Mercoledì 20 Febbraio 2019 ore 00:19
DIN DON DAN
Religione, la venuta di Gesù
di Il capocordata
Il capocordata

In questo brano di Luca (12, 49-53), Gesù afferma di se stesso come colui che è venuto a gettare fuoco sulla terra e si augura ardentemente che il fuoco arda, il che presuppone che non sia ancora acceso. Nella Scrittura l’immagine del fuoco serve a descrivere il giudizio di Dio che non solo condanna ma anche purifica le nostre azioni. Anche Giovanni Battista definirà Gesù come colui che battezzerà con Spirito santo e fuoco.

L’interpretazione di Luca

Per l’evangelista Luca, il fuoco rappresenta il dono dello Spirito santo che descriverà nella Pentecoste, il dono del Signore risorto alla sua chiesa. Gesù attende il dono dello Spirito come termine della sua missione terrena. Di fronte all’incendio del mondo che egli considera come il fine della sua opera, Gesù appare tutto proteso in una viva attesa.

Il secondo detto di Gesù contrappone al fuoco che è venuto ad accendere un battesimo che deve ricevere: è l’annuncio della sua Passione, è il bagno di sangue della Passione, annuncio della sua morte per il perdono dei peccati, una specie di preliminare necessario al dono dello Spirito. Gesù lascia intravedere il posto che occupa nella sua vita il battesimo che deve ricevere, espresso dall’ansia e dall’angoscia che genera in lui. L’evangelista vuol dire che Gesù si trova di fronte ad un obbligo che gli si impone imperiosamente.

Questa visione tragica illumina gli ultimi tre versetti (vv. 51-53) del brano: Gesù comincia con l’attaccare uno degli equivoci del messianismo temporale dei suoi contemporanei. I profeti hanno spesso annunciato il tempo del messia come quello della pace, come pure anche Luca nel suo vangelo. Ma i profeti avevano anche denunciato i falsi profeti che promettevano una pace facile senza alcuna esigenza di tipo religioso. Gesù non porta la pace che a coloro che l’accolgono nella fede e perciò può dire che è venuto a portare piuttosto la divisione che la pace. Spesso l’evangelista si propone nella sua opera di mostrare la divisione che la fede e l’incredulità operano in Israele di fronte al Vangelo. Ora Gesù annuncia la divisione all’interno di ogni casa (v. 52).

Luca dapprima ricapitola in una formula generale i personaggi che si affronteranno nel versetto successivo: il padre e la madre (= suocera) da una parte, il figlio, la figlia e la nuora dall’altra. Forse pensa ad una situazione di persecuzione in cui i giovani hanno accolto il Vangelo mentre i loro genitori conservano la religione tradizionale. A partire dalla missione di Gesù, egli mostra come il discepolo debba anteporre l’attaccamento al Maestro ai legami familiari. Nel presente contesto egli sottolinea le lacerazioni che d’ora innanzi la fede in Gesù comporta. Insomma, la pace che Gesù porta non è la facile tranquillità in cui sempre gli uomini sognano di adagiarsi: è la pace del regno di Dio in cui non si entra che attraverso la croce.

Verso l’insegnamento di Gesù

Quando Gesù si attribuisce la missione di “gettare fuoco sulla terra”, è poco probabile che annunci con ciò il dono dello Spirito: mai designa lo Spirito con questa immagine. Non può dunque pensare se non al “fuoco del giudizio finale” con il suo duplice effetto: un fuoco che contemporaneamente purifica e castiga.

Quale significato poteva dare Gesù stesso al suo “battesimo”? Per Gesù il termine battesimo significa innanzitutto abluzione, purificazione. E’ ben nota l’importanza che Gesù annette alla vera purezza, al perdono dei peccati. Il cristianesimo delle origini collega questo perdono con la morte di Gesù e Gesù sembra proprio averlo preceduto su questa strada pensando la sua morte a somiglianza di quella del servo di cui parla Isaia. Egli ha potuto quindi presentarla come una purificazione da lui compiuta a vantaggio del popolo di Dio.

L’insurrezione dei figli contro i genitori, descritta dal profeta Michea come una piaga del suo tempo, è in effetti per un giudeo il disordine supremo. Gesù, con le sue parole, vuole dunque sottolineare il carattere escatologico (finale) della sua missione: in questa divisione operata dalla sua persona, egli vede il giudizio finale che si realizza. Perciò impone ai suoi discepoli di scegliere tra lui e “questa generazione”.

Gesù si è presentato come colui che viene ad accendere il fuoco del giudizio finale, colui che affronta la morte per purificare il popolo di Dio, colui che chiama ognuno ad impegnarsi dietro di lui e a rompere tutti i legami con il mondo.

Il discepolo vive alla luce del giudizio di Dio, antidoto di ogni ipocrisia. Esso si rivela nel mistero pasquale di Gesù, che ci battezza nel fuoco dello Spirito dopo che lui stesso è passato attraverso le acque della morte. Questa è la sua venuta escatologica, già realizzata sulla croce, che giudica il mondo per salvarlo. Gesù deve attraversare le acque e il fuoco per compiere l’amore del Padre; il discepolo a sua volta deve decidersi per lui. Questo è il vero discernimento, in base al quale gli uomini si dividono in due categorie: da una parte i sedicenti giusti che non hanno bisogno di salvezza e non si convertono; dall’altra i poveri peccatori, che sanno di non farcela e si convertono al dono di Dio.                                                                                                               

Bibliografia consultata: George, 1972; Fausti, 2011.


ARTICOLI CORRELATI
Dall’esperienza fisica alla fede spirituale
I PIU' LETTI IN RUBRICHE I PIU' LETTI DELLA SETTIMANA I PIU' LETTI
1
Centoquindici i fuochi d'artificio sparati sul mare per salutare il doppio compleanno dei festeggiati
2
Nella canzone il rocker attacca i legali che "alzano il calice al cielo sentendosi Dio" per il ritardo delle sentenze
3
Luttuosi, snob e cattivi
4
Se la cartella allegata alla Pec è in formato ‘pdf’, la notifica non può ritenersi valida
5
Il magnate uzbeko Alisher Usmanov, amante dell'arte, ha un patrimonio stimato intorno ai 14 miliardi di euro
1
di Donna Assunta Di Marzio
1
In questi giorni si sta diffondendo su Whatsapp un comunicato, divenuto virale, con un lungo elenco di nuovi autovelox
2
La cultura, se patrimonio condiviso, è elemento di identità e coesione sociale, oltre a costituire il vero valore aggiunto
3
Chiamare prevenzione una mammografia è sbagliato, perché la vera prevenzione è nei comportamenti dietetici quotidiani
4
Il giovane falciato nelle prime ore del mattino da un'auto, il cui conducente si è fermato a prestare soccorso. Un'intera comunità è sotto shock
5
"Restituiamo finalmente un futuro a 6 milioni e mezzo di persone che fino ad oggi hanno vissuto in condizione di povertà"
Il Quotidiano del Lazio è un marchio di Vergovich Comunicazione Srls.
Autorizzazione Tribunale di Velletri n°8/13 del 17/05/2013

Direttore: Francesco Vergovich
P.iva n° 12555091003
info@ilquotidianodellazio.it

[ versione mobile ]
EDitt | Web Agency