Giovedì 15 Novembre 2018 ore 20:15
PREMIO BRUNTWOOD 2013
Piccolo Eliseo va in scena "Il giorno del mio compleanno"
Frankie è morto. E nessuno è sicuro del perché. Ma i ragazzi non ne parleranno. Non possono, forse ci sono alcune verità che non vogliono condividere.

Piccolo Eliseo presenta da giovedì 15 novembre a domenica 2 dicembre 2018Il giorno del mio compleanno” So Here We Are di Luke Norris, traduzione a cura di Enrico Luttmann.

Con Giovanni Arezzo Pic, Antonio Bandiera Noce, Laurence Mazzoni Puh, Federico Gariglio Dany, Grazia Capraro Chri, Luca Terracciano Franky, scene Tommaso Ferraresi, regia Silvio Peroni, produzione Khora.teatro in coproduzione con COMPAGNIA MAURI STURNO.

Frankie è morto. E nessuno è sicuro del perché. Ma i ragazzi non ne parleranno. Non possono, forse ci sono alcune verità che non vogliono condividere.

Vincitore del Premio Bruntwood 2013, l'opera del trentaduenne Luke Norris So Here We Are (in italiano si è scelto di tradurlo non letteralmente in Il giorno del mio compleanno), è una storia su ciò che può accadere quando non succede niente, uno sguardo compassionevole sulle giovani vite interrotte e un toccante ritratto di amicizie infantili che faticano ad accettare la loro vita adulta.

Un cast di sei giovani attori interpretano altrettanti personaggi sull'orlo del baratro per il resto della loro vita. Un testo divertente sul dolore, sui legami di amicizia, sul coraggio di andare avanti e sulla paura di crescere.

Dialoghi dove l’umorismo spadroneggia

Frankie, l'ultimo membro di una giovane squadra di calcio a 5, è morto. Dopo il suo funerale gli amici di sempre, si radunano su un muraglione vicino ad un luna park abbandonato, lamentando la morte del loro comune amico.

Si tratta di un dialogo a quattro dove l'umorismo padroneggia su una circostanza molto triste: si parla su chi abbia scritto Peter Pan (Walt Disney o un certo Barrie?), vengono presi in giro l'amico gay e l'altro obeso.

Il dialogo di Luke Norris è esilarante ma non così spiritoso da sembrare artificiale.

È autenticamente banale, come se avesse registrato le conversazioni sugli autobus o nei pub o, data l'immaturità dei personaggi, nei campi da calcio; questo approccio naturale e realistico è la vera forza del testo.

Le rivelazioni e gli snodi della vicenda narrata non avvengono mai in un modo sorprendente, ma come naturali evoluzioni drammaturgiche. Tutto questo porta al finale, interpretato senza dialogo, in cui la natura di quella che sembrava essere una semplice bugia viene portata allo status di un enorme tradimento.

Norris racconta la storia con una tale sensibilità e compassione da costringere lo spettatore a guardare la vita di queste persone che potrebbero essere facilmente trascurate.

L'intero primo atto è una lunga esorcizzazione del tragico evento: una morte che mette i quattro ragazzi di fronte ai problemi "del futuro". Tre di loro condividono storie irrilevanti e giocano in modo infantile, mentre un quarto rimane lontano, isolato dal gruppo.

Tutti aspettano Chri, l'ormai ex fidanzata di Frankie che ha chiesto agli amici di riunirsi in quel posto per compiere un ultimo in gesto in memoria del ragazzo. E l'arrivo di Chri, fa emergere rivelazioni il cui significato verrà chiarito solo quando la storia tornerà alla notte in cui Frankie è morto.

Nel secondo atto c'è un lungo flash back

Si racconta l'ultima giornata di vita di Franky. Veniamo a conoscenza della sua depressione e del suo rapporto con Chri ormai a un bivio: è il suo compleanno e, oltre a una cena romantica con la fidanzata che probabilmente sposerà, visita ognuno dei suoi vecchi amici, uno per uno…

Si tratta di otto veloci dialoghi a due tra Franky e ognuno dei suoi amici fino ad arrivare alla vera spiegazione della sua morte nel tragico finale

Note di Regia

Una generazione intrappolata. Quattro ragazzi vestiti tutti di nero dopo un funerale, come fossero già appesantiti dalla perdita, in particolare la libertà dell'infanzia. 

Ogni pensieroso sorso di birra, ogni frase della loro conversazione è una battuta su argomenti generici – potrebbero dire qualsiasi cosa pur di evitare di riconoscere le proprie emozioni.

È uno scenario di provincia quello raccontato, con orizzonti limitati e vite allineate, dove il calcio ha un ruolo socializzante nella vita degli esseri umani e assume la qualità “universale” di grande livellatore di cultura e classe sociale.

Durata atto unico 1 ora e 35’

PICCOLO ELISEO

Da giovedì 15 novembre a domenica 2 dicembre 2018

Orario spettacoli:

Dal martedì al sabato ore 20.00 - domenica ore 17.00

Foto di GuglielmoVerrienti


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