Lunedì 19 Agosto 2019 ore 05:31
Gli insegnanti uniti per il riconoscimento economico della professione
La domanda degli insegnanti è semplice: "Perché devo continuare a vedere assottigliato il mio stipendio?"

È terrificante vivere un terremoto, un vulcano quiescente in ripresa, uno tzunami o l'attuale tropicalizzazione dei climi con cicloni mediterranei, mai visti prima. Anche nel sociale italiano si sta scatenando metaforicamente un ciclone. Uniti da un solo grido per il riconoscimento economico della professione, sono ora oltre 77 mila gli insegnanti. ll ritmo vertiginoso di crescita si sta espandendo per condivisione anche alle famiglie: "Gli insegnanti di mio figlio fanno un lavoro particolare e delicato a confronto non guadagnano proprio granché e così da iscritto difendo anche il mio". I docenti dicono basta. Non c'è convergenza reciproca. Dal linguaggio digitale prendono la sintassi e il lessico e parlano con il senno di oggi: "Un click vale molto più di un voto". Ed è gratuito! Gratuitamente decidono. Decisamente agiscono. I conti sono veloci, il rapporto tra retribuzione e potere d'acquisto è  drammatico: la media degli insegnanti ha 52 anni ed è presto fatto il confronto negli anni, a peggiorarlo è il tempo che passa. 

La domanda degli insegnanti è semplice: "Perché devo continuare a  vedere assottigliato il mio stipendio. Devo tenere attiva una tessera morta che non mi dà risposte? No, grazie". Troppe ritenute difficili da digerire e l' amaro boccone è uno stipendio stremato. Gli insegnanti della scuola stanno rullando con i piedi sul pavimento, sono arrabbiati, delusi, inascoltati. Sono pure offesi, attaccati a malo modo loro però, a contatto con i giovani sanno parlare col linguaggio di oggi e non di ieri. Gli insegnanta prendono e dichiarano la decisione e seguono i fatti. Tutto gratuitamente e condividendo. Sono docenti, istruttori, allenatori, tutori, precettori, ma anche formatori, scrittori, comunicatori, educatori, pedagoghi, psicologi, filosofi, storici geografi, matematici, fisici, musicisti, cantanti e artisti e chi più ne ha più ne metta, nell'umanistico affare dell'istruire le menti, nell'età evolutiva soprattutto. Una scienza di metodo e didattica particolare. Una umana fionda di crescita.

Saper istruire oggi, è saper far leva nelle giovani menti di oggi, con l' insegnamento di oggi. Con gli strumenti di oggi. Il sapere di sempre. Tutto un mondo diverso. Scorso, è il secolo passato. Altri, oltre confine, vogliono farci impallidire perché ci temono e lo dimostrano i fatti: i Beni Culturali con dati alla mano, hanno lavorato meravigliosamente e nonostante tutta la cronaca, abbiamo avuto un incoming turistico straordinario: oltre 200 milioni di presenze con un giro d'affari di 22 miliardi e  tantissimo lavoro. Altri esempi si possono fare. Una naturale morfologia e risorse senza fine, che scalcia e calcia. Con la cultura qui in Italia, si riempiono milioni di piatti. Tutti potrebbero mangiare con la bellezza che siamo. Con la creatività tutta nostra anche nel web. Basta saperlo fare e farlo. I colori sono dei fatti, non più delle scatole politiche coperte di muschio.

Siamo in Italia, culla della musica, dell'arte, del pensiero, della creatività. I più grandi personaggi di tutti i tempi sono italiani, latini e greci su cui millenni di civiltà e cultura. Oggi, in questa zona mediterranea, si respira e si vive ancora la letteratura delle capacità in ogni campo. Cosa sta al largo e può arrivare sul bagnasciuga? Un mare di plastica? Isole enormi e plurime di plastica e materiali tossici che stanno distruggengo tutto e spezzano le catene alimentari. Dobbiamo dunque morire tutti soffocati? Se non ci sarà un applauso da parte dei docenti, in risposta alle richieste vere della petizione di adeguamento stipendiale, sarà decretata la fine di un rapporto storico che ha avuto lustri grandiosi. Gli insegnanti riprendono possesso di almeno 144 euro in un anno.

