La Asl di Latina ha completato il 100% degli interventi PNRR della Missione 6 Salute, per un investimento complessivo di 72,5 milioni di euro. Il dato più rilevante è la chiusura dell’intero percorso senza alcuna richiesta di rimodulazione, rispettando il piano originario e le scadenze fissate per i progetti.
Sanità pontina, completato il piano PNRR senza modifiche al programma iniziale
Il passaggio formale che chiude l’iter riguarda le prese d’atto dei completamenti delle strutture territoriali di Terracina, con funzione Hub, e Sperlonga, con funzione Spoke, insieme all’approvazione delle dichiarazioni di attivazione dei servizi. Con questi ultimi atti, la Asl pontina porta a compimento un percorso amministrativo, tecnico e operativo iniziato con la programmazione degli investimenti destinati alla sanità territoriale.
Il risultato ha un peso concreto per la provincia di Latina. Non si tratta soltanto di cantieri terminati o di finanziamenti utilizzati nei tempi previsti. La portata dell’intervento riguarda la riorganizzazione della presa in carico dei cittadini, con servizi più vicini ai luoghi di vita, percorsi di assistenza meno dipendenti dagli ospedali e una rete territoriale pensata per rispondere con maggiore rapidità ai bisogni sanitari ordinari, cronici e domiciliari.
L’assenza di rimodulazioni è uno degli elementi centrali della vicenda. In una fase nella quale molti interventi pubblici legati al PNRR hanno richiesto correzioni, adeguamenti o revisioni dei cronoprogrammi, la Asl di Latina ha mantenuto fermo l’impianto originario. Questo significa che i progetti programmati sono stati portati avanti senza ridurre l’ambizione iniziale e senza cambiare la geografia degli investimenti previsti per il territorio.
Quindici nuove strutture sanitarie per coprire tutta la provincia di Latina
Il cuore del piano è rappresentato dalle quindici nuove strutture territoriali realizzate ad Aprilia, Borgo Sabotino, Cisterna di Latina, Formia, Gaeta, Latina Centro, Latina Scalo, Minturno, Pontinia, Sabaudia, San Felice Circeo, Santi Cosma e Damiano, Sezze, Sperlonga e Terracina. La distribuzione non è casuale: la rete interessa l’intera provincia e copre i cinque Distretti Sanitari, con un disegno che punta a ridurre le distanze fisiche e organizzative dai servizi.
Il nuovo assetto consente di alleggerire il rapporto diretto e spesso improprio con i pronto soccorso, offrendo presìdi di riferimento per bisogni che non richiedono sempre l’accesso ospedaliero. Il modello punta su una sanità di prossimità, fondata su percorsi multidisciplinari, assistenza programmata, integrazione dei servizi e maggiore continuità nei passaggi del paziente da un livello di cura all’altro.
In una provincia vasta e articolata, con centri urbani, aree costiere, zone collinari e realtà più periferiche, la presenza diffusa di nuove sedi sanitarie assume un valore pratico. Per molti cittadini significa poter contare su punti di accesso più riconoscibili, con funzioni pensate per intercettare prima i bisogni di salute e orientare meglio le risposte.
Ospedali territoriali e COT: la nuova rete per cure intermedie e assistenza domiciliare
Accanto alle quindici strutture territoriali, il piano comprende quattro ospedali territoriali realizzati a Cori, Sezze, Gaeta e Sabaudia. Sono sedi pensate per potenziare le cure intermedie, cioè quei percorsi che servono quando il paziente non ha più bisogno di un ricovero ospedaliero ordinario, ma non può ancora essere seguito esclusivamente a domicilio.
Questo livello assistenziale è essenziale soprattutto per anziani, fragili, persone con patologie croniche o pazienti in fase di recupero dopo un ricovero. Il rafforzamento delle cure intermedie permette di rendere più fluido il passaggio dall’ospedale al territorio, limitando ricoveri prolungati e favorendo una presa in carico più adatta alle reali condizioni cliniche della persona.
