Lunedì 22 Luglio 2019 ore 18:15
AMBIENTE VITERBO
Jurassic...Italy!
Quando le balene nuotavano in montagna...

Coperti di colate di cemento e asfalto e con dodici telefonini in tasca, riesce difficile da credere all'“Homo I Pod Sapiens” che il nostro Paese è ricco di giacimenti fossili animali.
Dove corrono le autostrade e fumano le ciminiere, infatti, esisteva un mondo che è difficile anche immaginare.

I dinosauri scorrazzavano su quei lembi di terra italiana che, allora, affioravano dalle acque.
Poi, dopo di loro, quasi 350 milioni di anni fa, i primi esemplari di vita terrestre avrebbero lasciato il segno del proprio passaggio. Perlopiù si trattava di vegetali, ben presto, però (si fa per dire) seguiti da animali che, oggi, trovano posto solo negli zoo.

Pesci, rettili marini e terrestri che, nel periodo triassico, popolavano le zone dell'odierna provincia di Varese e i ritrovamenti di fossili di rettili volanti nelle Prealpi bergamasche disegnano uno scenario che sembra uscito dalla trilogia di Spielberg.

Successivamente, nell'ultimo periodo dell'era terziaria rappresentata dal miocene e pliocene, il nostro Paese sarebbe divenuto così ricco di biodiversità animale da far invidia agli ultimi paradisi incontaminati dei giorni nostri.

Ecco, allora, che la scimmia antropomorfa “risedeva” sulle colline del Chianti e il Rinoceronte un po' più in là, quasi in Emilia e non aveva problemi ad esibire fiero il suo corno.
L'ippopotamo e gli elefanti erano clienti fissi della splendida Sicilia e gli squali, da sempre nel Mediterraneo, confermavano la loro presenza con i ritrovamenti terrestri in Puglia (i denti degli squali sono i fossili più numerosi del pianeta). L'orso delle caverne lo si poteva incontrare dalle Alpi all'Appennino centrale, fino alle porte di Roma, magari insieme a qualche elefante!

Il bisonte dell'Appennino centrale era un animale maestoso e potente.
Sirenidi e delfini nuotavano in Pianura Padana insieme alle balene che avremmo trovato anche a due passi dalle Alpi Orientali.
Ammoniti e altri invertebrati avrebbero completato una tavolozza piena di colori e suoni, di barriti e muggiti e soffi e di chissà cos'altro che solo il pennello della Natura avrebbe potuto raccontare...


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