I lavoratori avrebbero bisogno dei sindacati, i sindacati hanno bisogno di un restyling completo, fresco e alla moda. I sindacati dovranno prendere atto che devono cambiare  la loro immobile, statica operatività,  assente di forza come tutori del lavoro. Era questo ciò che facevano il secolo scorso con risultati epocali. La storia risponde a se stessa e in ogni epoca abbiamo ambienti, fatti, cause, effetti, strumenti e studi a disposizione per una lettura che neanche 5 anni fa si poteva immaginare. Anche meno. Non è stato letto o fatto nulla per 10 anni e non solo per gli insegnanti ma per i vigili del fuoco per le forze dell'ordine e altri comparti. Parliamo di tutela stipendiale dei lavoratori da parte dei sindacati. Parliamo di retribuzioni senza reale adeguamento da troppo tempo.

Relativamente al tasso di iscrizione, la Cisl-scuola ha 153.505, pari al 25,5% del totale iscritti con delega, seguita dalla Flc-cgil 140.694, pari al 23,4%; lo SNALS 96.771, 16,1%; la Uil-scuola 79.320, 13,2%; e Gilda 54.300, 9% , sono 524.590 lavoratori iscritti. Le stesse stanno ora comunicando interventi che si fermano all'1% della richiesta, che vuole invece, il minimo del rispetto. Come sulla pensioni a 67 anni: sono stati contro proposti dai tutori del lavoro, 66 anni e 9 mesi. Popeye avrebbe fatto di più. I cittadini si sentono anche defraudati da un governo che dovrebbe garantire i pilastri di un buon governo: istruzione, salute, sicurezza, difesa. Abbiamo delle eccellenze che ci invidiano in tutto il mondo. E il Governo qui si trincera dietro un laconico: "non ci sono risorse". E i sindacati ripetono: "Non ci sono risorse" e il coro polifonico a cappella, scappuccia! Siamo lontani anni luce dallo stile gregoriano.

In un conto della serva su block notes: 12 euro x 12 mensilità sono quasi 76 milioni di euro. In cambio nessuna risposta. In 10 anni 760 milioni. Nessuna risposta. Sembra che il costo della tessera raddoppi, dunque a spanne 304 milioni di euro solo nel prossimo anno. Speriamo che sembri soltanto. L'esattezza delle cifre è prossima. Nessuna risposta. Senza calcolare che la percentuale del costo della tessera varia molto più in crescendo.
Il terremoto inizia da una categoria sempre bistrattata e tirata per il bavero da quello o altro settore e stremata, sembra dire con mesta assuefazione e per un balordo gioco- forza: "io qui ci vivo devo pur campare" e lascia fare o sembra che lasci fare tutto agli altri. Niente controlli dall'alto, gradimento utenza neanche l'ombra, spesso niente decisioni autonome o autonome scelte: come per i riscaldamenti e sentono freddo anche loro non solo gli studenti, ma che vuoi che sia, si fa lezione con le giacche infilate e corpo intirizzito.

Uno degli attacchi di controparte, che sapevano arrivasse e attendevano è sul gruppo, autore della petizione, aperto da Salvo Amato,  Professioneinsegnante con quasi 100 mila iscritti. Lo leggiamo in un post: "Un sindacato  con un  avviso alle sue  strutture statutarie  periferiche getta  discredito sulla nostra petizione  definendola " raccolta falsata di firme" e giudicandola addirittura  lesiva delle prerogative sindacali.  La fine del mondo! Come se ci fossero petizioni buone, quelle dei sindacati, il solito fumo negli occhi prima della firma al contratto e petizioni cattive o falsate, quella promossa da Professione Insegnante. La petizione con le sue 77.000 firme ormai  dà  fastidio ai signori delle tessere di tutti i sindacati, anche dei  grandi sindacati seduti al tavolo ARAN ,  perché  per la prima volta dà  voce al dissenso con la forza dei numeri, un motivo in più per firmare".
Libero Tassella continua poi a rispondere sul corpo docente che non fa corpo ed è disunito, sostenendo che è una realtà inconfutabile, vera e difficile ma la risposta di fatto c'è ed è la voglia farsi ascoltare utilizzando modalità nuove.

Gli iscritti dicono proprio: Un clik oggi è più di un voto. Meditate. Riflettete e rispondete. Non ci serviremo del modo desueto di un giorno di lavoro per difendere un diritto sacrosanto. Non spenderemo 50/60/70/80 euro per scioperare. Non servirà mantenere attiva una tessera sindacale che non risponde da 10 anni e che è costata fino ad oggi ca 1500 euro ad iscritto o più. I soldi non ci sono. Appunto. Neanche per altre professioni ci sono e se si ispirassero? Gli insegnanti aspettano una risposta dialettica sul piano delle idee e non delle offese, con intelligenza e apertura non con il passato e la chiusura.

