Lunedì 21 Gennaio 2019 ore 18:44
INTERVISTE
Cesali: "Astensione avvocati contro governo"
Il Presidente del Movimento Forense spiega le ragioni della protesta dal 18 al 20 febbraio
Avv. Massimiliano Cesali, Presidente del Movimento Forsense

Dallo scontro tra potere legislativo e giudiziario ai problemi della giustizia, dai motivi dell'astensione degli avvocati che del 18, 19 e 20 febbraio fino allo sciopero "selvaggio" dei legali sardi.
L'Avv. Massimiliano Cesali, Presidente del Movimento Nazionale Forense, fa il punto sul momento che sta vivendo la giustizia, a cominciare dalla prossima astensione.

L'OUA (Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana) ha proclamato 3 giorni di astensione dal 18 al 20 febbraio con una manifestazione nazionale a Roma il 20. Quali sono i motivi alla base della protesta?
"Gli avvocati protestano contro i provvedimenti realizzati e preannunciati in materia di processo civile e penale, per la situazione carceraria e per i tagli indiscriminati operati in tema di geografia giudiziaria. Tutti provvedimenti adottati in via emergenziale e disorganica dal Governo senza alcun confronto con i rappresentanti dell’Avvocatura, interlocutori qualificati che potrebbero – se coinvolti – offrire delle soluzioni concrete ed efficienti. Questi provvedimenti hanno generato delle vere e proprie aberrazioni, basti pensare ai costi della giustizia più che raddoppiati negli ultimi 2/3 anni, la motivazione della Sentenza a pagamento per poter valutare se proporre Appello, il costo esorbitante della giustizia amministrativa, i filtri per le impugnazioni, lo svilimento economico del difensore d’ufficio, la reintroduzione forzata dell’obbligatorietà della mediazione. La linea politica degli ultimi Governi non è stata quella di rendere più efficiente la giustizia bensì quella di impedire l’accesso ai cittadini, in palese violazione della Costituzione".

In Sardegna, invece, gli avvocati cagliaritani, di Oristano e Tempio hanno incrociato le braccia a tempo indeterminato, fino a quando gli stessi non saranno convocati dal Ministero per iniziare a trattare sulle riforme. Condivide questa forma di protesta?
"Le precedenti proteste dell’avvocatura (astensioni, manifestazioni, sciopero bianco) non hanno avuto alcun esito politico, per questo i Colleghi sardi hanno alzato il tiro dimostrando il coraggio e l’orgoglio di una categoria che nel mondo moderno è sempre stata protagonista nei momenti di cambiamento. L’astensione ad oltranza e la cancellazione dagli elenchi dei difensori di ufficio e di patrocinio a spese dello stato non è in contrasto con quanto stabilito dall’OUA ma anzi è un invito alle nostre rappresentanze ad avere coraggio. Il Movimento Forense è al fianco dei Colleghi sardi sin dall’inizio ed ha invitato i Consigli degli Ordini italiani e l’OUA a valutare questa forma di protesta che se adottata da tutti costringerebbe il Governo che si sta formando in queste ore ad ascoltare le istanze dell'Avvocatura a tutela dei diritti dei cittadini perché, giova rammentarlo, gli avvocati sono attuatori dei diritti dei cittadini".

I tempi per la giustizia sono sempre più difficili. Aule di udienze sempre più affollate (e lo saranno ancora di più con il taglio di molti tribunali), processi lumaca e costi della giustizia sempre più elevati per il cittadino. L'ultima stangata in ordine di tempo è relativa all'impossibilità di leggere le motivazioni delle sentenze se non dietro il corrispettivo di una somma che va dai 37 ai 450 euro. Una vera e propria violazione del diritto alla difesa. Come uscire da questo tunnel?
"Se il nostro Paese vuole ripartire dall’economia e dal lavoro deve mettere tra le priorità la Giustizia; l’attuale situazione non solo comporta il mancato investimento da parte di imprenditori esteri ma anche la fuga delle imprese virtuose con le conseguenze sotto gli occhi di tutti. Occorre trattare il problema giustizia come una calamità creando una vera e propria “unità di crisi” permanente, composta da avvocati, magistrati, personale amministrativo, che tratti la materia in modo organico. La lunghezza dei processi viene impropriamente attribuita alla responsabilità degli avvocati invece, la realtà è ben diversa, non siamo noi che fissiamo le udienze dei processi a distanza di oltre 1 anno l'una dall'altra, gli avvocati di contro hanno l'interesse a chiudere la controversia il prima possibile. Tra le soluzioni per il futuro: la negoziazione assistita dagli avvocati, l’incentivazione delle procedure arbitrali a costi ragionevoli oltre che l’aumento dei Magistrati di ruolo e la destinazione di gran parte dei proventi scaturenti dal comparto Giustizia proprio a questo settore strategico".

Dalla Legge Elettorale alla Legge Fini-Giovanardi, sulla equiparazione delle droghe leggere e pesanti, fino ad arrivare alla mediazione con la recente ordinanza del Consiglio di Stato che sembra rimettere in discussione la sua obbligatorietà. E' in atto uno scontro frontale tra potere legislativo e potere giudiziario? E se sì si può parlare più di un'incapacità del Parlamento di legiferare, o comunque di farlo nella maniera giusta, o di un'invasione della magistratura nella politica?
"E’ di tutta evidenza come spesso la Consulta intervenga sulle Leggi, questo vuol dire che sovente non vengono operati rigidi controlli sia sulla procedura che nel merito a scapito dei cittadini che nel frattempo sono destinatari dei provvedimenti. In tema di mediazione obbligatoria, per esempio, prima della pronuncia della Corte Costituzionale soltanto il 15% dei cittadini costretti all’attivazione della procedura ha avuto una risposta positiva con buona pace di chi – l’85% degli italiani - ha sopportato un ulteriore spesa ed ha perso oltre 4 mesi. Per quanto concerne lo scontro tra politica e magistratura: questo scontro ha contribuito a determinare l’attuale situazione della giustizia, infatti per anni si è parlato solo di un ben noto argomento non consentendo una riforma organica da parte delle forze politiche che si sono alternate, troppo concentrate a fronteggiarsi ed annientarsi."


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