Lunedì 23 Luglio 2018 ore 07:51
NUOVO GOVERNO
Marcello Veneziani: "C'è il rischio che i 2 populismi si annullino"
L'aspetto più inquietante dei grillini è che il loro dilettantismo giacobino ci porti verso proposte assurde

L'editorialista de Il Tempo ha parlato a lungo nella trasmissione radiofonica "Un Giorno Speciale", intervistato da Francesco Vergovich su Radio Radio in merito alla trattativa Lega-M5S e del ruolo di Silvio Berlusconi per la nascita di un nuovo Governo.

E' stato abile Berlusconi?

Ha scelto la posizione che dal suo punto di vista è la più efficace anche perché si può sfilare quando vuole quindi è quanto di meglio potesse fare, non credo che abbia fatto grandi passi avanti il centrodestra in questo modo anche oerché tra l'altro si attende anche un atteggiamento di disimpegno dalla stessa Meloni, quindi temo che quel centrodestra che rimane in piedi vuol dire che intanto ci giochiamo da soli questa partita noi leghisti poi in caso di emergenza arrivate voi e ricominciamo l'alleanza. E' solo una via d'uscita non è una omogeneità di alleanza rispetto a questo governo che si annuncia. Io parto dalla disperazione che sento condivisa da tanti riguardo all'ipotesi di un governo dei grillini e facendo uno sforzo estremo di realismo, considerando le cose che sono venute fuori nelle ultime ore, dicevo che forse l'unica soluzione per quadrare il cerchio, fermo restando che si debba andare credo in tempi relativamente rapidi alle elezioni, sia quello di creare sì un governo di garanzia, sì un governo che metta a fuoco le varie emergenze a cominciare dall'Iva, ma che non sia costituito da neutrali scelti da Mattarella e magari omogenei al vecchio establishment ma sia un Governo di figure autorevoli indicate dai 2 partiti vincenti, ovvero dal centrodestra nella sua interezza e dai grillini.

Come faranno la Lega e il Movimento Cinque Stelle a far collimare temi come l'economia e la politica estera?

Ci sono tre ipotesi. La prima è che si arrivi subito allo scontro e quindi questo Governo è soltanto un modo per perdere un po' di  tempo e per arrivare alle elezioni ed è forse l'ipotesi più probabile. C'è però un'altra ipotesi più perfida, che è quella che i due populismi, siccome sono incompatibili, sommandosi diano somma zero, cioè che alla fine non si produca nulla e quindi anche in politica estera si rimane dove eravamo. E poi una terza ipotesi. Cioè che la Lega, a differenza dei grillini, ha una sua storia e ha comunque un suo profilo politico e perfino ideologico. I grillini no, sono totalmente duttili. Quando si dice che Di Maio è un filoatlantico si fa riferimento a una dichiarazione di una settimana fa, ma se si torna indietro a quindici o a venti giorni prima magari si trova Di Maio filo Putin e così via. Trattandosi di una girandola continua, oltre una certa misura, diventa una pagliacciata.

Qual è il limite politico, se ce n'è uno, del Movimento Cinque Stelle?

L'aspetto più inquietante dei grillini, il pericolo maggiore, è che il loro dilettantismo giacobino ci porti verso quelle proposte assurde e impraticabili, dal reddito di cittandinaza in poi. Non avendo una loro idea, non avendo una storia alle spalle, non avendo criteri politici per valutare le cose, alla fine c'è il rischio che diventino i più malleabili da parte dei grandi poteri che contano. Già Di Maio ha dato un campione di questa sua duttilità quando ha fatto il giro delle sette chiese dei potenti per dire ''noi siamo pronti a trattare con tutti'', cioè ad adattarsi a tutti. C'è dunque da considerare che i grillini possano diventare l'ala politica più morbida, più malleabile, più duttile, proprio perché non hanno una coerenza da difendere e una linea da far rispettare, una linea che scoprono solo vivendo...

Il conflitto di interessi è fuori dal programma di Lega e Cinque Stelle. E' un modo per ringraziare Berlusconi?

Forse non solo Berlusconi, non escludo da questa logica la Casaleggio e Associati. E' una dichiarazione formale che vuol dire: non ti attacchiamo perché tu , Berlusconi, hai dimostrato un'attenzione benevola.

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