A completare la rete ci sono sei Centrali Operative Territoriali già realizzate e operative. Le COT hanno il compito di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, facendo dialogare professionisti, strutture e percorsi assistenziali. Il loro ruolo è decisivo nella gestione dei casi complessi, perché consente di evitare frammentazioni e sovrapposizioni, migliorando la continuità delle cure.
Nel nuovo modello, la sanità territoriale non è più soltanto un insieme di sedi fisiche. Diventa una rete organizzata, capace di connettere assistenza domiciliare, strutture intermedie, servizi specialistici e ospedali. Per una provincia come Latina, questo cambiamento può incidere sulla qualità delle risposte e sulla capacità del sistema di arrivare prima dove il bisogno si manifesta.
Digitalizzazione degli ospedali e lavori antisismici al Goretti
Il piano PNRR della Asl di Latina non si limita alle nuove sedi territoriali. È stato completato anche il processo di digitalizzazione dei nodi ospedalieri, un intervento che incide sulla gestione delle informazioni cliniche, sulla rapidità dei flussi interni e sulla possibilità di rendere più coordinato il lavoro delle strutture sanitarie.
La digitalizzazione è uno dei tasselli più delicati nella modernizzazione della sanità. Non riguarda solo strumenti informatici o procedure interne. Ha effetti sulla qualità dei percorsi, sulla possibilità di condividere dati in modo più efficiente, sulla riduzione di passaggi ripetitivi e sulla capacità di seguire il paziente lungo l’intero iter assistenziale.
Parallelamente, sono in dirittura d’arrivo i lavori di adeguamento antisismico dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, sostenuti anche da un finanziamento integrativo di 4,6 milioni di euro. L’intervento sul principale presidio ospedaliero del capoluogo completa il quadro di un investimento che guarda sia alla medicina di prossimità sia alla tenuta delle strutture centrali.
La combinazione dei due livelli è il dato politico e sanitario più importante: da una parte il rafforzamento dei servizi diffusi, dall’altra la messa in sicurezza e l’ammodernamento delle sedi ospedaliere. Una programmazione efficace non può scegliere un solo fronte. Deve tenere insieme accessibilità, qualità organizzativa, sicurezza degli edifici e innovazione.
Cenciarelli: fondi straordinari trasformati in servizi reali
La direttrice generale Sabrina Cenciarelli ha legato il raggiungimento dell’obiettivo al lavoro coordinato di operatori, uffici tecnici, amministrativi e professionisti coinvolti nel percorso. La chiusura degli interventi in linea con il piano originario viene letta come prova della capacità dell’Azienda Sanitaria di trasformare risorse straordinarie in servizi concreti per i cittadini.
Nel ringraziamento istituzionale rientrano il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, la Regione, la Prefetta di Latina Vittoria Ciaramella e i sindaci del territorio. Il riferimento alla collaborazione istituzionale non è marginale, perché interventi di questa dimensione richiedono autorizzazioni, coordinamento, gestione dei cantieri, risposte amministrative rapide e controllo costante dei tempi.
Il completamento del 100% degli interventi PNRR assegna ora alla provincia di Latina una rete sanitaria più ampia, più moderna e distribuita in modo capillare. Il vero banco di prova sarà l’utilizzo quotidiano delle nuove strutture: accessi, personale, integrazione dei servizi, capacità di prendere in carico i pazienti senza dispersioni. La fase dei cantieri si chiude. Inizia quella della piena operatività.
Per i cittadini pontini, l’effetto più atteso è semplice e concreto: poter trovare risposte sanitarie più vicine, percorsi più ordinati e un sistema meno concentrato sull’ospedale come unico punto di riferimento. I 72,5 milioni di euro del PNRR diventano così una leva per ridisegnare l’assistenza locale, con quindici strutture territoriali, quattro ospedali territoriali, sei COT, digitalizzazione ospedaliera e interventi di sicurezza sul Goretti.
