Sabato 25 Novembre 2017 ore 06:57
FELICE PULICI
Felice Pulici: "Buffon deve dire basta al calcio giocato"
Le società devono saper offrire ai ragazzi qualcosa di importante, non soltanto il sogno di poter arrivare un giorno a essere un campione e a guadagnare tanti soldi

Felice Pulici, ex dirigente della Lazio e portiere biancoceleste dello scudetto del '74, è intervenuto ai microfoni della trasmissione "Sport Academy", emittente dell'Università Niccolò Cusano.

Vivai calcio italiano. "Nell'ambito dell'attività calcistica delle nostre squadre manca la volontà di fare investimenti importanti anche a livello di strutture, che consentano ai ragazzi di crescere in un ambiente importante e sano. L'attività che devono svolgere le squadre di Serie A è quella di proporre delle strutture talmente valide da invogliare le famiglie a far entrare i ragazzi in quel tipo di ambito. E soprattutto le società devono saper offrire ai ragazzi qualcosa di importante, non soltanto il sogno di poter arrivare un giorno a essere un campione e a guadagnare tanti soldi. I settori giovanili sono impostati solo su questo sogno, invece bisognerebbe far passare ai ragazzi un momento di tempo libero che sia comunque produttivo nella loro formazione di persone. E' questo che manca oggi". 

Giocatori stranieri. "Le società che vanno a valutare giocatori bravi in campo internazionale, vanno anche a occupare dei ruoli con calciatori che nel tempo non possono far parte della Nazionale quindi è più difficile che giocatori italiani possano emergere". 

Procuratori. "Il calcio è sempre stato in mano ai procuratori, una volta però c'erano dei limiti dal punto di vista economico. Adesso arriva il procuratore, ti fa vedere le cassette dei suoi giocatori e la società non ha più quella struttura di collaboratori che andavano personalmente a visionare i giocatori da selezionare".

Su Buffon e le critiche post Spagna-Italia. "Buffon deve entrare in un certo ordine di idee: con il passare degli anni non puoi essere sempre nella condizione di avere quella reattività necessaria per un ruolo così fondamentale come quello del portiere. E' lui che deve dire: adesso smetto, perchè non sono più in grado di dare quello che davo un tempo. Qui nasce però una sua volontà: vuole battere tutti i record e arrivare sempre più in alto come numero di presenza. E' però una soddisfazione personalissima, non può essere una soddisfazione che comprende anche i tifosi della Juve e della Nazionale".


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