Lunedì 18 Novembre 2019 ore 19:53
CARO FIORELLO, DI COSA PARLIAMO?
"Caro Fiorello...". Risposta alle critiche sul pomeriggio in Tv
Caro Fiorello, se tu come dici non sei nessuno, chi ti parla è meno di zero. Ma nel mio piccolo, anzi piccolissimo, ti dico...

Mi sono imbattuto in questi giorni nelle discussioni scaturite dalla critica mossa dallo showman Fiorello contro la TV del pomeriggio, nella quale, in generale non si tende più a fare programmi per ragazzi ma dove tutto è basato sulla cronaca nera.

"Caro Fiorello, se tu come dici non sei nessuno, chi ti parla è meno di zero. Ma nel mio piccolo, anzi piccolissimo, ti dico: "Ti sei svegliato tardi". Sono passati quasi 20 anni da trasmissioni costruttive che vedevano i giovani come primi destinatari di messaggi che avevano finalità educative ed informative. Oggi siamo alla TV che spia dal buco della chiave. Oggi quello che " tira" è il lato estremo delle cose. Con i canali monotematici si pensava ad una distribuzione e a una maggiore razionalizzazione dei programmi a seconda degli argomenti appunto, invece la TV è diventata una carcassa generalista nella quale spuntano programmi con donne grassissime che non riescono ad entrare in un bagno pubblico.

Oppure ragazze giovani, più magre di un' alice, che brancolano tra la vita e la morte. Illuminanti trasmissioni di uomini e donne marchiati di tatuaggi fino all'inverosimile e poi udite udite, un'intera trasmissione che parla solo di borchie e parafanghi per auto di grossa cilindrata. Il discorso di Fiorello non fa una piega ma chiediamoci perché? 

Oggi più di prima il "Dio Danaro" governa i processi compreso il business legato alla pubblicità. Quale azienda o multinazionale, che basa tutto sul profitto metterebbe dei soldi per la trasmissione di un concerto di musica classica ? Oppure per una commedia teatrale ?

In TV non viene dato spazio a questo genere di cose perché sulla cultura non ci sono realtà disposte ad investire. Questa guerra al ribasso ci ha portato a questo livello dove non sappiamo più se possa esistere una condizione peggiore di questa. Ci sono aspetti più preoccupanti delle trasmissioni pomeridiane e qui Fiorello coglie nel segno, cioè sulle conseguenze che queste generano. I telespettatori sono totalmente assuefatti e gli attori diventano drammaticamente "personaggi ". Si calano perfettamente nella parte, esigono spazio e quando non ritengono di avere la giusta luce si dimenano, rincarano la dose per ottenerla .

Caro Fiorello, a forza di dire che così si andrà sempre peggio non ci siamo resi conto che il barile e già stato raschiato tutto. La TV di oggi per giunta è nelle mani degli stessi personaggi di 20 /30 anni fa e il cambio generazionale tarda ad arrivare. Oserei dire che abbiamo perso una generazione perché nessuno è disposto a fare un passo indietro.

Le poche realtà che hanno sempre avuto l'ambizione di lavorare sulla novità e sul giusto interscambio generazionale a livello artistico, vedi il Roxybar di Red Ronnie, sono costrette a chiudere i battenti. Il grande mercato ci offre una realtà artistica filtrata e drogata da un circuito che crea fenomeni di brevissima durata destinati a durare una breve stagione.

Ma questa è la TV della breve stagione, del mordi e fuggi e soprattutto del "CHISSENEFREGA" del domani. Il futuro non esiste, esiste solo quello che succede nelle prossime ore che sia veloce e soprattutto redditizio, e allora sotto con la prossima strage familiare, condita dall'intervento di cognati , suocere, amici e parenti in cerca di una irrinunciabile gloria per almeno cinque minuti della propria vita" .

* Andrea Pintucci, musicista, compositore.


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