Martedì 26 Marzo 2019 ore 05:37
CALCIO A TAVOLA
Roberto Scarnecchia, dal calcio alla cucina, chef da 11 e lode
L'unico ex calciatore ad essere divenuto uno stimato ed estroso Chef. Lo incontriamo a Roma nel suo splendido Ristorante "Undici"

E' l'unico ex calciatore ad essere divenuto uno stimato ed estroso Chef. Lo incontriamo a Roma nel suo splendido "Ristorante Undici" in via Oslavia.

Allora Roberto perché hai dato questo nome al Ristorante e quando è iniziata questa tua passione per la cucina?

Gli ho dato questo nome perché il numero 11 ricorda la composizione delle squadre di calcio e soprattutto è il numero che avevo quando giocavo.

La mia passione per i fornelli è iniziata all'età tra gli otto e i dieci anni,  i sapori tradizionali che sentivo in famiglia  hanno molto aiutato il mio amore per la gastronomia. Tutto è cominciato stando vicino a mia madre Giovanna, lei era una bravissima cuoca tanto che i miei ex compagni di squadra, dopo ogni allenamento dicevano "andiamo a mangiare da Roberto" e tutto questo fino agli inizi della mia carriera professionistica quando ai tempi della Roma anche il giovanissimo Carlo Ancellotti, rinomato per essere un'ottima forchetta, veniva spesso a mangiare a casa mia.

Mi sono divertito in cucina fino ai 15/16 anni quando ho iniziato a giocare a pallone seriamente per poi riprendere alla fine della mia carriera calcistica.

Appunto Roberto, parlami degli esordi nel mondo del calcio.

La prima squadra di un certo livello fu l'ALMAS a Roma,  dove fui notato dal grande Nils Liedholm che mi portò nella squadra giallorossa . Erano i primi anni ottanta e la Roma stava iniziando a diventare grande e con il "Barone", così era chiamato Liedholm, trascorsi i miei migliori anni da calciatore. Nel mio ruolo di ala destra non segnavo molto ma correvo tanto ed ero molto tecnico, così da essere considerato indispensabile per il gioco della squadra.

E dopo la Roma dove andasti a giocare?

Seguii Liedholm al Milan, successivamente andai al Napoli chiudendo poi la mia carriera al Barletta.

Quando hai smesso con il calcio cosa hai fatto prima di avvicinarti alla ristorazione?

Nel 1999 mio padre aprì un ristorante alla Romanina ed io, che avevo smesso di giocare, ho iniziato a lavorare in cucina. Mi dicevano che ero bravino anche perché mi è sempre piaciuto inventare dei piatti, prendendo spunto, come già detto, dalla semplicità dei piatti tradizionali, inoltre ho sempre accettato i consigli di alcuni Chef che mi sono amici, perché l'umiltà a mio avviso è una grande qualità ovunque venga esercitata.

Ho letto da qualche parte che quando hai smesso di giocare e prima di intraprendere la carriera di Chef hai percorso altre strade è vero?

Certamente, ho studiato alla Bocconi diventando Docente Formatore: volendo posso insegnare l'auto stima, il linguaggio del corpo e la possibilità di essere un capo. Successivamente sono andato a studiare negli Stati Uniti ed ho fatto un Master per insegnare ad Harvard, successivamente dal 1992 al 1994, ho partecipato ad un Master Chef e da questa esperienza è iniziato il mio definitivo amore per la cucina. Prima di aprire questo ristorante a Roma, ho fatto lo Chef a Genova dove ho avuto uno splendido rapporto con i tifosi delle due squadre. Mi sono occupato, seppur per un breve periodo, di abbigliamento, ma ora mi dedico principalmente a questo ristorante di via Oslavia e probabilmente ad un altro che sto prendendo all'Eur.

Per concludere, Roberto, il tuo rapporto con il mondo del calcio è ancora buono? Hai contatti con i tuoi vecchi compagni ?

Al "Ristorante 11" mi vengono a trovare molti miei ex compagni e qualche attuale calciatore. Seguo sempre questo sport, con particolare attenzione per le squadre per le quali ho giocato. Ora sono uno Chef ma non dimentico di essere stato un calciatore e porto con me il rimpianto di essere andato via dalla Roma poco prima della conquista dello scudetto.

L'amore che Roberto Scarnecchia mette nel Suo lavoro di Chef è garanzia di successo, non resta che assaggiare i suoi piatti e...buon appetito a tutti.

Dal vostro Filippo Crescimanno

 

* Foto dal profilo Facebook di Roberto Scarnecchia


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