Domenica 05 Aprile 2020 ore 05:06
LO SAPEVATE CHE...
Paura dell'ascensore: che significa?
È capitato quasi a tutti di trovarsi in ascensore con qualcuno che mostrava chiari segni di agitazione

È capitato quasi a tutti di trovarsi in ascensore con qualcuno che mostrava chiari segni di agitazione. Magari si tormentava le mani, muoveva nervosamente le gambe oppure guardava costantemente i numeri sul monitor per controllare quanto mancava all’arrivo. “Mi sento soffocare” è il pensiero che attraversa la mente di queste persone quando si chiudono le porte dell’ascensore.

Ci sono tanti esseri umani che hanno paura di rimanere bloccati in un montacarichi. Può sembrare assurdo visto che la percentuale di morti in ascensore è pari al numero di vittime della strada ogni 5 ore. Lo sanno bene le ditte di ascensori di Roma e di tutt’Italia che si sentono continuamente domandare informazioni riguardo le possibili via di fuga qualora l’abitacolo si bloccasse.

Come accade per qualsiasi tipo di emozione, anche la paura ha una sua intensità che va da un leggero stato di ansia e di preoccupazione all terrore puro che è spesso causa di panico. Le fobie sono spesso legate a traumi personali o a delle insicurezze che possono avere delle conseguenze molto rilevanti per lo stato di salute della persona.

Si dice che per superare le proprie paure bisogna affrontarle. Ce lo insegnano in diversi film e libri. In parte è vero, ma ancora più utile sarebbe capire da che cosa ha avuto origine quella paura.

Parlando della fobia di rimanere chiusi in ascensore, potremmo chiederci che cosa significhi o perché interessi solo alcune persone e non altre.

La paura di rimanere bloccati in ascensore non è altro che una forma di claustrofobia, la paura degli spazi chiusi. Ma alla base ci potrebbero essere anche altri disturbi, ad esempio, una forma di fobia sociale, visto che l'ascensore ti costringe ad abitare a stretto contatto con persone sconosciute. Oppure, potrebbe trattarsi di un disturbo ossessivo compulsivo legato all’idea di tutte le mani che toccano i vari pulsanti dell’ascensore (quindi dei germi che si trovano sopra). O ancora, il rimanere imprigionati potrebbe far riecheggiare la trappola di un lutto che si sta vivendo e da cui ancora non si è riusciti a uscire.

È lecito domandarsi se si possa guarire dalla fobia dell’ascensore. La risposta è affermativa, ma dipende molto anche da quanto intensa è la paura e a cosa è legata. Se il disturbo è lieve e non compromette l’uso quotidiano dell’ascensore, basta fare dei respiri profondi prima di salire e durante il percorso. Concentrarsi sul respiro è utile non solo per rendersi conto che non si sta soffocando, ma anche per distrarsi dalla situazione.

Per quelli che, invece, evitano il più possibile di salire in ascensore e nel momento in cui entrano hanno attacchi di panico, il problema può essere risolto solo grazie a uno specialista. La psicoterapia cognitivo-comportamentale è ottima per risolvere queste situazioni visto che interviene direttamente e tempestivamente sui disagi ansiosi legati alla quotidianità.

Una volta analizzati i motivi alla base della paura, psicologo e paziente lavorano per piccoli obiettivi: provare gradualmente a salire in ascensore per un “tratto di strada” man a mano più lungo: un giorno si prova a fare un solo piano, il giorno dopo due, quello ancora successivo tre e così via.

Insomma, niente è davvero insuperabile se si sceglie di affrontarlo.


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