che c'è dietro. E' gente che è rimasta con dei parametri dai quali non riesce ad uscire neanche se diventa cittadino francese da tre generazioni perché vive con i suoi parametri nelle periferie della Francia. Ci sono stati dei gravissimi errori, la Francia ha dimenticato di formarli, la Francia è sempre stato un Paese in grado di assimilare chiunque, non è stato invece in grado di assimilare l'arabo. Ha assimilato il musulmano ma non l'arabo".

Cosa poteva essere fatto per integrare gli arabi in Francia?

"Praticamente l'arabo non è integrabile, è come mescolare l'olio con l'acqua, la Francia è lo Stato più integratore del mondo, se penso ai polacchi che arrivavano nell'800 a lavorare nelle miniere, se penso agli italiani che andavano a far carriera in Francia, se penso più recentemente ai portoghesi... cioè la prima generazione magari rimane ancora un pò scombussolata, la seconda generazione entra nell'esercito e fa carriera militare, entra nello Stato e fa carriera statale; la Francia è il paese che più degli altri è capace di integrare perché lo fa attraverso un sistema molto semplice, attraverso la scolarizzazione, cioè non conta l'origine, non conta il cognome, non conta nulla. Se hai fatto quella scuola lì, puoi fare quella carriera. Il problema è che l'arabo non va a scuola, l'arabo non è in grado, non il musulmano, l'arabo. Quel tipo di arabo lì, che viene dalla cultura tradizionale, dalla cultura di clan, dalla cultura di beduino, quello non è integrabile, certo non parlo dell'arabo di città, non l'algerino di città che ha avuto anche delle personalità... grandi scrittori per esempio...Non è nemmeno un fatto razziale, è un fatto sociale ed economico, con le sue tracce tribali. Oggi, chi è già da noi va messo a posto, l'arabo va formato, va educato, gli altri meglio non farli entrare. Possiamo trasformare chiunque in un europeo, ma non un arabo".


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