Mercoledì 18 Settembre 2019 ore 03:11
"La differenza invisibile", racconta la malattia che non si vede
I segni sono nascosti e difficili da comprendere quando si tratta di sindrome di Asperger...

Non c'è niente di meglio che una esperienza vissuta e sentita che ti possa far capire cosa ti modifica l'esistenza con una sindrome, un morbo o una patologia e se questa è narrata come la società di oggi vuole cioè per immagini, allora sarà facile captarne i segni e capirne i limiti che essa dà e lo possono capire tutti. I segni sono nascosti e difficili da comprendere quando si tratta di sindrome di Asperger, così chiamata perchè prende il nome del medico che per primo ne delineò quei tratti che danno disturbi non facilmente percettibili nell’interazione con gli altri, sistemando disegni insoliti di scambi e dunque limitandoli. "La differenza invisibile", Julie Dachez e Mademoiselle Caroline, Edizioni LSWR, è il fumetto della storia di una ragazza di 27 anni immersa nella frenetica, caotica società di oggi che ti vuole sempre attenta, sempre presente, sempre alla moda, dunque interessante per una immediata risposta, quella che io chiamo 'a click'.

Il libro ti fa vedere come si strutturano una serie di paure nel vivere con gli altri, un sociale che pone l'indifferenza e i limiti per la difficoltà di starci se non sai fare 'click', se non sai rispondere ad ogni sollecitazione. Ti fa vedere anche come non sia facile capire di esserne affetti, soprattutto se si è donna perchè si nasconde proprio bene. Ti fa vedere due aspetti dell' 'invisibile', quanto possa esserlo la sindrome stessa e quanto lo si è avendola: il sentirsi invisibile e avere un'invisibile disfunzione. Ho sempre sostenuto che l'essere differenti rende unici e che non ci sarà mai nessuna condizione imposta anche dalla salute a renderti 'meno' anzi, è più sicuro incontrare persone con buoni intenti e pensieri belli e allora non è un problema se si conosce e si aiuta a capirlo.

E' l'intento dell'autrice Julie Dachez che si ispira proprio alla sua storia e di Mademoiselle Caroline che l'ha illustrata: “Ricordate che in voi non c’è niente da guarire, niente da cambiare. Il vostro ruolo non è di rientrare in uno stampo, ma di aiutare gli altri, tutti quanti, a uscire da quello in cui sono costretti. Accogliendo la vostra identità profonda, riconciliandovi con la vostra unicità, diventate un esempio da seguire”, Il messaggio dunque è che si può poter affrontare la vita in un modo tranquillo e cambiare al meglio con una nuova vita. A titolo informativo e non medico oggi si può svolgere un semplice test per sapere se se ne è affetti ed è messo a disposizione proprio dal mondo Aspie (aspe.com) e magari approfondire in modo medico per una vera diagnosi.

Portare all'attenzione di tutti un mondo autistico così specifico e delicato certo è, per come la penso io un favore visto la sua 'invisibilità caparbia ma il prendere ad esempio un mondo che ha le sue difficoltà additandone persone che secondo il parere personale rispondono pubblicamente in modo alienato non è né esatto, né intelligente, né pulito. Allora un invito a Beppe Grillo (autore qualche giorno fa di una battuta ironica molto discutibile che ha coinvolto l'autismo), mi sento proprio di farlo con passione: "Fai il test anche tu perchè chissà, saperlo è decisamente una possibilità verso una nuova vita".

 

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