Venerdì 06 Dicembre 2019 ore 19:58
“MY NAME IS MICHAEL HOLBROOK”
Il “Revelation tour”di Mika arriva a Roma al Palalottomatica
La Magia di un grande artista in un’esplosione di energia e di colori

Mika arriva a Roma con “Revelation tour”

Dopo i concerti di Torino e di Ancona il “Revelation tour” di Mika, che in Italia comprenderà 12 date toccando diverse città dal nord al sud della penisola, è approdato a Roma mercoledì sera, con il suo mondo colorato e onirico, con un circo che sembra provenire da altri pianeti, in una giornata grigia e piovosa, insolita per la capitale, una Roma “Underwater” che all’artista non ha mancato di evocare il diluvio universale.

I COLORI: L’INIZIO

Con il suo ultimo album “My name is Michael Holbrook” Mika dà voce alle varie parti di sé, al crogiolo di emozioni che lo hanno attraversato negli anni della sua vita cercando di ricomporre, come in un puzzle, l’immagine di una identità, di una unità che sembrava perduta.

Mercoledì sera, Mika, nel suo “Revelation tour”, plasmando la realtà scenica come uno scultore, ha dato forma visiva a quel processo interiore intrapreso nell’album proiettandola al pubblico come in una sorta di “rivelazione”.

Allo spettatore si apre sulla scena, appena arriva, la rappresentazione di tutti i colori dello spettro della luce, apparentemente bianca ma che contiene e nasconde in sé tutti i colori.

E quella luce in tutte le sue sfumature di colore, giallo, verde, rosso, rosa, viola, blu, sembra protendersi verso il pubblico attraverso un palco che si allunga nel parterre quasi a diventarne un raggio, annullando ogni divisione tra l’artista e lo spettatore.

Il concerto si apre con la voce di Mika, sotto le note di Tiny Love, che introduce il pubblico al suo viaggio, dall’origine del tutto dove esisteva solo una luce indifferenziata, l’Amore puro, al big bang dal quale la luce ha dato vita in sé ad ogni cosa, differenziandosi in tutti i colori che conosciamo, in tutte le sfumature della vita e dell’essere umano.

Ma non è la descrizione della creazione biblica né delle teorie scientifiche sull’origine dell’universo, Mika arriva ad introdurre il suo Adamo e la sua Eva, il suo inizio, quel secondo big bang, che ha attratto il padre e la madre dando origine alla sua esistenza.  

LA MUSICA: LA VITA

La creazione è avvenuta, la scenografia si apre, sullo sfondo compare l’immagine della madre a sinistra, con accanto un gorilla e quella del padre a destra, affiancato da un Davide scultoreo in mezzo i pianeti e in alto la scintilla di luce, il sole che illumina tutto.

A questo punto il concerto ha inizio.

I brani, come un libro, sono presentati riuniti in capitoli, attraverso cui Mika racconta le varie parti di sé, i colori della vita: il giallo l’amore come in “Ice cream”, il verde la gelosia come in Dear Jealousy, il rosa il desiderio come in Tiny Love ed in Origin of love, il viola la paura, l’ansia come in Underwater e in Happy Ending, il bianco che li comprende tutti e riattrae a sé.  

Con un ritmo incalzante e coinvolgente, Mika propone sé stesso e la sua musica incarnandola in ogni momento, senza risparmiarsi al pubblico con il quale introduce, attraverso l’arte, un rapporto sciamanico.

Durante il concerto Mika ha annullato ogni separazione tra sé e il suo pubblico, cercando sempre un contatto e un dialogo vero, una partecipazione autentica, fino a scendere dal palco ed a cantare in mezzo ad esso.

Non sono mancati elementi scenici di forte impatto come il pianoforte che si alza verso il cielo dal quale Mika si esibisce, come se dopo essersi riunito alle sue radici possa finalmente spiccare il volo verso l’alto.

BIANCO: IL RITORNO

Il concerto si conclude nella luce bianca da dove era iniziato, in un cerchio perfetto che si chiude, con gli ultimi brani Grace Kelly e Tiny love reprise, come se dopo aver vissuto ogni parte di sé stesso e aver espresso ogni colore della vita, Mika torni a ritrovarsi in quella luce primordiale che è amore puro dove non esistono più differenziazioni e divisioni, invitando il suo pubblico a restare in quell’amore.

“BIANCO: nascosti nella luce più bianca ci sono tutti i colori dello spettro e in quei colori ci sono tutte le sfumature della vita giallo, verde, rosso, rosa, viola, blu, IO, TU, NOI. Noi siamo l’AMORE. Alla fine dopo la vita così come la conosciamo in quel gran deserto vuoto ci sarà AMORE”.

La ricerca verso un mondo originario incontaminato e incorruttibile dove regna l’amore che unisce tutto ciò che nell’uomo è separato e diviso, prende in Mika la forma di un grande circo, di un mondo colorato e vibrante di anima nel quale il pubblico una volta entrato non vuole più uscire.

 Il Revelation tour è compenetrato da una visione e da una autonoma vitalità che lo rende più di un concerto e di uno show musicale.

Cristiana Di Benedetto


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