Mercoledì 19 Settembre 2018 ore 06:49
IMMIGRAZIONE
Nicola Gratteri: ''L'immigrazione non è un'emergenza''
Intervista Nicola Gratteri, Magistrato e Procuratore della Repubblica di Catanzaro

Intervista Nicola Gratteri, Magistrato e Procuratore della Repubblica di Catanzaro, rilasciata ai microfoni dell’emittente radiotelevisiva Radio Radio all’interno della trasmissione di Francesco Vergovich, Un Giorno Speciale, in questa occasione coadiuvato dal giornalista Marco Antonellis di Affaritalini.it.

 

Che cosa ne pensa degli immigrati ospitati a Rocca di Papa nel centro di accoglienza Mondo Migliore decine dei quali sono irreperibili? Un problema lo produce questo allontanamento, che idea si è fatto al riguardo?

Si continua a parlare del problema immigrazione come se fosse un’emergenza, è l’approccio che è sbagliato. L’immigrazione non è un’emergenza né lo sarà. Ormai è strutturata da decenni, L’Europa non ha voluto  e non ha pensato a risolvere il problema dell’Africa, perché il problema non è l’immigrazione. L’immigrazione è un effetto, un risultato dello sfruttamento dell’Africa da parte del mondo occidentale. In special modo i francesi, gli inglesi e gli olandesi, in particolare i francesi che in questo momento fanno i censori e che spiegano all’Italia cosa fare, francesi che sono da sempre colonizzatori e sfruttatori, quando invece loro hanno fatto morire gente al confine a Ventimiglia. Di tutti gli Stati d’Europa, i francesi sono gli ultimi a poter parlare, perché è la Storia che li smentisce.

L’Europa non ha voluto affrontare il problema, perché avrebbe dovuto fare una rivisitazione storica della politica coloniale compiuta dai più ricchi Stati europei, compresa l’Italia, e da questa specie di rivoluzione di primavera nordafricana in cui nella realtà in cui hanno fatto a gara, in particolare ancora i francesi, ancor prima che l’Onu, prima che la Nato decidessero e discutessero il da farsi sulle rivolte più o meno organizzate, più o meno ispirate,  dei cittadini dei Paesi del Nord Africa, lanciavano missili in Libia per arrivare prima ai pozzi di petrolio. Quindi il prodotto dell’Europa qual è stato? Un ulteriore odio verso l’Europa. Questo poi spiega l’alibi dell’Isis che è accanito con i francesi o con altri Paesi come Inghilterra e Olanda.

 

Attualmente però in Africa è entrato un altro ‘’cliente’’, molto più forte dell’Europa, cioè la Cina e sta facendo quello che l’Europa avrebbe dovuto fare già da vent’anni.

Certo, la Cina sta comprando l’Africa per quattro soldi. Italia e Francia hanno le loro raffinerie, ma la Francia è presente anche militarmente nel Centro Africa e davanti alle postazioni francesi passano queste carovane di immigrati, tutti parlano dei morti in mare nel Mediterraneo, ma nessuno parla dei morti che attraversano il deserto. Se il 98% degli immigrati parte da quattro Stati del Centro Africa, io non capisco perché ad esempio per quanto riguarda l’Italia l’Aise non interviene in modo massiccio e va a vedere la situazione? Si trova all’estero per tutelare la sicurezza dell’Italia, perché non è lì quando parte il 98% degli immigrati per accordarsi per l’attraversamento del deserto interfacciandosi con i sistemi e con le strategie degli altri Servizi segreti Esteri? Non ha senso andare in Libia e discutere con una frangia che controlla un quarto del Paese, mentre i francesi  parlano con gli altri che controllano tre quarti della Libia. Non mi pare la soluzione del problema. Io non starei qui a contare se i migranti erano 90 e adesso sono 80, non è questo il problema. Intanto bisogna capire qual è stato il prezzo e soprattutto la soluzione non è mettere un tappo davanti alle coste della Libia, ma andare a capire cosa sta accadendo nel Centro Africa. Poi dovete pensare che un dollaro in Italia vale 8 dollari nel Centro Africa, quindi con una spesa minore si poteva andare tranquillamente a costruire lì in Africa delle strutture e questo era il modo più democratico e più economico per rallentare le immigrazioni.

Ritornando agli immigrati fuggiti dalla struttura di Rocca Di Papa. Che cosa accade, hanno già lo status di rifugiati politici o no?

Assolutamente no, li avranno al massimo identificati. Questi come migliaia e migliaia staranno cercando di raggiungere altri parenti attraversando la Francia e la Germania per  arrivare in Inghilterra.

 

Come fanno ad arrivarci senza documenti e risorse?

Rubando, elemosinando, cercheranno di avere qualche possibilità e, se riusciranno ad arrivare, chi è già lì insediato li recupererà.

 

Se le autorità competente li trovano?

Li porteranno in un altro centro di accoglienza da cui tenteranno ancora di fuggire.

 

Foto presa dal profilo ufficiale Facebook di  Nicola Gratteri

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