Martedì 21 Gennaio 2020 ore 12:03
31 GENNAIO - SECONDA PARTE DELLA STAGIONE
Teatro Argot Studio tre performances in anteprima di "Margine Operativo"
Dal 31 gennaio al 12 maggio, quindi, l’officina culturale Argot sarà animata da un significativo gruppo di artisti, tutte sensibilità fortemente volute e pronte a mettersi in gioco

“Ceci N’Est Pas un Thèatre Stagione teatrale 2018/2019 – seconda parte

Dopo il successo della prima parte di stagione targata Argot Produzioni, che ha visto in scena ben sette spettacoli nati in casa, dal 31 gennaio 2019 il Teatro Argot Studio è pronto a inaugurare la seconda parte, questa volta completamente dedicata alle ospitalità e come sempre, da trentacinque anni a questa parte, realizzata nel segno della contemporaneità, dando spazio a linguaggi rinnovati e mai scontati.

Dal 31 gennaio al 12 maggio, quindi, l’officina culturale Argot sarà animata da un significativo gruppo di artisti, tutte sensibilità fortemente volute e pronte a mettersi in gioco, con la Direzione artistica: Francesco Frangipane e Tiziano Panici

Ad aprire la stagione, dal 31 gennaio al 3 febbraio, tre performances e uno spettacolo in anteprima di Margine Operativo, progetto artistico che muovendosi da sempre in più campi d’azione ha stimolato negli anni l’interesse del pubblico e della critica, infatti, proprio a loro, il critico teatrale Andrea Pocosgnich ha dedicato il libro I teatri di Margine Operativo, che verrà presentato il 2 febbraio all’Argot.

Il 31 Gennaio 2019,Vita D’Artisti, Conferenza/Performance sulla condizione dei lavoratori dello spettacolo, ideazione Alessandra Ferraro e Pako Graziani, drammaturgia e regia Pako Graziani, con Tiziano Panici, liberamente tratto da: Vita di artisti: ricerca nazionale sulle condizioni di vita e di lavoro dei professionisti dello spettacolo realizzata dalla Fondazione Di Vittorio con il contributo e il supporto della SLC-Cgil. Vita di artisti: la condizione dei lavoratori dello spettacolo, pubblicato il 18 maggio 2017 da Mimma Gallina sulla webzine di cultura teatrale ATEATRO.

Il primo F 35 italiano ha compiuto la trasvolata dell’Atlantico, pubblicato l’8 febbraio 2016 su Il Sole 24 ore. Sempre il 31 gennaio, Beatiful Borders, ideazione Pako Graziani e Alessandra Ferraro, regia Pako Graziani, coreografie Francesca Lombardo, performer Francesca Lombardo, sound designer Dario Salvagnini, voce Tiziano Panici.I confini intorno a noi sono convenzionali e geografici, astratti e reali, fisici e mentali.

Le identità a loro volta sono individuali e collettive, costruite e fratturate dall’esperienza dell’attraversamento dei confini, drammatico campo di tensione, quest’ultimo, in cui spesso la ricerca di una vita migliore s’infrange sulla catastrofe della morte.

Lo “sconfinamento” è un processo indefinitamente (ri)costituente, capace di porre in discussione gli ordini consolidati. Quindi a chiudere la serata, Odissea Furiosa, ideazione Pako Graziani e Alessandra Ferraro, regia Pako Graziani, coreografie Francesca Lombardo, performer Francesca Lombardo.

Prendendo le mosse dal poema omerico, un’avventura fatta di bellezza, di coraggio, ma anche d’inganni, di condizioni avverse e di guerre, si guarda a Ulisse come avido assaltatore di città, seminatore di guerre perfino fra gli innocui ciclopi che si cibano di api e parlano ai fiori.

Dal 1 al 3 Febbraio 2019 anteprima di La Frontiera, ideazione Alessandra Ferraro e Pako Graziani
drammaturgia e regia Pako Graziani, liberamente tratto da testi di Alessandro Leogrande, Annalisa Camilli, Cormac McCarthy, con Tiziano Panici.

Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell'arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità. Nella storia nulla è predeterminato; la storia è una traccia lasciata nel tempo da scelte umane molteplici e di diversa origine, quasi mai coordinate.

Si prosegue, dall’8 al 10 febbraio, con uno spettacolo di Davide Carnevali che vede in scena Fabrizio Martorelli, Peppa Pig prende coscienza di essere un suino + Performance, un’amara riflessione sulla perdita del valore del gesto artistico nella nostra società.

Fresca del successo di Romaeuropa Festival 2018, Fabiana Iacozzilli sarà in scena nel mese di febbraio, dal 12 al 17 e poi dal 22 al 24, con La classe - un docupuppets per marionette e uomini, intenta a indagare il rapporto tra l’infanzia e il diventare adulti attraverso una riflessione sul senso profondo del ricordo.

