Giovedì 20 Febbraio 2020 ore 06:42
DAL COMITATO
Ospedale Colleferro: centinaia le firme raccolte nei Comuni per il TAR
Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali, tranne qualche eccezione, non ci hanno ricevuto, non hanno presentato il ricorso e non hanno voluto ascoltare le richieste dei cittadini

"Nelle ultime settimane abbiamo effettuato il tour dei Comuni limitrofi: Colleferro, Anagni, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico, Piglio, Paliano, Segni, Serrone e Valmontone,  per far conoscere la reale situazione del 'L.P. Delfino di Colleferro'. Con l’iniziativa del Comitato libero 'A difesa dell'ospedale di Colleferro', Coordinamento territoriale ‘DI piazza IN piazza’, siamo stati presenti nei Comuni i cui abitanti usufruiscono del nosocomio colleferrino, dove è forte la relazione 'compromettente' tra salute e ambiente, per raccogliere le firme e impegnare i Sindaci a chiedere la modifica del decreto Zingaretti o, in caso di insuccesso, a presentare ricorso al TAR Lazio(DCA 18.7.2017, n. U00291).

Abbiamo raccolto centinaia di firme, ma tanto impegno, purtroppo, è stato inutile, perché non ci risulta che i Sindaci abbiamo fatto l’una o l’altra cosa. Per questo, dopo aver chiesto ai cittadini di 'mettere una firma, abbiamo deciso di metterci tutto il nostro impegno' e di  ricorrere noi al TAR, depositando il ricorso. Nelle piazze e in Tribunale chiediamo la tutela del diritto alla salute perché molte malattie hanno una causa ambientale diretta, come documentato da rapporti internazionali e nazionali dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), del DEP ERAS (Dipartimento epidemiologico Regione Lazio) e SENTIERI (Istituto superiore di sanità).

Chiediamo l’accesso alle cure e alla Sanità Pubblica perché nell’intero comprensorio sono in aumento i rischi sanitari legati all’inquinamento ambientale. Vogliamo che sia assicurata la piena efficienza degli ospedali di Colleferro, Anagni, Palestrina, Frosinone e Subiaco, come delle strutture sanitarie della valle del Sacco. Non abbiamo servizi adeguati su un territorio che è stato e continua a essere avvelenato. Dobbiamo dire chiaramente che questi Amministratori non vogliono ospedali, non vogliono una economia che, salvaguardando l’ambiente, rispetti la salute di tutti! Il caso sanitario e ambientale della nostra comunità chiama in causa tre fattori: Istituzioni, economia e lavoro, dove i rappresentanti locali non sono state dalla nostra parte, l’occupazione è stata contrapposta senza mezze misure alla salute e all’ambiente.

Nella valle del Sacco viviamo da decenni un gravissimo 'conflitto ambientale' tra la disperazione di salvare il posto di lavoro o la salute e le condizioni di vita, ricatto che frena una possibile soluzione del problema ambientale e sanitario. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti per l’accoglienza e il supporto ricevuto e per rassicurare chi ha fiducia in noi che tanta passione per la causa sarà onorata. In questi mesi, dopo la ripresa delle ferie estive, la nostra presenza nei Comuni facenti capo al territorio dell'ospedale di Colleferro non è mai mancata. I cittadini dei Comuni vicini ci hanno ascoltato. Molti ancora non sanno come stanno realmente le cose nel nosocomio colleferrino e si avvicinavano interessati ai banchetti per avere informazioni e per aderire alla raccolta firme.

Al contrario, Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali, tranne qualche eccezione, non ci hanno ricevuto, non hanno presentato il ricorso e non hanno voluto ascoltare le richieste dei cittadini. Non ci lasciamo abbattere da simili comportamenti. Non ci diamo per vinti e cercheremo di impedire la disintegrazione professionale e qualitativa della sanità pubblica nel territorio e dell’ospedale. E’ certo che questa situazione potrebbe notevolmente migliorare se ci fosse l’avvicendamento alla direzione sanitaria della ASL RM5 di cui si parla da tempo e che ormai sembra deciso.

Dopo una campagna di informazione è stato eletto il responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato, nella persona del dott. Sandro Sbrighi, medico in pensione che molto ha dato al nosocomio durante il suo lavoro presso il Centro Trasfusionale e laboratorio analisi. Questo importante incarico nel nostro ospedale non era stato più rinnovato ed è necessario, in un momento come questo per la sanità locale, avere un responsabile che, di concerto con gli altri referenti degli ospedali del distretto, dia seguito alle richieste dei cittadini e risponda alle esigenze degli utenti. 

Come volontari del Comitato saremo presenti nei prossimi eventi di novembre e dicembre a Colleferro con l’obiettivo di essere dalla parte e a fianco dei cittadini per fare in modo che chi di dovere si accorga di quanto l'ospedale efficiente sia indispensabile a un territorio composto da circa 130 mila persone: inutile fare finta di niente e nascondere la verità dei fatti! Sono molte le iniziative che faremo da qui all'inizio del 2018 a favore dei cittadini che vorranno conoscere la vera situazione dell’ospedale e continueremo a impegnarci per chiedere serietà alle nostre Istituzioni locali in materia di salute del territorio, anche promuovendo iniziative di prevenzione".

Gabriella Collacchi e Ina Camilli, Portavoce e Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale


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