Mercoledì 13 Dicembre 2017 ore 17:51
IL DIACONO SERVITORE
Diaconato: Ora è il tempo di mani tese a totale Servizio degli altri
Il Diaconato è il servizio per eccellenza. La grazia del diacono è quella di essere animatore del servizio, non solo all'altare

Sempre più persone testimoniano il Sì integrale alla vita, coerente e rispettosa. Dire di sì con verità, fare della propria vita personale, una vita di testimonianza sociale sembra anacronistico, vecchio, stantio. Che errore! Proprio oggi c'è un estremo bisogno di trasparenza, condivisione, verità e integrità. Un coraggioso e totale esempio. I tempi "antichi" da vivere oggi. Il difficile può essere proprio lo spogliarsi di tante inutili sovrastrutture caricate addosso. Papa Francesco ha sottolineato come le tantissime persone che sono al servizio del prossimo, non lo sono affatto della propria personale agenda. Sono sposati, giovani, attenti, gentili, presenti e disponibili. Fanno riscoprire la bellezza del contatto umano semplicemente. Sono dei ponti di vita veri e propri, come vedeva il ponte S.Caterina da Siena stessa, dottore della chiesa e patrona d'Italia  e di Europa. Sono i diaconi, coloro che si consacrano dopo aver studiato teologia e si mettono a servizio di una diocesi.

Stiamo parlando del Diaconato, uno dei tre Ministeri in cui si articola il sacramento dell'Ordine Sacro con  Episcopato e Presbiterato. Le persone che s'investono di questo ministero, lo decidono perché desiderano testimoniare con la loro esperienza, il fatto che loro ci sono per te, vivono con responsabilità ed equilibrio ciò in cui credono, con dialogo e serietà morale. Il Diaconato è il servizio per eccellenza. La grazia del diacono è quella di essere animatore del servizio, non solo all'altare ma in tutti gli ambienti dove ci sono persone. Il diacono legge la Parola, assiste il sacerdote durante le celebrazioni tutte, aiuta il vescovo, amministra il battesimo, assiste e benedice i matrimoni. Tutto di concerto con l'autorità del Vescovo e del sacerdote poi, che presiede alla cura della comunità; presiede ai riti funebri,  istruisce e anima la comunità,  promuovere e sostiene le attività apostoliche dei laici. Nel Nuovo Testamento della Bibbia è uno dei termini più frequenti. Il Concilio Vaticano ne ha individuato il valore come Cristo servo.

Perché parliamo di questo? Perché proprio oggi, il coraggio è eroico, libero e laico. Vivere fino in fondo la Verità cristiana, di essere nella Verità della luce di Dio, nella via della vita che indica solo il bene verso il bene con il bene, ci si esercita al bene ed esso diventa salvifico. I principi che sorreggono tutte le carte universali dei diritti di ogni essere umano, le leggi fondanti il diritto romano, riprese in gran parte del mondo, sono tutte con lo stesso principio al bene personale e collettivo. Dio, se ascoltato con cuore puro e desideroso, agisce. Bisogna domandarglielo, saperlo domandare, volerlo domandare. Protendersi e ascoltarlo. Poi Lui ti prende in braccio e tu non te ne accorgi, come recita il pensiero di un anonimo brasiliano "Le orme sulla spiaggia". Sempre più nutrito il gruppo di giovani sposati e padri che han scelto questa vita trasparente. Messa a servizio di tutti e condivisa con la propria famiglia.

Cosa spinge a fare una scelta così? Di sicuro non è la domanda da porsi. Non deve interessare uno spaccato privato ma sociale. Oggi più che mai soffriamo le trasformazioni del "mai più come prima". Difficile poter digerire le trasformazioni e le evoluzioni del pieno e maturo tempo della rivoluzione informatica. La stiamo vivendo e c'è il nuovo in tutto. Ecco perché i ponti ora sono necessari: nipoti per i nonni, adolescenti con i genitori e genitori con i figli, insegnanti per gli studenti, diaconi per tutti. E non è solo il virtuale che è in un processo di infusione in ogni aspetto della vecchia vita reale, è la vita reale che, con scossoni forti e non facili da digerire, cambia.


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