Venerdì 19 Aprile 2019 ore 21:12
POLITICA ITALIANA
Mattarella in difesa delle Authority e al Governo: "Il potere inebria"
Il Capo dello Stato si schiera in difesa delle Authority (a cominciare da Bankitalia) difendendole dalle critiche arrivate da esponenti del governo
Sergio Mattarella

“La nostra Costituzione consente di superare difficoltà e di garantire l’unità della società anche perché ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere. C’è un sistema che si articola nella divisione dei poteri, nella previsione di autorità indipendenti, autorità che non sono dipendenti dagli organi politici ma che, dovendo governare aspetti tecnici, li governano prescindendo dalle scelte politiche, a garanzia di tutti“. Lo ha detto ieri il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale alcune scuole secondarie di secondo grado che gli hanno rivolto diverse domande. Un riferimento non esplicito ma chiarissimo con cui il Capo dello Stato si schiera in difesa delle Authority (a cominciare da Bankitalia) difendendole dalle critiche arrivate da esponenti del governo. La vicenda di Bankitalia è la più lampante (con il vicepremier Luigi Di Maio che risponde “E allora si candidino” alle perplessità espresse sul Def) ma di recente sono arrivate parole dure anche per l’Ufficio parlamentare di bilancio e per l’Anac. Ieri Mattarella ha voluto mettere le cose in chiaro: le autorità indipendenti esistono proprio a garanzia di tutti, per evitare che qualcuno abbia troppo potere.

“C’è un sistema complesso di pesi e contrappesi– ha proseguito il Capo dello Stato- come insegna la nostra Costituzione. Perché? Perché la storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere. Ci sono, rispetto a questo pericolo, due antidoti. Il primo è personale: una capacità di autodisciplina, di senso del limite, del proprio limite come persona e come ruolo che si esercita, un senso di autocontrollo – e, ragazzi, anche, perché no – di autoironia che è sempre molto utile a tutti. C’è poi un altro antidoto che è quello di meccanismi di equilibri che distribuiscono le funzioni e i compiti del potere tra più soggetti, in maniera che nessuno, da solo, ne abbia troppo. La nostra Costituzione conta molto sul primo aspetto, quello dell’autodisciplina e dell’autocontrollo, ma ha messo in campo una serie di meccanismi di articolazione del potere che garantiscono quell’obiettivo. Questo consente anche al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema in maniera adeguata, ma il merito è della Costituzione”.

“Bisogna sempre avere la conoscenza e il ricordo della storia per valutare le condizioni in cui si opera”, dice ancora Mattarella. “Ogni Presidente della Repubblica che si succede in questo ruolo- ha spiegato Mattarella- incontra problemi e difficoltà, incontra condizioni diverse. Io penso sempre a quelle maggiori che vi sono state in periodi precedenti. Quando penso alle difficoltà che vi sono in questo periodo, penso gli anni ’70. Voi non eravate nati, ragazzi, ma io ero già tra i trenta e i quaranta anni. Era il decennio del terrorismo, degli attentati, delle bombe; venivano assassinate moltissime persone, spesso tra le migliori della Repubblica. Quelle erano condizioni tragiche, di difficoltà. Bisogna sempre avere la conoscenza e il ricordo della storia per valutare le condizioni in cui si opera. E questa è una cosa che si riallaccia in fondo alla forza della nostra Costituzione: essere garante della Costituzione, o perlomeno essere Presidente della Repubblica garante che rappresenta l’unità nazionale, che non è soltanto quella del territorio ma anche quella della società, quella delle istituzioni, quella della vita in comune”.

“La nostra Costituzione, per fortuna- prosegue il Capo dello Stato- è riuscita a superare momenti difficili, riesce sempre a superare momenti difficili, anche perché ha anche alcuni elementi che la difendono. E’ una Costituzione, come si dice, ‘rigida’ nel senso che non può essere cambiata da una legge normale, occorre una procedura particolarmente impegnativa per cambiarla. Questo le garantisce stabilità e autorevolezza. E’ una Costituzione che i nostri Costituenti scrissero con molta capacità dotando le norme che vi sono scritte di una elasticità che riesce a disciplinare situazioni nuove, non prevedibili nel 1948. Il mondo cambia, cambia la vita sociale, cambia la vita economica, cambia costantemente il mondo. Quelle norme furono scritte in maniera tale da avere la capacità di abbracciare e regolare anche condizioni allora non prevedibili”.

Maria Carmela Fiumanò, Agenzia Dire

 

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