Lunedì 20 Maggio 2019 ore 18:32
ANCORA MALASANITÀ?
Agrigento, muore per un banale calcolo renale: diversi indagati
Una decina tra medici ed infermieri degli ospedali di Licata, Gela ed Agrigento sono stati accusati di omicidio colposo

Aveva 52 anni ed è morto due settimane fa a causa di una banale calcolosi renale, fastidio che si portava dietro da tempo, ma che per lui si è trasformato in un autentico calvario. Si era recato presso il pronto soccorso dell’ospedale di Licata con una colica in atto e il personale sanitario, dopo averlo visitato, gli aveva somministrato una terapia e l’ha dimesso.

I dolori però continuavano, quindi l’operaio licatese si era rivolto ad un urologo molto noto che opera a Gela e che gli avrebbe prescritto un antibiotico e alcuni antidolorifici per  fronte al dolore. E se ne era tornato a casa, ma i dolori erano ricominciati. Ancora più forti. Così è tornato al nosocomio di Licata, dove è tato sottoposto a una consulenza medica in medicina ed è stato nuovamente dimesso.

In preda a dolori atroci, però, dopo qualche ora il 52enne si era ripresentato in pronto soccorso  dove (secondo l’accusa) avrebbe trascorso più di 10 ore in astanteria, senza che gli venisse applicata alcuna terapia. Solo alle 8 della mattina seguente il medico montante in servizio si era accorto che l’uomo era in uno stato precomatoso: da qui l’intubazione d’urgenza e il trasferimento al nosocomio di contrada Consolida ad Agrigento, dove è arrivato in condizioni critiche. È stato operato, ma la sua gravità (era ormai in setticemia) non ha permesso alcun miglioramento e poco dopo è deceduto.

A causa di questa triste e assurda storia, come riporta Agrigento Oggi, una decina tra medici ed infermieri (del pronto soccorso e della chirurgia dell’ospedale di Licata, oltre all’urologo di Gela e ai medici dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento) sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Agrigento con l’accusa di omicidio colposo.

LEGGI ANCHE:

Brescia, muore di otite a soli 4 anni. Trattasi di malasanità?

Spuntano strani cartelli nelle Asl: “Non picchiate gli infermieri”


ARTICOLI CORRELATI
Il play americano guida i capitolini con una prestazione fenomenale
I ragazzi di Piero Bucchi vincono tra le mura amiche e la promozione si fa sempre più vicina
I PIU' LETTI IN CRONACA I PIU' LETTI DELLA SETTIMANA I PIU' LETTI
1
In questi giorni si sta diffondendo su Whatsapp un comunicato, divenuto virale, con un lungo elenco di nuovi autovelox
2
Chiamare prevenzione una mammografia è sbagliato, perché la vera prevenzione è nei comportamenti dietetici quotidiani
3
Il giovane falciato nelle prime ore del mattino da un'auto, il cui conducente si è fermato a prestare soccorso. Un'intera comunità è sotto shock
4
Tre casi registrati tra Montesacro e il quartiere africano. Fatti che passano in secondo piano rispetto alle altre storie di cronaca nera
5
Lo ha detto l'avvocato del marinaio accusato dello stupro a Radio Cusano Campus: "Ha cambiato versione troppe volte"
1
I dissidi tra padre e figlia erano frequenti. E' da capire se la giovane donna abbia agito per difendersi da un'aggressione del padre
2
Da segnalare che all'interno della stazione ferroviaria di Frosinone manca un sistema di videosorveglianza
3
E così, da cinquant'anni pare non si possa essere di "sinistra", senza essere antifascisti...
4
Sequestrati beni per circa 2,5 milioni di euro
5
La donna è stata operata ed è ricoverata in prognosi riservata
1
In questi giorni si sta diffondendo su Whatsapp un comunicato, divenuto virale, con un lungo elenco di nuovi autovelox
2
La cultura, se patrimonio condiviso, è elemento di identità e coesione sociale, oltre a costituire il vero valore aggiunto
3
Chiamare prevenzione una mammografia è sbagliato, perché la vera prevenzione è nei comportamenti dietetici quotidiani
4
Il giovane falciato nelle prime ore del mattino da un'auto, il cui conducente si è fermato a prestare soccorso. Un'intera comunità è sotto shock
5
"Restituiamo finalmente un futuro a 6 milioni e mezzo di persone che fino ad oggi hanno vissuto in condizione di povertà"
Il Quotidiano del Lazio è un marchio di Vergovich Comunicazione Srls.
Autorizzazione Tribunale di Velletri n°8/13 del 17/05/2013

Direttore: Francesco Vergovich
P.iva n° 12555091003
info@ilquotidianodellazio.it

[ versione mobile ]