Dal 16 al 21, poi, un progetto speciale in collaborazione con l’Odin Teatret vedrà l’Argot animato da un ciclo di incontri/riflessioni e spettacoli sull’esperienza teatrale, immaginato da uno dei gruppi teatrali che più ha ispirato le ultime generazioni artistiche e che è stato motore, in Italia e nel mondo, di un pieno rinnovamento dei linguaggi scenici attivando una vera e proprio rivoluzione che ha messo al centro della creazione artistica l’uomo/attore/creatore.   

Quindi dal 27 febbraio al 2 marzo, due messe in scena della compagnia Menoventi, uno dei collettivi artistici più interessanti, attivo negli ultimi dieci anni nel panorama nazionale; dall’8 al 10 Kronoteatro, reduce dalla presentazione della propria teatrografia alla Biennale di Venezia 2018, con lo spettacolo Cannibali, un lavoro su due differenti abitudini e prospettive di praticare e percepire il potere.

Si prosegue, sempre a marzo, dal 12 al 17 con Itaca per sempre di TrentoSpettacoli, che ribalta e umanizza, come l’omonimo romanzo di Luigi Malerba da cui è tratto, il mito di Ulisse e Penelope.

Dal 26 al 31 marzo The dead dogs, un testo di Jon Fosse, portato in scena dalla compagnia Dellavalle/Petris e prodotto dalla Corte Ospitale: un giovane uomo uccide il suo vicino di casa perché quest’ultimo ha ucciso il suo cane, una violenza cieca che esplode nel quotidiano e che finisce per sembrare così vicina a noi.

Ad aprile, dal 3 al 7, è in scena Stranieri un testo di Antonio Tarantino con la regia di Gianluca Merolli, che vede in scena un uomo barricato nella sua casa d’oro, pronto a difendersi da chiunque, persino dalla moglie e dal figlio, cittadini del regno dei morti. A concludere il mese, dal 12 al 14, L’ospite - una questione privata- di Oscar De Summa, regia di Ciro Massella, spettacolo intento a scoprire i limiti e i confini della giustizia e della libertà personale, quindi i comportamenti umani e il loro sconfinamento nell’inumano.

Dal 23 al 30 aprile Argot sarà casa per la residenza del NEST, a lavoro su Non plus ultras, progetto d’indagine teatrale firmato da Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano, che nasce dall'esigenza di comprendere i meccanismi di uno dei più grandi fenomeni di aggregazione sociale degli ultimi 50 anni: le tifoserie calcistiche, nello specifico il fenomeno Ultras.

La restituzione della settimana di residenza avverrà il 2 maggio così da aprire OVER – rassegna di teatro emergente, in scena fino al 12 maggio e targata Argot Produzioni e Dominio Pubblico, un progetto quest’ultimo di audience development, nato tra le pareti di questa casa e di quelle del teatro dell’Orologio.

La rassegna è animata da giovani talenti della scena ancora inesplorati, nuove intelligenze su cui scommettere per dare rinnovata vitalità al sistema del teatro italiano: MAT young Duecento decibel, Compagnia Licia Lanera Mamma, Valerio Peroni e Alice Occhiali in scena con Lunghe notti, DomesticAlchimia Una classica storia d’amore eterosessuale, Alessandro Blasioli con Questa è casa mia, Anonima Sette Il Pianeta, Lucrezia Coletti Di mostri benedetti e Paolo Tommaso Tambasco con Due amiche.

Una chiusura di stagione perfettamente coerente con il lavoro e con la naturale inclinazione di Argot, ovvero luogo in cui formarsi, sperimentare e crescere, prima come persone poi come artisti. Ad abitare e animare la seconda parte anche tante realtà da sempre affini ad Argot, declinate in forme diverse: laboratori, festival e premi.

Non manca, infatti, il laboratorio di visione e scrittura critica Il falso specchio, tenuto da Teatro e Critica, il festival di teatro off Inventaria, le selezioni per il premio Hystrio e ancora il laboratorio di recitazione Zappattori, seguito da Lucrezia Coletti e il corso di tecnica Meisner guidato da Laura Nest. 

Infine, la rinnovata e storica presenza nella piazza di San Cosimato con il progetto Il Banditore di Trastevere, creato e immaginato con la complicità di quattro giovani associazioni del territorio: Il Ventriloco, Picaro e Zalib – I ragazzi di via della Gatta e sostenuto e accompagnato dall’assessorato alla cultura del Municipio Roma I – Centro Storico.

Orario spettacoli:

dal martedì al sabato ore 20.30

domenica ore 17.30

Teatro Argot Studio

Via Natale Del Grande, 27| 00153 Roma

www.teatroargotstudio.com

 


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