Lunedì 20 Gennaio 2020 ore 13:32
L'AMORE A DUE PASSI
Intervista a Catena Fiorello: "Forse entro settembre mi sposo"
Scrittrice, catanese e senza peli sulla lingua, Catena Fiorello, sorella di Rosario e di Beppe, affronta il tema dell’amore maturo nel suo ultimo libro

Scrittrice di romanzi molto amati, catanese e senza peli sulla lingua, Catena Fiorello, sorella di Rosario e di Beppe, affronta il tema dell’amore maturo nel suo ultimo libro ‘’L’Amore a due passi’’. ‘’Un sentimento  che è accanto a noi, appunto a due passi, dietro casa’’ dice l’autrice, come è accaduto anche a lei che da poco ha compiuto cinquant’anni e forse a fine settembre si sposa.

I due protagonisti del suo romanzo sono maturi anagraficamente ma travolti dall’amore. L’amore può essere un sentimento ridicolo?

Solo quando siamo pieni di preconcetti e ci sembra di non meritarcelo.

C’è una forma di pudore  da parte delle persone mature nel vivere i sentimenti?

Certo, ma il pudore è uno stato d’animo che si può provare anche quando siamo adolescenti, è un modo dell’essere e non è collegato all’età.

Non trova che nelle nuove generazioni, spesso concentrate sui telefonini e le foto da esibire su facebook,  manchi il senso del pudore?

Ci lamentiamo dei giovani, perché spesso vediamo cose imbarazzanti, ma questi strumenti glieli abbiamo  forniti noi. Evidentemente c’è una falla da parte degli adulti. Non so se si chiami responsabilità o esempio, ma tutti facciamo quel che vediamo fare e mutuiamo un comportamento. Bisogna mettersi in discussione. È troppo facile dire che i giovani sono irresponsabili.

Le è mai capitato di avere una relazione amorosa online, attraverso un social network e una chat?

Mi è capito qualcosa di simile. Il mio attuale compagno, Paolo, lo conoscevo solo attraverso il telefono, perché era amico di un mio amico. Per dieci anni, dal 2000 al 2010 ci telefonavamo e mandavamo sms. Questo uomo però era il primo a farmi gli auguri la notte del mio compleanno con un sms. Non c’eravamo mai visti. Nel 2010 ero in un albergo a Parigi con la febbre e mi iscrissi a facebook. Mi comparvero persone che erano amiche del mio amico e c’era Paolo. Da lì la nostra conoscenza è diventata più virtuale, ma dopo esserci visti in foto ci siamo incontrati. Insomma, devo ringraziare facebook se mi sposo.

Quando si sposa?

È un’anteprima che vi do: io e Paolo ci sposeremo a breve, forse entro settembre. Faremo una cerimonia intima e privata, ma poi, dopo qualche settimana, organizzeremo  una grande festa.

Le è pesato essere la sorella di Fiorello e di Beppe?

No, ma non mi piace essere strumentalizzata. Mi dà molto fastidio essere usata per parlare dei miei fratelli. Ho anche una sorella che fa un lavoro ‘’comune’’, Anna, che ha un negozio, di cui nessuno mi domanda.

Qualcuno l’ha mai accusata  di essere stata aiutata dai suoi fratelli?

Non permetto a nessuno, dopo tanti sacrifici, di criticarmi e dirmi che ho utilizzato il nome dei miei fratelli. Vadano a vedere il percorso che ho fatto nella vita. Se volevo approfittare di questo cognome non mi mettevo a scrivere romanzi. Ho scelto il lavoro dove si guadagna meno di tutti. Qual è la convenienza?  Le persone cattive mi faranno pagare sempre di essere la sorella dei miei fratelli. Se mio fratello fa la pubblicità al romanzo di un autore va bene, se la fa al mio romanzo si indignano tutti. Se Margaret Mazzantini  fa film col marito Sergio Castellitto o la figlia di Laura Morante fa l’attrice è normale, se io vengo invitata in tv da Massimo Giletti piovono polemiche. Non sono mai stata aiutata. Non so quanti possono vantarsi della mia onestà. Forse la famiglia Fiorello è una delle poche che può dire a voce alta che nessuno di noi ha aiutato l’altro.

La famiglia Fiorello, oltre che per i suoi talenti, è nota anche per essere una famiglia molto unita. È così?

Mi sorprende che ancora si trovi strano che una famiglia sia unita. Noi Fiorello non siamo migliori di altri, ci vogliamo molto bene, ma se dobbiamo mandarci a quel paese lo facciamo, come tutti, viviamo nella normalità. Questo cognome suscita invidia e cattiveria, altrimenti non ci sarebbero tanti pregiudizi e tutte queste critiche.

Quanto la figura di suo padre ha influenzato la sua vita sentimentale e la ricerca dell’uomo giusto?

Moltissimo. Paolo è il clone di mio padre, ha le medesime qualità: pazienza e tolleranza. Lui mi ha modificato l’impetuosità del carattere. Mi ha insegnato i trenta secondi di attesa prima di rispondere, anche se la persona che hai davanti ti sta facendo perdere la testa. La figura di mio padre era carismatica e ha influenzato la vita di tutti noi figli, Beppe gli ha dedicato uno spettacolo, Rosario nei suoi spettacoli canta le canzoni che cantava anche lui. Aveva una simpatia che catturava tutti, un autentico istrione. Era identico a Domenico Modugno. Se fosse vissuto oggi sarebbe diventato un grande personaggio.

Con sua madre, alla quale ha dedicato il suo ultimo romanzo,  che rapporto ha?

Noi figli le dobbiamo tutto quello che riguarda la correttezza, l’educazione e il rispetto verso il mondo. È una donna che ci ha insegnato la disciplina e il pudore. La gente pensa che tutto sia lecito, invece non è vero. Viviamo in mezzo agli altri e allora è giusto considerare le vite degli altri. Trascorro molto del mio tempo con lei, facciamo parecchi viaggi insieme. Mi piace  stare con lei e cerco di farle vivere quello che non ha potuto permettersi nel passato. Doveva pensare a crescere i figli e poi  con mio padre non si potevano permettere nemmeno il lusso del ristorante. Ho cercato di ridarle con gli interessi quello che lei ha dato a me.

Le manca non essere mamma?

Sì, alla soglia dei cinquant’anni, con una maggiore coscienza, mi piacerebbe molto essere madre. Invece negli anni passati, anche solo cinque o sei anni fa, non ci pensavo. Oggi sento la nostalgie di non aver avuto dei figli. Mi accorgo che sto invecchiando da questo. La gente ha paura di raccontare i propri sentimenti più intimi, mentre non si vergogna  di farsi vedere con le natiche e i seni di fuori nelle foto su facebook. Poche donne non avendo figli diranno che li avrebbero voluti e risponderanno che stanno benissimo così. Non è vero.

Un consiglio per questa fine estate?

Attenzione a prendere il mio libro in mano. È una lettura ad alta tensione emotiva. Come ha detto mia madre: appena leggi l’ultima pagina, ti viene voglia di innamorarti.

 

* Di Mariagloria Fontana

intervista già pubblicata sul settimanale Visto


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