Martedì 20 Agosto 2019 ore 04:55
Ricercato di Poggio Mirteto per violenza sessuale scovato a Palestrina
L'uomo sapendo di dover finire in carcere per un anno e mezzo si era allontanato dalla propria abitazione facendo perdere le proprie tracce
Palestrina Panorama

Nella  serata di venerdì 15 marzo, i Carabinieri della stazione di Poggio Mirteto (Ri) spinti da grande acume investigativo e con la collaborazione dei colleghi della compagnia di Palestrinna (Rm) hanno poto fine alla irreperibilità di un pregiudicato italiano originario della Sabina di 45 anni, colpito da un provvedimento restrittivo.

L' uomo sapendo di dover finire in carcere per un anno e mezzo a causa di un'aggressione a una donna, probailmente una prostituta, circostanze avvenute in provincia di Roma nel 2010, e avendo da scontare una parte residuale della condanna iniziale, si era allontanato dalla propria abitazione di Poggio Mirteto per una destinazione ignota, a detta dei familiari, interrompendo anche con loro ogni tipo di rapporto e facendo perdere le proprie tracce.

La Procura generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Roma, calcolando la pena rimanente da scontare, emetteva il provvedimento di carcerazione per i reati di sequestro di persona e violenza sessuale; da quel giorno appena l'atto giungeva presso gli uffici del Comando Arma di Poggio Mirteto, il personale della stazione iniziava una serie di accertamenti riservati a cavallo tra le province di Rieti e Roma, effettuando una serie di lunghi servizi di osservazione e controllo statici e dinamici. 

Nel pomeriggio del 15 marzo (u.s.) la svolta. Infatti i militari avevano quasi la certezza che il ricercato potesse trovarsi presso una comunità terapeutica per persone con problemi di tossicodipendenza, situata nella periferia del comune di Palestrina (Rm). A questo punto quattro carabinieri della stazione di Poggio Mirteto, raccordandosi con i colleghi del posto, si recavano nel luogo probabile di presenza dell'uomo, ed effettivamente lo rintracciavano, e davano attuazione all'ordine di esecuzione per la carcerazione.

L'arrestato - che si dimostrava da subito tranquillo e collaborativo, rassegnato a dover finire in carcere -era giunto nella struttura di cura dal giorno precedente e occupava da solo una stanza. Dopo le formalità di rito, il ricercato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Rebibbia, nella Capitale.

 


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