Umori neri verso i decisori politici che fischiettando e girati dall'altra parte, han cercato di lasciare segni alla Storia ma non una storia di segni veri. Una professione cardine quella dell'insegnante, lasciata in balia delle onde più energiche del "dovete, siete obbligati, riempite, rispondete", in un balletto di passi strani, tipici dei "Pupi" con i fili invisibili che guidano. Hanno ridenominato una assurda pioggia di non sense: La buona scuola è  "La bona sola". Parliamo dei docenti spalmati a forza sul territorio nazionale, pena perdita del posto. Sono stati allontanati dalla vita, stracciati dai diritti, alienati dal pensiero gioioso, dai figli, divisi dagli affetti, dalla continuità didattica, dal valore dello stipendio ormai inesistente. Solo per algoritmo impazzito e si lascia impazzisce la società. Siamo sicuri?  Non v'è "traccia"! O forse... sì. Qual è il motivo? Perché? 

Nessuno del Governo non votato si dimette e tutto prosegue! Agli sgoccioli del mandato che si son dati, invece di costruire il consuntivo e porre le basi per ricostruire meglio, corrono a comprare tip e top per rattoppare il rilancio. Sui problemi scolastici una colata a picco. Richieste sempre più pressanti, bonus che portano ad uno svilimento professionale e a tutti contro tutti, dentro e fuori le mura scolastiche. La scuola è un ambiente favoloso. Deve essere distrutto, dunque, parcellizzato ai minimi termini. Unità d'apprendimento, minimo sapere; descrittori delle valutazioni innalzati, in modo che siano tutti promossi; indicazioni approssimate come "sì ai telefonini" senza fare una formazione ad hoc ai docenti per l uso esclusivamente e squisitamente didattico. Ci sono insegnanti che lo usano da 8-10 anni. La paura poi fa settare le aule informatiche e i pc per le lim, per il difficile quanto pericoloso uso del web, dunque addio ai libri misti dell'ultima generazione, limitandone l'uso e l 'efficacia ma addio anche a molte lim, a tanto altro.

La guerra oggi è diametralmente rovesciata. Le umane meschinità si possono sopportare fino ad un certo punto. Il sapere scolastico è  alla base delle conoscenze che salvano. Gli insegnanti lo sanno. La medicina, l'ingegneria, l'informatica, la robotica, la comunicazione, le neuroscienze ed altre, lo sanno. Il massaggio cardiaco era bandito dalle pratiche mediche e invece Moscati ha salvato miriadi di vite umane poco più di 100 anni fa. Interessante la notizia dell'oro che nasce dallo scontro di due neutroni, tutto può essere anche qui chissà,  dunque gli insegnanti aspettano e osservano le risposte da chi dovrebbero rappresentarli. Se la risposta non arriva, i sindacati dichiarano di non aver preso la vitamina D3 e non essere più la  forza del secolo scorso. Il giorno della disdetta è pronto. Sarà una data che chiamerà tutti al gratuito atto di presa di coscienza: i giochi sono finiti e il distacco dall'inutilità costosa, la disdetta della tessera sindacale e il tornato possesso degli euro potrà realizzarsi con una semplice lettera messa già a disposizione nel gruppo.

Migliaia di docenti lo stanno già  facendo. Poi si prenderanno distanze nette da una politica che non c'è ma questo è  già in essere. Non mi risulta che i docenti siano pronti ad attendere il colpo di grazia per mettere fine alle sofferenze della crocefissione sindacale. Ma la metafora spirituale ha una grande verità da non sottovalutare affatto, messa all'indice dalla paura, dalla incompetenza che fa gioco ad un vile potere. Le truppe degli insegnanti stanno tirando fuori tutto il loro sapere, saper fare, saper essere: difendersi, istruire,  pensare, scardinare e fare. Il bello è che lo sanno fare, eccome! Professionalità di tutti i tipi. Non è una utopia, forse può essere l' apertura allo sberleffo per una gretta battuta "non so suonare" ma se l'Istruzione o l'istituzione scolastica fossero guidate con la sapienza di un Direttore "d'orchestra", lui che sa ascoltare i tanti "strumenti", preparebbe "l'orchestra" alla sinfonia più bella per l'anima.

Concorso insegnanti, ancora attese e rinvii, ancora delusioni?

Fiamma Satta,“Io e Lei” Confessioni della Sclerosi Multipla, Mondadori


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