Domenica 17 Novembre 2019 ore 20:32
SAPORI E STORIA
Anzio, Alceste al Buon Gusto, luogo di arte culinaria e tradizione
Il Messaggero ha stilato una classifica di ristoranti posizionando al primo posto il ristorante Alceste al Buon Gusto di Anzio

A fine giugno Il Messaggero, nella sua edizione romana, pubblicava un elenco dei migliori ristoranti delle località turistiche della costa a sud di Roma posizionando al primo posto della classifica stilata il ristorante Alceste al Buon Gusto di Anzio; durante la stagione estiva abbiamo voluto verificare alcune delle caratteristiche che dovrebbero rendere un ristorante a cinque stelle tale anche nei periodi più hot, nei periodi di maggiore affluenza turistica e stress lavorativo quando, in alcuni casi, a farne le spese sono qualità e sapore dei piatti oltre all’efficienza delle cucine e del servizio al cliente.

È quello che abbiamo valutato in più occasioni prenotando sia in giorni feriali che nel fine settimana presso Alceste al Buon Gusto, per capire quanto davvero meriti il primo posto attribuitogli dal quotidiano romano, trovando in entrambe i casi il ristorante al completo sia all’interno sia sulla spettacolare terrazza che, con l’affaccio a picco sulla spiaggia e sul mare, offre al cliente uno scenario diurno e soprattutto serale davvero mozzafiato. Nell’entrare siamo stati accolti con estremo garbo all’interno di un ambiente il cui stile e i cui colori sposano con armonia e gusto l’esclusivo tema gastronomico ittico oltre che il relativo stile marinaro, un ambiente sobrio ed elegante diventa accogliente per i suoi ospiti; una delle peculiarità del locale, al suo interno, è la possibilità di godere della vista sul mare e di una veduta panoramica pressoché da qualsiasi punto. Inizialmente, in considerazione dell’essere al completo, ci siamo accostati alla cena alquanto scettici e dubbiosi non solo sulla qualità dei piatti ma anche sui tempi di attesa che ci sarebbero spettati già rimpiangendo rinomati ristoranti romani nei quali il numero dei clienti è ben poca cosa rispetto all’efficienza del ristorante; ben presto, tuttavia, abbiamo iniziato a renderci conto che avremmo potuto ben sperare in tempi normali per essere serviti dopo aver ordinato alcune delle presunte prelibatezze delle quali, con grande pazienza ed estrema disponibilità e cortesia, la proprietaria Marielena ce ne ha prospettato ingredienti e modalità di cottura.

Le nostre speranze, in effetti, durante la cena si sono avverate grazie ad una organizzazione di cucina chiaramente efficiente, un servizio impeccabile e una gustosità dei piatti sinceramente mai incontrata prima pur avendo visitato molti ristoranti che fanno del pesce il proprio punto di forza; eppure Alceste al Buon Gusto ad Anzio ha dimostrato di avere un marcia in più per l’offerta di pesce fresco di giornata, che ci ha davvero stupito, per l’attenzione all’ospite anche in caso di pienone, per il rispetto della tradizione gastronomica che la famiglia Regolanti si trasmette da generazioni assieme ai segreti di una cucina al contempo leggera e gourmet che diventa una vera arte culinaria nelle sapienti e accorte mani di chi ha generato, dal proprio lavoro e dedizione, una passione grazie alla quale il gusto non abbandona i sapori di un tempo ma li trasforma rinnovandoli e conferendo loro nuova linfa vitale.

Piacevolmente e positivamente incuriositi e soddisfatti dal gusto degli "assaggini all’Alceste", mix di pesce che resta fedele alla tradizione strizzando l’occhio alla innovazione e alla sperimentazione in cucina, dei maltagliati fatti a mano serviti con coccio e pecorino, della rinomata e pluripremiata zuppa di pesce di mamma Regina e dell’astice alla catalana giungiamo a fine cena in cui la chicca è rappresentata dal dessert che abbiamo scelto per iniziale curiosità; è un dolce di mele che in realtà è un insuperabile e delizioso strudel, dalla originale realizzazione, che gustiamo e del quale, sorpresi, ci concediamo un goloso bis mentre la proprietaria Marielena ci spiega che viene da lei preparato sin dalla mattina con sapienza ed estrema pazienza.

È però Giuseppe, il figlio, il quale ci ha seguiti dal nostro arrivo supervisionando costantemente le attenzioni dei camerieri e quasi coccolandoci, a spiegarci che la grande dedizione di famiglia ha sempre dato i suoi frutti con riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale e che le tradizioni dei bisnonni e dei nonni sono state tramandate attraverso generazioni.

Lasciamo i nostri anfitrioni al loro lavoro, piacevolmente appagati da una cena superlativa mentre ci accompagna, come si conviene ad un padrone di casa, il fratello di Marielena Igino grande animatore il quale ci saluta lasciandoci confusi, oltrettutto, per la cordialità ed affabilità incontrata; decisamente Alceste al Buon Gusto merita la sua prima posizione.


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