Giovedì 12 Dicembre 2019 ore 07:33
POLITICA
Regione Lazio, approvato bilancio
Previsto aumento dell'addizionale Irpef dal 1,73% al 2,33%. Zingaretti:"Sacrificio necessario"

Nella notte fra il 28 e il 29 dicembre, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato il bilancio di previsione finanziario 2014-2016 e la legge di stabilità regionale 2014. Si tratta, spiega la stessa Regione Lazio, di un bilancio da 35 miliardi di euro per il 2014, di cui al netto delle partite finanziarie e del disavanzo una manovra effettiva di 18 miliardi. Il debito commerciale cala da 12 miliardi del 2012, a 9 miliardi nel 2013, a 5,5 miliardi nel 2014. La parte vincolata del bilancio ammonta a 15 miliardi di cui 11 miliardi circa per la sanità e 575 milioni relativi al Fondo nazionale per il trasporto.

Tra le misure più significative spicca quella di accedere alle anticipazioni di liquidità concesse dallo Stato per far fronte ai debiti scaduti della pubblica amministrazione. Tale misura, tuttavia, comporta l'aumento dell'addizionale Irpef. A riguardo, il Consiglio regionale ha diffuso un comunicato nel quale si rende noto che che "l'aliquota dell'addizionale regionale Irpef passa dall'attuale 1,73% al 2,33% per i redditi 2014, e al 3,33% nel 2015. Previsti dalla legge finanziaria regionale 2013 approvata lo scorso aprile, tali aumenti sono stati adottati per garantire il riequilibrio dei conti regionali e, appunto, il rimborso delle anticipazioni di liquidità previste dal decreto legge 35/2013. La misura non interesserà i redditi inferiori ai 15.000 euro e, grazie a un emendamento alla legge di stabilità 2014, neppure quelli fino a 50.000 euro percepiti da contribuenti con tre figli a carico".

Secondo "Il Messaggero" questo provvedimento arrecherà serie ripercussioni per i cittadini della Capitale: "Per una città che già con l’addizionale Irpef regionale all’1,73% - afferma il quotidiano di via del Tritone - sconta l’imposizione fiscale più alta d’Italia dopo Campania, Calabria e Molise (che si attestano al 2% ), l’ulteriore aumento dell’aliquota dello 0,6% (con approdo al 2,33% ) vuol dire una stangata senza precedenti.
Con una situazione che si complica se la giunta Marino - come appare scontato visto il rifiuto dell’amministrazione di tagliare e privatizzare - riuscirà a spuntare un ritocco dell’aliquota Irpef comunale portando l’imposta dallo 0,9 all’1,2%. Il risultato finale sarebbe che, per effetto dei due aumenti, nel 2014 i 2,9 milioni di contribuenti di Roma sarebbero sottoposti ad un prelievo complessivo pari al 3,53%. Un salasso inarrivabile nel resto del Paese.

In ogni caso il sindaco Ignazio Marino ha promosso l'operato della giunta Zingaretti, che ha "approvato in tempi molto brevi il bilancio di previsione 2014 della Regione Lazio. Un bilancio che incontra le richieste dei cittadini sul taglio ai costi della politica, destinando così quei fondi risparmiati alle fasce più deboli. In Regione dopo gli anni di confusione e di mancanza di trasparenza si torna alla normalità, così come stiamo facendo in Campidoglio. La collaborazione tra la nostra e la giunta regionale sta dando i suoi frutti, per questo ringrazio Nicola, che da sempre è al mio fianco nella battaglia per la rinascita e valorizzazione di Roma Capitale".

Lo stesso Zingaretti ha commentato l'aumento dell'addizionale Irpef: "Con la situazione ereditata è inevitabile. Molto hanno pesato anche i debiti fuori bilancio scoperti in questi mesi. Si tratta di uno sforzo ulteriore chiesto ai cittadini ma è un sacrificio necessario da sostenere".

Nel complesso, a detta del governatore, quello approvato nella notte fra sabato e domenica "è un bilancio di scelte forti e coraggiose, per voltare pagina evitando il baratro finanziario che stava portando la Regione Lazio al default, come recentemente certificato anche dalla Corte dei Conti, e per tornare a sostenere concretamente una politica di sviluppo".

