Sabato 07 Dicembre 2019 ore 13:09
IL CASO
Parrocchia di Labico, “Angelo non può farti da padrino perché è gay"
Angelo: “Ho pianto, non piango mai”. G.: “Volevo Angelo, solo lui, come padrino”. Simona: “non sapevo cosa fare”

Parrocchia di Labico, comune romano, 6mila anime circa. Angelo riceve da G. la richiesta di fare da padrino di cresima. Ma Angelo è gay, poco importa che sia credente, per la chiesa non può accompagnare G. al sacramento tanto atteso. “Angelo non può farti da Padrino”, la bolla parrocchiale arriva da don Antonio Fiasco, parroco di Labico che domenica 3 settembre ha celebrato la cresima.

A raccontare la vicenda è Angelo Fabbri, noto fiorista di Labico, residente nel comune della provincia romana e sposatosi con Francesco Sebastiani sabato 2 settembre. “G. mi ha chiesto di accompagnarlo all’altare per ricevere il sacramento della cresima e io ne sono stato felicissimo. Conosco la mamma, Simona, dall’infanzia e ho accettato senza pensarci molto, anche se il giorno prima mi sarei sposato”. Ci racconta Angelo, che aggiunge: “Però, memore di quando avvenuto a ottobre del 2015, ho detto a Simona di parlare con il parroco, Don Antonio, per chiedergli se ci fossero problemi. A gennaio il parroco ha dato il parere favorevole, ‘anche se convivi va bene, puoi accompagnare G. all’altare’, a una settimana dal sacramento chiama Simona e gli dice: ‘Angelo è gay non può fare da padrino’”.

Nell’ottobre del 2015 la sorella di Angelo ha avuto una bambina e ha chiesto a Francesco di fare da padrino di battesimo e Don Antonio si è opposto in quanto Francesco è gay. Il sacramento del battesimo la nipote di Angelo lo ha ricevuto presso la chiesa di Palestrina e a fargli da padrino è stato Francesco: “Di questo Parroco parlano male tutti, anche gli altri sacerdoti; nella sua chiesa non ci va più nessuno; non è amato da nessuno”.

“Quando il parroco mi ha detto che Angelo non poteva farmi da padrino perché gay la rabbia è stata tanta”, ci dice G. “Ho scelto Angelo come padrino, innanzitutto perché è un amico di infanzia di mia madre e poi perché sono legato, siamo legati, ad Angelo e alla sua famiglia”.

“Ho pianto, non piango mai, non piangevo da 40 anni” ci continua a raccontare Angelo, che, con le lacrime agli occhi, aggiunge: “Ho ripensato a tutto quello che ho dovuto fare per arrivare a essere quello che sono; ho dovuto superare tanti ostacoli, non è stato facile dirlo alla mia famiglia 25 anni fa. Farmi accettare. Non mangiavo più, la mia famiglia non capiva perché. Mia madre mi è stata molto vicina. E’ stata una grande umiliazione; se fossi stato più debole mi sarei ammazzato; i parroci non dovrebbero fare ammazzare le persone. Che ne sa il parroco se gli altri padrini sono gay, oppure hanno avuto esperienze omosessuali e/o le continuano ad averne? Io per il fatto che non mi sono nascosto devo essere messo da parte?”.

Don Antonio “si è proposto come padrino”, racconta Simona, “ma G. ha rifiutato. Non solo. Non voleva più ricevere il sacramento della cresima se Angelo non fosse stato il suo padrino. Abbiamo annullato la cerimonia del 3 settembre. Non sapevamo cosa fare. Fino a quando non mi sono rivolta presso la chiesa Santa Maria di Gesù del Convento di Artena, dove padre Salvatore Donadio non ha posto nessun veto e domenica 10 settembre mio figlio, G., ha potuto ricevere dal vescovo Monsignore Vincenzo Apicella il sacramento della cresima, con Angelo padrino”.    

Molti gli attestati di stima ricevuti da Angelo sul social facebook da parte dei suoi amici, conoscenti e clienti.

 


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