Autista soccorritore, accellera l’iter alla Camera: UGL Salute chiede il pieno riconoscimento della professione

La UGL Salute torna a chiedere una rapida accelerazione, sostenendo che il riconoscimento normativo di questa figura non possa più essere rinviato
Di Lina Gelsi
Autista soccorritore ambulanza
Autista ambulanza

Un passaggio parlamentare che per molti operatori del soccorso significa molto più di un atto formale. La XII Commissione Affari sociali della Camera ha adottato come testo base la proposta di legge C. 274, presentata da Ugo Cappellacci, sull’istituzione della figura professionale dell’autista soccorritore, avviando così una nuova fase dell’esame parlamentare. È su questo sviluppo che la UGL Salute torna a chiedere una rapida accelerazione, sostenendo che il riconoscimento normativo di questa figura non possa più essere rinviato.

Autista soccorritore, il passaggio alla Camera che riapre il dossier

Il dato politico e istituzionale è chiaro: il provvedimento è in corso di esame in Commissione e il 24 febbraio 2026 la Commissione Affari sociali ha deliberato di adottare come testo base proprio la proposta Cappellacci, fissando poi il successivo percorso emendativo in sede di ufficio di presidenza.

È un avanzamento concreto in un iter che va avanti da tempo e che riguarda una figura presente ogni giorno nel sistema dell’emergenza territoriale, ma ancora priva, secondo i sostenitori della riforma, di una cornice professionale pienamente definita a livello nazionale.

Per la UGL Salute questo snodo rappresenta un momento importante. Il sindacato sottolinea da anni la necessità di superare quello che definisce un “limbo normativo”, cioè una situazione in cui gli autisti soccorritori svolgono compiti delicati, assumono responsabilità reali durante gli interventi di emergenza-urgenza, ma senza un riconoscimento compiuto della professione, delle competenze richieste e delle tutele collegate. La presa di posizione diffusa in queste ore si inserisce proprio in questo quadro.

UGL Salute: riconoscere il ruolo di chi opera ogni giorno nel primo soccorso

Nel commentare l’avvio dell’esame parlamentare, il segretario nazionale Gianluca Giuliano e il coordinatore nazionale dell’emergenza-urgenza della UGL Salute hanno parlato di un passaggio significativo verso il riconoscimento normativo dell’autista soccorritore. Il messaggio politico del sindacato è netto: chi guida i mezzi di soccorso e partecipa alla gestione operativa degli interventi non può più essere considerato una figura accessoria, perché è parte integrante del sistema territoriale dell’emergenza.

La richiesta è che il Parlamento arrivi in tempi rapidi a una disciplina capace di definire funzioni, responsabilità e formazione.

Il punto, del resto, riguarda anche la qualità del servizio offerto ai cittadini. Nelle situazioni di emergenza non conta soltanto la velocità di arrivo del mezzo, ma l’intera filiera del soccorso: sicurezza del trasporto, capacità di muoversi in contesti complessi, coordinamento con il personale sanitario, gestione del paziente durante le fasi più delicate dell’intervento.

In questa prospettiva, la richiesta di riconoscimento non viene presentata soltanto come una rivendicazione sindacale, ma come un tassello di organizzazione più chiara dell’emergenza sanitaria. L’iniziativa legislativa in corso ha proprio questo obiettivo dichiarato: istituire e disciplinare la professione dentro il sistema del primo soccorso.

Formazione uniforme e tutele, i nodi che il provvedimento deve sciogliere

Secondo la UGL Salute, il percorso legislativo dovrà portare a una definizione netta delle competenze dell’autista soccorritore, accompagnata da una formazione certificata e uniforme sull’intero territorio nazionale, oltre che da adeguate tutele contrattuali e legali. È questo uno dei nodi più sentiti dagli operatori: evitare che mansioni simili vengano inquadrate in modo diverso a seconda delle realtà locali, con ricadute su salario, responsabilità e riconoscimento professionale.

Il tema non è soltanto tecnico, perché tocca l’equità del sistema e la possibilità di garantire standard omogenei nell’emergenza-urgenza.

In Italia, infatti, il soccorso territoriale si regge su una rete vasta e articolata, nella quale il fattore umano resta decisivo. Per questo il sindacato insiste sul fatto che la dignità lavorativa di questi operatori vada di pari passo con la sicurezza del servizio. Un quadro normativo chiaro, nella lettura della UGL, servirebbe a ridurre ambiguità operative, rafforzare i percorsi formativi e offrire maggiore tutela a chi interviene ogni giorno su incidenti, urgenze mediche, trasferimenti protetti e situazioni ad alto rischio.

Iter parlamentare aperto e pressione politica sul Parlamento

L’adozione del testo base non equivale all’approvazione della legge, ma segna una fase che può imprimere velocità al dossier. Ora il provvedimento dovrà proseguire il proprio cammino parlamentare attraverso la discussione degli emendamenti e le successive tappe in Commissione e in Aula.

La UGL Salute, nel frattempo, annuncia che continuerà a seguire da vicino l’iter, chiedendo che si arrivi a un quadro definitivo capace di far uscire gli autisti soccorritori da una condizione di incertezza che, secondo il sindacato, dura da troppo tempo.

La partita, dunque, è aperta e riguarda non solo una categoria professionale, ma anche il modo in cui il sistema sanitario riconosce chi ne sostiene una parte essenziale nella fase dell’emergenza. Per gli autisti soccorritori il passaggio in Commissione è un segnale politico importante.

Adesso il punto è capire se il Parlamento saprà trasformare questo segnale in una legge capace di dare finalmente nome, regole e tutele a una figura che da anni lavora sul campo senza un riconoscimento pieno.

 
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