Lunedì 23 Settembre 2019 ore 02:32
Il suicidio, arma preferita dai jihadisti, è vietato dall'Islam
Gli attacchi kamikaze, sono il mezzo preferito dai jihadisti per compiere stragi in nome dell'Islam, ma il Corano condanna il suicidio

Gli attacchi terroristici degli ultimi tempi, sono compiuti, nella maggior parte dei casi, da uomini kamikaze, che decidono di morire in nome dell'Islam. Tuttavia, il Corano, testo sacro dei musulmani, vieta categoricamente il suicidio, condannando esplicitamente l'atto:" E non uccidete voi stessi, Allah, in verità, è Misericordioso verso di voi. E chiunque commetta ciò, per eccesso o per iniquità, Noi lo getteremo nel fuoco, la cosa che è semplice per Allah".

Per l'Islam, quindi, coloro che si suicidano, sono destinati all'inferno. Ma allora, perché il suicidio è diventata l'arma preferita dai jihadisti?

Nella retorica jihadista, il kamikaze, è un martire che muore per la fede e per difendere i musulmani. Questo ideale gli da' automaticamente un posto in paradiso.Come dice uno dei teologi sunniti più importanti al mondo, Yusuf al-Karadawi:" Le operazioni dei martiri, sono l'arma che Dio da' ai poveri per combattere i forti. Si tratta della compensazione divina".

Il suicidio è quindi l'atto finale. La prova più grande per dimostrare al mondo, ma soprattutto alla propria comunità, che per prima li rinnega per la loro vita al di fuori degli schemi islamici, che loro sono ancora più meritevoli, pagando il prezzo del martirio.

 


ARTICOLI CORRELATI
Le sale cinematografiche nel regno saudita erano state chiuse 35 anni fa perché in contrasto con il Corano
Bilancio provvisorio: 10 morti e 40 feriti
La pioggia battente su Roma nel pomeriggio di sabato, non ha fermato le centinaia di persone radunate in Piazza Santi Apostoli
I PIU' LETTI IN CULTURA
GIORNO SETTIMANA MESE
Il Quotidiano del Lazio.it è un marchio di Associazione Culturale "Un Giorno Speciale".
Autorizzazione Tribunale di Velletri n°8/13 del 17/05/2013

Direttore: Francesco Vergovich
P.IVA e C.F. 09678001000
info@ilquotidianodellazio.it

[ versione mobile ]