"Con questo bilancio – prosegue Zingaretti - la Regione Lazio, raggiunge due risultati fondamentali: in primo luogo si chiude la stagione dell’emergenza finanziaria, dimezzando da 12 a 5,5 miliardi di euro il debito commerciale che stava soffocando migliaia di cittadini e di aziende, e mettendo in sicurezza i conti dal rischio di insolvibilità. E, insieme, a questo sforzo di risanamento, si definisce una linea di politica economica per uscire dal tunnel della crisi, basata su risorse vere e progetti concreti, che, già all’interno di questo bilancio, si traduce in una crescita di risorse a sostegno delle politiche e della spesa nei territori, ottenuta grazie ai risparmi sulla spesa passiva di funzionamento dell’ente, e in oltre 600 milioni di investimenti".

Soddisfazione è stata manifestata anche da Riccardo Valentini, capogruppo di Per il Lazio al Consiglio regionale:"In un momento di grave crisi e soprattutto sfiducia nelle Istituzioni, possiamo con orgoglio rivendicare un ruolo centrale della politica che attraverso la giunta Zingaretti sta portando concretezza e risposte ai cittadini. Una svolta nella Regione Lazio che passa anche attraverso il ripristino della efficienza amministrativa, trasparenza e presa in carico di responsabilità verso i bisogni della gente".

L'opposizione, invece, rivendica di aver fornito un contributo decisivo nell'evitare un aumento della tassazione ancora più duro di quello previsto dal documento approvato. Adriano Palozzi, consigliere regionale di Forza Italia ha affermato in una nota: "Il Consiglio è giunto all’ approvazione finale del bilancio regionale. Un documento economico-finanziario, che così come partorito dalla giunta Zingaretti, puntava essenzialmente ad un incremento eccessivo della tassazione e della pressione fiscale. Vedere l’aumento dell’addizionale Irpef per credere. Ma grazie all’approfondito lavoro e al grande impegno dell’opposizione, basato su principi di serietà e cooperazione, siamo riusciti ad arricchire e migliorare l’arida e timida manovra di bilancio voluta dalla giunta di centrosinistra".

"Nostra vittoria importantissima - continua Palozzi - è stata l’approvazione del sub emendamento per la creazione di un fondo a sostegno dei mutui sulla prima casa di circa 7,5 milioni di euro. Tali risorse saranno concesse, a titolo di contributo a fondo perduto, alle famiglie in difficoltà per la copertura delle rate di mutuo per l’acquisto della prima casa. Da sottolineare inoltre l’istituzione di un fondo di 12 milioni di euro per l'abbattimento delle tasse per i redditi più bassi. Si tratta di misure significative, tese ad alleviare i disagi e le difficoltà dei nuclei familiari del nostro territorio. Rimane tuttavia l’insoddisfazione per un bilancio, che non convince poiché troppo lontano dai bisogni reali delle famiglie del Lazio. Come opposizione continueremo a lavorare in maniera serrata per riconsegnare alla comunità una Regione efficiente, trasparente e a misura di cittadino".

Oltre che dall'opposizione, la giunta Zingaretti deve guardarsi anche dalle perplessità dei sindacati, che hanno manifestato molte perplessità sull'aumento dell'Irpef. Il segretario Cgil Roma e Lazio Claudio Di Berardino ha asserito senza mezzi termini:"Le risorse dell'aumento dell'Irpef si potevano trovare altrove. Il Lazio già era la Regione più tassata d'Italia ed ora si supera il limite".

Nel tentativo di fornire rassicurazioni, la regione Lazio ha diffuso una nota nella quale si speciica che "i dati diffusi dai sindacati questo pomeriggio sull’aumento dell’aliquota Irpef non sono corretti. Per i lavoratori dipendenti e per i pensionati l’aumento dell'aliquota Irpef sulle buste paga, su un reddito medio di 25 mila euro, non sarà di 120 euro - come sostengono in una nota Cgil, Cisl e Uil - ma di 60 euro, in quanto l'aliquota aggiuntiva dello 0,6% si applica solo sugli scaglioni superiori a 15.000 euro".

"Quasi un milione di contribuenti - si legge nel comunicato - con un reddito annuo fino a 15 mila euro, quasi il 30%, continueranno a non pagare nulla. Nella legge di stabilità regionale, appena approvata, è stata allargata la fascia di coloro che saranno esenti dall’aumento dell’aliquota Irpef (per i nuclei con redditi fino a 50.000 euro e 3 o più figli a carico - soglia rivalutata di 5.000 euro per ogni figlio a carico successivo al terzo); è stato anche creato un fondo per la riduzione della pressione fiscale regionale, alimentato con 12 milioni di euro. A gennaio la Giunta lavorerà nell'ambito del collegato per aumentare la dotazione di questo fondo, anche attraverso un ulteriore taglio della spesa non produttiva, da impiegare per l'innalzamento della soglia di esenzione dalla maggiorazione dell'addizionale".

 


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